“La Biblioteca provinciale e il Teatro del Fuoco non sono uffici e non devono essere trattati alla stregua di un qualunque luogo della burocrazia”. Lo afferma il segretario provinciale del Partito Democratico di Foggia Raffaele Piemontese sollecitando una “urgente modifica delle disposizioni del Commissario straordinario della Provincia di Foggia che, di fatto, sviliscono la funzione delle strutture culturali e riducono drasticamente il diritto all’accesso fino ad azzerarlo del tutto nel caso del Teatro del Fuoco, che non potrebbe più ospitare spettacoli”.
“E’ impensabile amministrare competenze così complesse e variegate con il solo metro del rispetto dei parametri burocratici – continua Piemontese – La stima che nutro nei confronti del Commissario Fabio Costantini non può esonerarmi dal criticare, anche aspramente, una decisione forse ineccepibile sotto il profilo regolamentare e finanziario, ma assolutamente errata dal punto di vista sostanziale.
Sui contenitori culturali bisogna investire risorse, non sottrarne, perché anche dalla loro attività dipende la qualità della vita del nostro territorio, la sua capacità attrattiva, la sua intelligenza e consapevolezza di ciò che l’anima.
Biblioteche, teatri, auditorium sono luoghi in cui gli individui ritrovano e stabiliscono connessioni sociali e civiche, partecipano attivamente alla costruzione dell’idem sentire comunitario e si confrontano con passione su idee e valori.
Mi auguro che il Commissario non sia sordo alle centinaia di voci che hanno contestato la sua decisione e voglia porre rimedio ad un errore tanto evidente – conclude Raffaele Piemontese – restituendo alla Capitanata la piena fruizione di due strutture di grande pregio culturale ed altrettanta importanza civica”.
Sulla questione si è espresso anche il candidato sindaco alle comunali di Foggia, Leonardo Di Gioia. Lo ha fatto attraverso una nota su facebook: “La Biblioteca Provinciale “Magna Capitana”, la cui eccellenza di istituzione culturale è risaputa e indiscutibile, deve essere posta in condizione di continuare ad assicurare il servizio ottimamente svolto in favore dei cittadini del capoluogo, specie quelli più giovani. Ritengo che l’orientamento dell’Ente Provincia, che determina i paventati rischi di depotenziamento del servizio, dipenda sia dalla doverosa esigenza di contenere la spesa, sia –soprattutto- dall’atteso riordino delle competenze dell’Ente. Pur tenendo conto di questi fattori, tuttavia, penso si possa gestire la transizione evitando alla Biblioteca e ai suoi utenti disagi. L’impegno di tutti i livelli istituzionali dovrà essere finalizzato al raggiungimento di questo obiettivo”.