Ancora un tentato suicidio nel carcere di Foggia. Questa volta a decidere di togliersi la vita, un detenuto di nazionalità romena di 22 anni. Luogo del fatto, il reparto “protetti omosessuali” aperto pochi giorni fa. A salvare il giovane, l’intervento degli agenti di polizia penitenziaria. A riferirlo, con una nota, il segretario generale del Coordinamento sindacale penitenziario (Cosp), Domenico Mastrulli. Si tratta del sesto tentativo di suicidio nelle carceri pugliesi dall’inizio dell’anno.
Il giovane, secondo la ricostruzione, è stato trovato semiseduto nel bagno della sua cella, quasi privo di sensi, con un cappio al collo ricavato dal lembo della sua camicia e da lacci per scarpe legati a loro volta alle inferriate della finestra. Il detenuto è stato trasportato agli Ospedali Riuniti di Foggia, dov’è tenuto sotto osservazione. Il Coordinamento sindacale penitenziario ricorda nella nota che nelle carceri italiane sono ospitati 60.109 detenuti tra uomini e donne, dei quali 20.664 stranieri; in Puglia i detenuti sono 3.661, dei quali 669 stranieri e 162 donne, mentre la capienza è di 2.431 posti. La struttura di Foggia, sottolinea Mastrulli ricordando una visita compiuta il 9 aprile scorso, è tra quelle in maggiore sofferenza, anche per carenza di organico.
Proprio a Foggia, sono state poi portate all’attenzione dei vertici Nazionali del Dipartimento e di quello Regionali, difficoltà negli organici di polizia penitenziaria e del Comparto Civili Ministeri, situazioni di precarietà nell’uso quotidiano delle docce da parte dei 548 uomini e 19 donne. La Polizia Penitenziaria che si affermerebbe intorno alle 290 unità di cui 60 NTP opera in continuo affanno per la vigilanza e la sicurezza dell’Istituto e sotto scorta a volte per le traduzioni dei detenuti. Mastrulli conclude chiedendo aiuto al Governo: “Per quanto tempo ancora dobbiamo assistere ad un taglio considerevole di risorse umane, mezzi e stanziamenti economici per gli operatori della Sicurezza e dell’Amministrazione Penitenziaria, oramai ridotti alle ‘pezze’?”