Nel 2013 sono state 351, in tutta Italia, le intimidazioni nei confronti di amministratori locali e funzionari pubblici, con una media di 29 minacce al mese, quasi una al giorno. L’80% dei casi è stato registrato nelle regioni del Mezzogiorno. Al primo posto la Puglia, con il 21% dei casi censiti, segue la Sicilia, con il 20%, e la Calabria, con il 19%. Sono alcuni dei dati emersi dal rapporto “Amministratori sotto tiro. Intimidazioni mafiose e buona politica” presentato durante il convegno di ‘Avviso Pubblico’ a Cinisi (Pa), a Casa Badalamenti, in occasione delle iniziative in ricordo di Peppino Impastato, l’attivista ucciso 36 anni fa da cosa nostra. Gli amministratori che hanno aderito alla rete di Avviso Pubblico hanno fatto notare che rispetto al 2010, anno in cui fu redatto il primo rapporto, si è registrato un aumento nazionale del 66% dei casi. In quell’anno la Puglia occupava il quarto posto. Oggi in quella regione è colpito il 13% dei Comuni. In Sicilia e Calabria, invece, sono stati oggetto di minacce rispettivamente il 9 e 8% dei Comuni. “I dati – ha detto il presidente di Avviso Pubblico, sindaco di Grugliasco (To) Roberto Montà, intervenuto a Cinisi – confermano che ci troviamo di fronte a un’emergenza nazionale. Rappresentiamo una realtà di amministratori che merita maggiore attenzione da parte delle istituzioni; lo scioglimento per mafia di un Comune è una misura di sospensione della democrazia insufficiente se non viene accompagnata da interventi seri di bonifica nei confronti di tutte le strutture amministrative che sono colluse”. “Per questo – ha concluso – siamo a Cinisi nel nome di Peppino Impastato, in lui vediamo un esempio significativo di chi ha dato tutto per contrastare le mafie in modo civile e politico”. A livello provinciale, il maggior numero di intimidazioni è stato registrato nelle province di Palermo (25 casi), Cosenza (23), Taranto e Messina (18), Foggia (17). A essere colpiti sono soprattutto amministratori locali (71% dei casi) e funzionari pubblici (17%). Il rapporto di Avviso Pubblico rileva anche il numero dei Comuni sciolti per mafia: dal 1991, anno in cui fu emanata la legge, al 2010 sono stati emessi 243 decreti di scioglimento. La regione che registra il maggior numero di provvedimenti è la Campania (94 casi), seguita dalla Calabria (73) e Sicilia (61). Minacce nei confronti di amministratori locali e danni alle strutture sono stati rilevati in 25 Comuni del Mezzogiorno sciolti in passato per infiltrazione mafiosa. Nel dettaglio, si tratta di nove Comuni per Calabria e Sicilia, sei per la Campania e uno per la Puglia.