Piazza San Marco l’abbiamo vista tutti. Una venere. Pure il Canal Grande e il Ponte di Rialto. I veri leoni della Serenissima. Giretto in gondola per gli americani con i dollari appallottolati nelle bermuda, i magnati russi o indonesiani. Il vaporetto per noi piccoli fiammiferai. Tutto molto bello, ma i segreti più piccanti di Venezia sono nascosti. Se nel Settecento i mercanti facevano capolino nella laguna, non era per fare affari. Era per fare sesso. Chi ne sa qualcosa è sicuramente Giacomo Casanova che galletto lo era diventato imparando i trucchi dal poeta Giorgio Baffo. L’allievo che supera il maestro perchè a Baffo non lo conosce nessuno. Oppure l’altro playboy della zona Lord Byron. In molti non lo sanno ma esisteva una Venezia cosiddetta libertina che a cavallo tra il Settecento e l’Ottocento era la capitale della lussuria. Ad Arcore? Dilettanti. Oggi quei luoghi, i simboli, i marchi e le iconografie che all’epoca erano gli indizi, la caccia al tesoro, per gli uomini in cerca di signorine aperte al dialogo, rientrano in un vero e proprio itinerario a tema. Con tanto di preparatissima guida turistica. Se andate a Venezia non passateci più da San Marco. Andate a Palazzo Merati dove c’è la casa della mamma Di Giacomino. Si, Casanova. Lì c’è ancora la stanza e il letto testimone delle sue prodezze sessuali. Altro che rockstar. Tutto è raccontato in un cammino inconsueto che parte dalla storia del rubacuori, per raccontare la Venezia dell’amore licenzioso, decadente e lussurioso. A San Maurizio c’è un palazzotto a destra del Campanile. Lì abitava Giorgio Baffo, il totem di Giacomino. Sul muro esterno della residenza c’è una lapide commemorativa:: “Poeta licenzioso, fu proprio il Baffo a iniziare il giovane Giacomo ai piaceri dell’amore”. Testi di Guillaume Apollinaire. Dietro piazza San Marco, che a questo punto passa decisamente in secondo piano, c’è Calle Vallaresso. Qui c’era una volta il Ridotto, una bisca frequentata dai dongiovanni veneziani. Era lì che le donne attendevano che gli ospiti scendessero dalle loro navi. Due chiacchiere, un bicchiere di vino e dritto al sodo. C’è tanta Venezia nascosta, viziosa, lussuriosa. Se passate di lì fatevi un viaggio nel passato golosamente libertino. Dagli incontri tra signori e cortigiane, mercanti e spudorate ragazzine. Cosa vi racconteranno? Della granduchessa Bianca Cappello. La donna che impose una prova di virilità al principe Gonzaga. Degli amori lesbo di Tanta Winnie, una ricca ereditiera americana o dello scandalo gay al Casin dei Spiriti. I segreti del sesso in laguna valgono più di un giro in gondola.