Ancora tangenti al comune di Foggia. Sta emergendo in tutta la sua potenza il “sistema” concussivo costruito dall’ex dirigente ai lavori pubblici, Fernando Biagini. Secondo gli inquirenti infatti, quella delle tangenti è “una realtà dominante nel campo amministrativo della città capoluogo”. Dopo la corruzione a scapito dell’imprenditore edile, Lello Zammarano per i locali di Piazza Padre Pio dove sorgeranno i nuovi uffici del tribunale, nuovi nomi si aggiungono alla lista delle vittime.
Gli imprenditori costretti a versare tangenti a Biagini e all’ex consigliere comunale Massimo Laccetti (intermediario nelle operazioni) sono Marco Insalata, Vincenzo Rana e Saverio Normanno.
Nel dicembre 2013, Insalata versò 10mila euro per ottenere una determina dirigenziale che sbloccava l’esecuzione dei lavori di bonifica dell’area cimiteriale dove doveva costruire delle cappelle gentilizie.
Rana (titolare dell’omonima ditta individuale) invece, già nel novembre 2010 e poi nel novembre 2013, fu costretto a sborsare soldi per ottenere l’affidamento di lavori di manutenzione nelle scuole Pio XII e Vittorino Da Feltre. Sempre Rana versò un ulteriore tangente per altri lavori nell’area mercatale di via Miranda (zona Città del Cinema). È lui l’imprenditore che, stando alle indagini, ha versato la somma più elevata. 14mila euro tra mercato, Da Feltre e Bovio. I lavori nei plessi scolastici rientravano tra gli interventi di “impermeabilizzazione degli edifici”.
Saverio Normanno (titolare della ditta individuale Edilnorm) ha corrisposto 2mila euro tra febbraio e marzo di quest’anno per i lavori di manutenzione alla Pio XII e Vittorino Da Feltre.
“Biagini era il dominus assoluto con il potere di affidamento di tutti i lavori inferiori a 20mila euro” ha commentato il capo della Squadra Mobile, Annichiarico nel corso della conferenza stampa di stamattina. Ma gli inquirenti non si fermeranno qui. “Le indagini sono ancora in corso. Chiediamo agli imprenditori di aiutarci a scoperchiare questo vaso di Pandora”. L’ultimo appello della polizia ha avuto esito positivo. Infatti, Insalata, Rana e Normanno hanno confessato quanto accaduto solo dopo il pressing delle forze dell’ordine. “Dimostrando coraggio”, ha aggiunto Annichiarico.
Finora sono stati ascoltati una decina di imprenditori e tutto fa pensare che ci sia ancora molto da scavare.
Intanto altri dettagli stanno emergendo. Come quello sulla ripartizione degli “incassi” illeciti. Pare infatti che Biagini e Laccetti dividessero equamente le tangenti intascate.
Per i due è scattata l’ennesima ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Foggia che ha accolto le ulteriori richieste della Procura. La misura dispone gli arresti domiciliari (dove gli indagati già si trovano) vista la gravità e solidità del quadro accusatorio emerso dalle indagini che non è apparso al giudice suscettibile di essere inquinato.
A seguito di queste indagini, il giudice ha disposto il sequestro preventivo di 26mila euro ai danni di Biagini e Laccetti. All’ex dirigente comunale è stata sequestrata una Lancia Y appena acquistata mentre l’ex consigliere comunale si è visto privare della sua bella Fiat 500.

