Prostituzione e rapine tra la rotonda di via Napoli e via Lucera. La rete del malaffare corre veloce lungo le strade che circondano Foggia. Stavolta i carabinieri guidati dal colonnello Antonio Basilicata, hanno pizzicato 5 persone, 4 rumeni e un albanese, quest’ultimo grande capo della banda. Il quintetto di criminali sfruttava prostitute, alcune delle quali legate sentimentalmente con i malviventi, per ripulire le tasche dei clienti. Il tutto con l’aiuto delle stesse donne. Infatti, le ragazze, anche loro rumene, adescavano i clienti, consumavano il rapporto sessuale al costo di 20 euro e nel frattempo sfilavano catenine e portafogli. Poi si allontanavano indisturbate. A quel punto i clienti, dopo essersi accorti di aver subito un furto, inseguivano le ragazze per recuperare i propri beni. Ed è qui che interveniva il gruppo di rumeni allo scopo di finire l’opera e sottrarre denaro e carte di credito al malcapitato di turno. I furti messi a segno nell’ultimo mese e mezzo (periodo nel quale si sono svolte le indagini dei carabinieri) hanno fatto racimolare alla banda qualcosa come 250 euro di media a ogni cliente derubato. Questo solo per quanto riguarda la zona monitorata ma non si esclude che la rete del business sia anche più vasta. Spesso i colpi messi a segno fruttavano anche più denaro, soprattutto quando i malviventi riuscivano a recuperare il pin del bancomat delle vittime. Chiaro imbarazzo tra i clienti al momento della denuncia di furto. Le vittime infatti adducevano strane motivazioni per nulla convincenti: “Mi ero fermato per un bisogno fisico”, “Avevo visto una donna in difficoltà” e altre storielle davvero poco convincenti. Ora i malviventi sono stati tutti arrestati. Si tratta del capo albanese della banda Eraldo Jaholli (classe 87) e dei rumeni Gheorghe Matei (classe 90), Sandu Matei (classe 80), Daniel Ciprian Gale (classe 91) e Marian Matei (classe 78). Il pm della Procura di Foggia Marangelli ha emesso nei loro confronti un decreto di fermo d’indiziato di delitto eseguito proprio mentre gli arrestati stavano conducendo le donne sui “luoghi di lavoro” o controllando il loro operato. Il gruppo di malviventi risiedeva in alcuni casolari tra Borgo Segezia e Tratturo San Lorenzo.

