In Puglia parte la sfida della produzione degli aerei a pilotaggio remoto nel sistema dell’aviazione civile, commerciale e militare. La regione guidata da Nichi Vendola, infatti, punta a dare un contributo fondamentale con la promozione dell’aeroporto di Grottaglie a ”test bed” per la messa a punto e la sperimentazione sul campo di tutte le tecnologie e le procedure necessarie a garantire la sicurezza nell’uso di questi aeromobili che, dal 2016, potrebbero cominciare a solcare i nostri cieli. A presentare i primi risultati di questa iniziativa, già sul campo da circa un anno, è servito il convegno ”Grottaglie Airport Test Bed”, svoltosi oggi all’interno dell’aeroporto pugliese. ”Non è un punto di partenza, ma di condivisione del lavoro fatto finora”, ha spiegato il Presidente di Aeroporti di Puglia e del Dta (Distretto Tecnologico Aerospaziale) pugliese, Giuseppe Acierno. ”L’ambizione – ha detto – è di posizionarci a livello europeo mettendo assieme aerospazio e aeroportualità, che sono due facce di una stessa medaglia”. Si tratta, ha detto Marco Franchini (direttore generale di Aeroporti di Puglia) di ”una piattaforma assolutamente innovativa con risvolti positivi per l’Europa”. Oggi, ha ribadito Alessio Quaranta, direttore generale dell’Enac (Ente Nazionale Aviazione Civile), ”parte un progetto concreto. Siamo stati i primi in Europa ad aprire alla sperimentazione in aree segregate di aerei a pilotaggio remoto a studiare regolamentazioni per il volo suborbitale. Su questa eredità dobbiamo costruire e per questo abbiamo accolto subito la proposta di utilizzare questa infrastruttura come test bed”. Tanto più che il centro di controllo del programma europeo Sesar sarà a Brindisi, ha ricordato Massimo Garbini, amministratore unico di Enav (Ente Nazionale Assistenza al Volo), e ”vogliamo essere i primi in Europa a dimostrare la possibilità di far coesistere aeri a pilotaggio remoto con aviazione commerciale, civile, generale e militare”. Il volo a pilotaggio remoto ha anche un grande risvolto economico, un mercato che si stima di 40 miliardi di euro nei prossimi 10 anni, come ha sottolineato Giovanni Soccodato, vicepresidente esecutivo di Finmeccanica. ”Un mercato – ha detto – con applicazioni prevalenti per la Difesa, ma con un mercato civile in crescita che si attesterà intorno ai quattro miliardi di euro”.