Sono numeri impietosi quelli della spesa farmaceutica. Nel 2013 è stato accumulato un rosso di ben 827 milioni di euro, in gran parte (765) provocato dalla farmaceutica ospedaliera, dove il ripiano è a metà tra le aziende farmaceutiche e le Regioni. I numeri forniti nel dossier consuntivo dell’Aifa (Agenzia italiana del farmaco), mostrano ancora una volta una Penisola spaccata in due blocchi: conti più o meno in ordine al Nord e particolarmente disastrosi al Sud (soprattutto nelle Regioni commissariate: Lazio, Calabria, Campania e Abruzzo).
Secondo l’analisi, nel settore, si fa sempre più fatica a rientrare nei tetti di spesa, e per di più gli ospedali non riescono quasi mai a far quadrare i conti nel delicato segmento delle farmacie. A peggiorare la situazione, nei prossimi anni, potrebbe essere l’esaurirsi dell’ingresso di nuovi generici, che fino a questo momento hanno controbilanciato la crescita costante della spesa. Diversi sono gli spunti di lettura che offrono i dati dell’Aifa. A partire dal calo dell’1,4% fatto registrare dalla spesa in farmacia, che ha segnato in totale 8,86 miliardi, e invece dall’aumento del 6,3% messo a segno dalla distribuzione diretta da parte delle Asl con 3 miliardi di uscite complessive. Il tutto, per una spesa “territoriale” che ha toccato quota 12 miliardi, con 63 milioni di rosso. Valori da leggere in controluce, tra mille alti e bassi e altrettante contraddizioni. Come i ben 15 milioni in più di ricette prescritte (+2,6%) in soli dodici mesi, con aumenti boom tra Marche (+3,9), Campania (+3,8) e Puglia (+3,7). O i ticket a carico degli italiani, che hanno fatto segnare una nuova escalation fino a quota 1,43 miliardi (+2,1%). Il tetto per la farmaceutica “territoriale”, così, ha visto l’intero Sud superare l’asticella dell’11,35% fissato a livello nazionale, con Sardegna, Sicilia, Puglia, Calabria, Lazio e Campania in cima alle perdite.
Quanto alla farmaceutica ospedaliera, soltanto qualcuno è riuscito ad evitare il mal comune dello sforamento (Sicilia, Valle d’Aosta e Trento). Così come solo 6 Regioni sono riuscite a rientrare nei parametri di spesa della farmaceutica, mentre in cima alle maglie nere figura la Puglia – con una perdita di 217 milioni di euro -, seguita dal Lazio (193 milioni), dalla Campania (148,3), dalla Sicilia (138,6), dalla Sardegna (111,7) e dalla Calabria (56). In pratica, i responsabili dell’intero buco nazionale.