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Home » Dietro l’occupazione della palestra Ex Gil c’è molto di più. Questi ragazzi combattono davvero

Dietro l’occupazione della palestra Ex Gil c’è molto di più. Questi ragazzi combattono davvero

Di Sergio Colavita
22 Febbraio 2018
in Cultura&Società
0
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16 maggio 2014. Oggi. Quinto giorno di occupazione. Foggia, palestra Ex Gil. Via da Zara.

Firmato: Collettivo 0881.

“Le città sono di chi le ama”.

Basterebbe questo per chiudere l’articolo. Ma no, non basta, perché in campo c’è molto altro, c’è la denuncia, che è già materialmente in atto, delle pratiche attuate fin qui dalla politica e dalla burocrazia e di quelle a venire. Oltre allo stabile il Collettivo occupa un terreno che eccede sè stesso. C’è la denuncia sottesa dell’immobilismo sociale, dell’abitudine alle cose, dell’assuefazione al degrado, al vuoto. Come quando non si sente più la mancanza di qualcosa o di qualcuno. Come quelli che combattono dal salotto di casa facendo zapping o che sono militanti solo sui social.

Il collettivo chiede supporto. Diffusione. Partecipazione.

L’occupazione dicevamo. Dopo la scuola De Sanctis, occupata per recuperarne la biblioteca e il patrimonio librario, ora è la volta della palestra Ex-Gil. Cambio di quartiere. Edifici diversi. Stesso abbandono. 0881. Quasi come la luce che si stagliava nel cielo di Gotham per invocare Batman. Nessuna luce nel cielo, qui. L’urgenza e bisogni che muovono dalla strada, quelli sì, e le istanze che muovono dal basso, orizzontalmente. Stesse pratiche di autoorganizzazione e autofinanziamento. Stesse pratiche di diffusione. Stessa idea di riappropriarsi di edifici abbandonati, spazi vuoti, lasciati (volutamente?) all’incuria e al degrado, proprio in una città come Foggia dove quello che manca da sempre sono spazi sociali, collettivi, condivisi, punti vitali di aggregazione e libero sfogo creativo, culturale, artistico. Il palazzo di proprietà dell’Università che lì dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) fare i lavori di recupero e ristrutturazione per creare spazi, aule, alloggi universitari è stato muto per tre anni. Fino ad ora.0881

Dalla palestra dove c’è anche quella che una volta era la “pishina okkupata” basta fare qualche metro, solo per rimanere in zona, e trovare altri “monumenti” abbandonati e vuoti come certi slogan elettorali: dal LUC, unico laboratorio urbano a non essere mai partito in tutta la Puglia al Teatro Mediterraneo, quello che ha ospitato la brutta copia di Bob Dylan. Non pervenuto. Poco più in là l’area dell’ex ippodromo. Altro velo pietoso. Potremmo chiudere qui ma abbiamo ancora carattere e caratteri per aggiungere al triste e desolante elenco il quartiere fieristico che riapre i battenti solo per recitare il requiem della Fiera dell’Agricoltura, glorioso simbolo della vocazione agricola del territorio ma che da tempo ne ospita edizioni tristi, tristissime come i caffè dei distributori automatici. Ora basta lamentazioni, il collettivo 0881 alza la voce. Sono partite infatti, attività e iniziative per riempire il vuoto della palestra: una mostra fotografica GhosTown allestita fino a fine mese presso la Biblioteca Provinciale, con gli scatti dall’abbandono di buona parte degli edifici fantasma: dal Cubo a piazza Mercato, a palazzo Trifiletti, al cinema Italia e campagne di raccolta di libri per attrezzare aule studio e biblioteche popolari. Così la campagna elettorale, quella dei santini e dei manifesti abusivi attaccati ai muri, lascia posto alla città, quella vera, quella che appartiene a chi la ama.

0881. Foggia.

Tags: Biblioteca Provinciale Magna CapitanaCollettivo 0881FoggiaPalestra Ex Gilscuola De Sanctis
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