“Se non cambierà, lotta dura sarà”. “Se ci bloccano il futuro noi blocchiamo la città”. Sono solo alcuni dei cori intonati dagli studenti stamattina dinanzi Palazzo Dogana. La protesta per la chiusura pomeridiana della Biblioteca Magna Capitana di Foggia entra nel vivo. Ragazzi del Link, semplici studenti, bambini dell’Istituto Marcelline, docenti e qualche genitore ma anche semplici affezionati alla biblioteca erano presenti per opporsi alla decisione del commissario prefettizio, Fabio Costantini. “Ma se la mattina la gente lavora o va a scuola chi potrà mai andare in biblioteca?” Sono in tanti a porsi questa domanda, anche persone sopra i 60 anni che non hanno mai perso l’abitudine di fare una capatina in “Magna Capitana”. “Ma dispiace soprattutto per i ragazzi – ci dicono alcuni dei presenti alla manifestazione -; fermare la cultura è un pessimo segnale per tutta la città”.
Ci sono anche alcuni striscioni a ricordarlo. “La biblioteca è una cosa seria!” scrivono i bimbi delle Marcelline su uno dei cartelloni. “Che siano fondi o orari d’apertura, tagli sempre alla cultura”, ribadiscono i giovani del Link. “E adesso dove studio?” e l’altra domanda che campeggia sopra l’hashtag #bibliotecaperta. E ancora: “Chi uccide la cultura, uccide la città”.
Come detto, erano presenti anche alcuni docenti intenti ad incitare i ragazzi a combattere per i propri diritti e a non mollare la presa su un tema così importante. L’argomento è molto sentito e coinvolge un po’ tutti. Presente alla manifestazione anche don Michele De Paolis, il solito “giovanotto” sempre vicino al mondo dei ragazzi. A palesare tutto lo sdegno per la decisione del commissario Costantini c’era anche il candidato sindaco, Luigi Miranda. Oggi pomeriggio invece, la protesta si sposta davanti la sede della biblioteca. Una manifestazione indetta dai rappresentanti del Pd cittadino. Appuntamento alle 17e30.



