Corrono le aziende sanitarie pugliesi per recuperare l’importante ritardo nel pagamento ai fornitori. Ma non basta. Soprattutto per i due policlinici (Bari e Foggia) e per l’Asl foggiana. I risultati di inizio anno, infatti, mostrano una Puglia a due velocità. “Quella dei pagamenti è una delle piaghe della sanità pugliese – afferma Giuseppe Marchitelli, presidente dell’Aforp, l’associazione dei fornitori ospedalieri pugliesi -, perché alcune aziende non riescono a mettersi al passo, nonostante l’impegno del governo centrale e della Regione Puglia per liberare le risorse del 2014. Foggia, per esempio, è partita da una situazione pericolosissima, con 600 giorni di ritardo nei pagamenti, poi ha recuperato, ma non è riuscita a mettersi in linea con la media regionale”. Il direttore generale di Piazza della Libertà, Attilio Manfrini, ha sempre elogiato il lavoro di riduzione dei tempi, ma non è riuscito a ricuperare il gap con gli altri colleghi pugliesi. “Per il recupero aggiunto – precisa Marchitelli – serve una migliore organizzazione dell’area organizzativa delle aziende. Altrimenti, sarebbe assurdo avere i soldi in cassa e non poter pagare le aziende”. Un elemento di freno, tuttavia, va trovato anche nelle tecnostrutture: “Bisogna far partire le gare d’appalto ferme da troppo tempo – sottolinea il presidente Aforp -, perché altrimenti ad essere penalizzati sono i dipendenti, spesso stretti nella morsa della difficoltà di dover scegliere tra la celerità dei pagamenti, per non bloccare dei servizi pubblici, e la difficoltà di controllo degli acquisti per via delle gare d’appalto troppo vecchie”. La centrale unica di acquisto regionale, che dovrebbe esser messa a punto a breve, come promesso dall’assessore regionale alla Sanità Elena Gentile, potrebbe non essere la panacea di tutti i mali. Meglio le unioni di acquisto tra più aziende diverse. In ogni caso, nonostante i progressi, la sanità nella regione guidata da Nichi Vendola non spicca certo per celerità nei pagamenti.
A gennaio e febbraio, secondo i dati Assobiomedica, sono peggiorate infatti le performance di Bari (18 giorni in più, passate da 313 giorni a febbraio rispetto ai 296 di gennaio) e a Foggia (13 giorni in più, da 406 a 418 giorni). Nella Bat e negli OO.RR. di Foggia la situazione è leggermente migliore, con il ritardo peggiorato solo di 11 giorni nel primo caso e 6 nel secondo. Le Asl di Bari e Brindisi mantengono il trend, rispettivamente con una media di 194 e 146 giorni. A migliorare, invece, l’Asl di Taranto, che ha ridotto di due giorni i tempi (da 310 a 308) e quella di Lecce (da 164 a 163). Per fortuna, il Consiglio regionale nell’ultima seduta ha approvato a maggioranza gli adempimenti formali assunti con il governo centrale per anticipare il pagamento di 318 milioni di euro di debiti scaduti nella pubblica amministrazione. Per il rimborso, è stata fissata una rata di 16,4 milioni di euro che bisognerà pagare per i prossimi 30 anni a partire da 2015, imputandoli sul bilancio autonomo attraverso la riduzione della spesa corrente.