L’orgoglio di essere invece il primo partito del centrodestra, o di diventarlo, questo l’impegno, e l’auspicio, del Nuovo centrodestra. Con l’arrivo del sottosegretario al lavoro e coordinatore della Puglia Massimo Cassano, ha presentato i 32 candidati a sostegno di Landella.
Critici con Forza Italia e Raffaele Fitto, cui imputano una serie di sconfitte subite in città e in Regione dal centrodestra, si vantano della loro “lista forte”, manco a dirlo, e la rivendicazione di Landella sindaco: “Il cambiamento è iniziato con noi, noi l’abbiamo scelto”. Il sottosegretario “sente” una speciale attenzione e interesse nei confronti di questo nuovo soggetto politico anche nella probabile consapevolezza che, nato nelle stanze di un palazzo, ora deve formarsi sul territorio e capire quanto conta. Impegnati a scandire, in questa campagna elettorale, la loro fedeltà alla coalizione, mantengono una riserva: “Abbiamo una visione diversa della città e di come deve essere gestita dalla classe dirigente”.
Orgoglio e passione per risalire la china, difesa a spada tratta di tutti i nuovi giovani coinvolti che stanno dando il loro apporto “oltre la politica di professione”. Si muovono in questa campagna elettorale in piena autonomia rispetto agli alleati, anche con una punta di snobismo. Del resto della “Puglia liberata”, per cui non serviva più uno speciale passaporto, aveva già parlato il Ncd al congresso barese qualche mese fa. Landella, tuttavia, i sofismi e i distinguo li ha lasciati agli altri. Sa che l’obiettivo è puntare a vincere al primo turno, anche sull’onda della marea di voti nella scorsa tornata amministrativa: oltre 40 mila preferenze, fatidico fu il ballottaggio. “Il vento nuovo dopo il declino”- in contrapposizione a quello che il centrosinistra ripete nelle sue kermesse, “la salvezza dal baratro finanziario” – è il tema più dibattuto.
Si parlava della stessa cosa anche all’International, l’altra sera, con Raffaele Fitto (giunto nella Sala Ricevimenti di via Bari dopo la visita a Manfredonia nel pomeriggio). Cambiare Foggia dopo i dieci anni di centrosinistra e rispettare le regole europee che però non devono mettere in ginocchio imprese, famiglie, lavoratori. Oltre 160 candidati per il capolista di Fi al sud e la folla delle grandi occasioni, oltre 1000 persone. In prima fila tutta la classe dirigente del partito: Barbara Matera, Paolo Agostinachhio, Lucio Tarquinio, Giandiego Gatta. L’incontro, moderato da Damiano Bordasco, ha fissato in alcuni video i luoghi più disastrati di Foggia cui serve “un cambio di passo”, ha detto Landella. Massima fiducia da parte di Fitto, dato che il centrodestra il “buon governo l’ha già messo in campo”.
Allontanato come uno spettro il ballottaggio, le parole che hanno dato la volata al candidato del centrodestra sono state la “vittoria al primo turno”. Secondo quella che è stata per dieci anni l’opposizione, i governi di centrosinistra hanno solo “interrotto il governo che ha costruito”. Alternando temi europei e amministrativi, l’ex governatore ha anche parlato del senso della politica, tratteggiando una sorta di identità del candidato Franco: “Con la sua esperienza è l’uomo giusto per costruire il cambiamento a Foggia, vicino alla gente, vicino ai cittadini bisognosi”. Che è il senso della politica come “responsabilità personale”.
Forza Italia, Puglia prima di tutto, Destre Unite, Movimento Schittulli e DestinAzione comune, tutti in ieratico ascolto. Mancava il Ncd, ma alle europee loro sostengono un’altra lista. “Eccoli qui i volti del cambiamento per una città da rinnovare”. Circa l’Europa, il politico di Maglie ritiene sia un’entità “da rimettere in discussione perché non ha supportato l’Italia”, e ha espresso i suoi dubbi sul fiscal compact. Rinnovato il sempreverde refrain dell’orgoglio “da ritrovare”, come italiani e come foggiani, Franco Landella, ha preso un impegno, “la partecipazione dei cittadini anche dopo il 25 maggio”.



