La prima indagine socio-statistica sul volontariato in Puglia consegna un quadro positivo per la crescita delle realtà nel terzo settore, ma negativa per le prospettive, visto che sempre meno giovani ne rimangono affascinati. Colpa dell’assenza di lavoro e della precarizzazione.
La Puglia è stata l’unica Regione Italiana che ha voluto fare chiarezza sul fenomeno del volontariato, investendo risorse significative per la rilevazione del numero delle associazioni iscritte e non iscritte nel Registro Regionale del Volontariato, dei settori di intervento, del numero dei volontari. L’Assessorato al Welfare di Elena Gentile, tramite l’Osservatorio Regionale del Volontariato, e in collaborazione con CSV Puglia Net hanno realizzato un vero e proprio censimento del volontariato, cui si è aggiunta una indagine campionaria su circa 700 associazioni attive al 31 dicembre 2009. I risultati saranno presentati il 5 maggio nel corso del convegno dal titolo “Il volontariato pugliese per i Beni Comuni”, ma una dato appare con chiarezza: la Puglia rappresenta un caso significativo nel panorama nazionale, perché non solo ha recuperato negli ultimi 6 anni il gap numerico del volontariato rispetto alle Regioni del Nord, ma ha anche avviato un percorso di trasformazione “politica” dello stesso volontariato, e questo certamente per effetto della presenza dei CSV, ma anche per la presenza di politiche di welfare in cui il volontariato è stato considerato con un ruolo attivo e non residuale.
Sono 2.063 le organizzazioni di volontariato iscritte e non iscritte nel registro regionale censite in Puglia a fine 2009. Le organizzazioni sono distribuite per poco più della metà tra le province di Bari e Lecce (25,5%). A seguire le province di Taranto (19,1%) e Foggia (15,3%), quindi di Brindisi (8,5%) e della neonata Bat (5,6%). Rapportando il dato alla popolazione delle province pugliesi, secondo la comunicazione Istat aggiornata al 2009, emerge un dato di 8 associazioni per comune e di una associazione ogni 1978 abitanti. Dall’ultima indagine sul volontariato realizzata in Puglia dalla Fivol nel 2001 il numero di OdV è quasi raddoppiato passando da 1076 a 2063 per una percentuale pari quasi al +48%. Dal campione analizzato il dato relativo ai settori nei quali sono impegnate le organizzazioni conferma il dato nazionale: alto impegno nei settori tradizionali del Welfare, nello specifico il 19% delle OdV opera nel settore delle “Donazioni” (del sangue, degli organi ecc.) e il 15% nella “Tutela della salute” (settori socio-assistenziale e sanitario); seguono con una percentuale significativa i settori “Protezione civile” (13%) , “Famiglia, infanzia e adolescenza” (11%) e “Disabilità”(10%). A seguire tutte le altre con la percentuale più bassa pari al 2% per “Devianze e dipendenze”.
Il trend dei volontari attivi nelle organizzazioni pugliesi nell’ultimo quinquennio, sia a livello regionale che provinciale, rivela una crescita continua con un salto particolare dal 2006 in poi. Dalla ricerca Regione Puglia-CSV Puglia Net emerge la presenza in Puglia di un “popolo del volontariato” che al 1 settembre 2009 può essere attendibilmente stimato intorno alle 90.000 unità. Secondo questa stima e i dati Istat sulla popolazione residente in Puglia al 1 gennaio 2009, il 2,2% dei pugliesi sarebbero impegnati nel volontariato attivo.
“Una difficoltà è senza dubbio quella del reclutamento dei giovani – spiegano nella ricerca -. I motivi di questa scarsa partecipazione sono molteplici.Certamente, un peso importante assume la precarizzazione del lavoro, l’insicurezza e l’instabilità che ne derivano, la corsa affannosa alla ricerca di un posto stabile che mettono in crisi il legame sociale e la propensione ad occuparsi dell’altro. I giovani in questo contesto – concludono – si avvicinano alle organizzazioni di volontariato con la speranza di trovare lavoro o di ricevere una formazione che sia spendibile altrove”.
SCARICA IL DOSSIER COMPLETO