Si è infranto il sogno dell’internalizzazione dei servizi nella sanità pugliese? Secondo il sindacato di base Usb, sicuramente sì. A meno che il governo guidato da Nichi Vendola non imponga un indirizzo politico contrario alle “linee guida” che porterebbero le società in house delle aziende sanitarie a chiudere. Ne è convinto Santo Mangia, coordinatore del sindacato, che ieri ha protestato assieme al collega Gianni Palazzo e a 400 lavoratori delle Sanitaservice pugliesi sotto la sede della presidenza della Regione Puglia. Delle 7mila assunzioni promesse durante l’ultima campagna elettorale delle Regionali, “solo” 5mila sono state portate a termine. A non aver iniziato nemmeno il percorso, gran parte del sistema dell’emergenza-urgenza delle Asl, ancora affidate a cooperative private con convenzioni. “Indietro non si torna – afferma Mangia -, per il momento abbiamo incontrato Vincenzo Pomo, direttore dell’area Politiche della salute. Per il prossimo 23 aprile è prevista la convocazione ad hoc con l’assessore alla Sanità Elena Gentile”. Ad impegnarsi, invece, l’assessore regionale al Lavoro, Leo Caroli, che ha preso atto delle rivendicazioni dell’Usb, impegnandosi “formalmente” a convocare un incontro specifico con il governatore Nichi Vendola.
“La necessità di incontrare il presidente Vendola – spiega in una nota il sindacato – nasce dall’esigenza di chiarire, una volta per sempre, le reali volontà della Giunta in merito al prosecuzione del processo di internalizzazione dei servizi che, ricordiamo, ha prodotto significativi risparmi di gestione, migliorato la qualità degli stessi servizi resi ai cittadini e ridato dignità e diritti a migliaia di lavoratori”. Prima di concludere: “Riteniamo che in quest’ultimo anno di ‘consigliatura regionale’ debba farsi strada una visione politica realmente diversa e partecipativa e che deve tradursi in scelte coraggiose e utili alla collettività, a partire da come si intendono gestire le ingenti risorse economiche dei Fondi Strutturali Europei”.
