Clownterapia, sportello di counseling nelle scuole, rilancio dell’attività sportiva tra i minori. Sono questi i temi caldi dell’incontro di oggi pomeriggio nella sede del Csv Daunia a Foggia. Protagonista dell’appuntamento la Garante regionale dei Minori, Rosy Paparella che insieme all’Unicef Provinciale ha lanciato 4 petizioni online a favore dell’infanzia. A l’Immediato, Rosy Paparella ha evidenziato un dato preoccupante: “Solo il 40% dei ragazzi pugliesi fa attività sportiva. Inoltre si tratterebbe quasi esclusivamente di ragazzi appartenenti a famiglie con tenore di vita medio-alto quindi in grado di iscrivere i propri ragazzi nelle associazioni sportive del territorio. Tutti gli altri invece, devono accontentarsi di un’ora a settimana di educazione fisica nelle scuole”. Davvero poca roba. Nel frattempo le dipendenze colpiscono sempre più i giovanissimi. Ormai l’età media di chi finisce preda di vizi quali droga, fumo e alcol si sta abbassando pericolosamente. “A tutto questo – ha aggiunto Rosy Paparella – fa seguito una scarsa vita associativa ormai ridotta alle attività parrocchiali. Con questa petizione puntiamo a spronare la Regione Puglia affinchè conceda incentivi alle famiglie. Incentivi che potranno servire a garantire i livelli essenziali di assistenza per i minorenni della nostra regione”. Per questo sarà anche presentata una proposta al Governo centrale così da accelerare la messa a punto dei livelli essenziali di assistenza.

Altra tematica molto a cuore è poi quella sulla clownterapia. Attraverso la petizione si chiede al Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin e al Governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola di finanziarla per legge, regionale e nazionale, così da far diventare la clownterapia una pratica quotidiana in tutti i reparti di pediatria. “Finora – ha spiegato Paparella – è stata applicata in maniera del tutto occasionale e quindi poco efficace. Noi chiediamo che venga riconosciuta”.
Con lo sportello del counseling nelle scuole, la petizione vuole puntare a riprendere l’esperienza dell’ascolto. “La scuola – ha detto a l’Immediato, Rosy Paparella –non è in grado di reggere tutte le complessità presenti. Serve un professionista dell’ascolto che faccia da filtro e che, con l’aiuto della stessa scuola –, avvicini i ragazzi allo sportello”. Un modo semplice ma efficace per provare a sconfiggere fenomeni come il bullismo.