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Home » Affari illeciti tra Campania e Capitanata, rifiuti speciali “seppelliti” a Ordona. 14 arresti nell’operazione “Black Land”

Affari illeciti tra Campania e Capitanata, rifiuti speciali “seppelliti” a Ordona. 14 arresti nell’operazione “Black Land”

Di Francesco Pesante
22 Febbraio 2018
in Cronaca
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La conferenza stampa in Prefettura

Non è la terra dei fuochi ma poco ci manca. Un enorme cratere presente su un terreno agricolo di Ordona ospitava rifiuti speciali non trattati provenienti dalla Campania. Adesso ha una spiegazione il puzzo che si percepiva nel piccolo centro dei Reali Siti. Dopo le polemiche dei giorni scorsi, ecco la risposta: Ordona era meta finale dei traffici campani. Un business impressionante e che coinvolge quattro aziende. I rifiuti speciali prodotti nelle province di Salerno e Caserta, dopo essere stati trasportati nei siti di stoccaggio della “Sele Ambiente” di Battipaglia e della “Ilside” di Bellona, venivano gestiti attraverso uno schema preciso. La “Biocompost Irpino” di Bisaccia (Av) addetta al compostaggio, senza adibire ai propri incarichi, spediva i rifiuti in Puglia accompagnati da falsa documentazione. In pratica, dopo aver ottenuto il pagamento per il lavoro (mai eseguito) di compostaggio, la Biocompost spediva tutto nell’enorme cratere ricadente su un’area agricola di Ordona, gestita dalla”Edil C” dove c’era un’autorizzazione al ripristino ambientale. I rifiuti della cosiddetta frazione umida venivano conferiti alla “Spazio Verde Plus” di Carapelle e, dopo essere stati trasportati nel capannone di stoccaggio sito in località Santa Cecilietta di Foggia, venivano illecitamente sversati in aree diversificate ricadenti nelle regioni di Puglia, Campania, Basilicata e Molise, talvolta anche nei pressi di zone lacustri e corsi d’acqua di grande rilevanza paesaggistica e faunistica, protette. Rifiuti che venivano anche incendiati dopo lo sversamento. Per gli smaltimenti illeciti veniva utilizzata come base operativa l’area di parcheggio di Carapelle della “Ecoball Bat” di Cerignola.

Le indagini, partite a marzo 2013, hanno portato all’arresto di 14 persone nell’ambito dell’operazione “Black Land”. Manette per Gerio Ciaffa, Erminio Arminio, Pasquale Di Ieso, Pasquale Martino, Giuseppe Zenga, Gianluca Cantarelli, Giuseppe Francesco Caruso, Donato Petronzi, Giuseppe Gammarota, Francesco Di Leno, Donato Del Grosso, Claudio Durante, Francesco Pelullo, Giuseppe De Nittis (ancora ricercato). Il provvedimento riguarda anche Pasquale Del Grosso che però è deceduto a gennaio scorso. L’uomo, 41enne di Ordona, venne ucciso da una raffica di colpi lungo la provinciale 105. Il suo corpo venne ritrovato carbonizzato all’interno di una Lancia Thema nelle campagne di Ascoli Satriano.

Il business

2,5 milioni a testa per le quattro aziende coinvolte. Il giro d’affari stimato è quindi vicino ai 10 milioni all’anno. Almeno per quanto riguarda il periodo marzo 2013-aprile 2014. Sequestrate aziende, stabilimenti, automezzi pesanti, discariche abusive per un valore di 25mila euro. Intercettazioni telefoniche, rilevazioni satellitari, servizi di osservazione, acquisizioni documentali e consulenze ambientali hanno consentito di fare piena luce sul sodalizio criminoso. I rifiuti speciali ammonterebbero a un quantitativo non inferiore a 12mila tonnellate.

Il ruolo del collaboratore di giustizia Carmine Schiavone

Il nominativo di uno degli arrestati risulterebbe presente nella lista consegnata il 7 ottobre 1997 dal collaboratore di giustizia Carmine Schiavone alla “Commissione Parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti”, come titolare di una impresa coinvolta nelle dinamiche della cosiddetta ecomafia campana.

Le dichiarazioni in conferenza stampa

“Come si temeva, Foggia è al centro del traffico più sporco, quello dei rifiuti”. Lo ha detto il prefetto Luisa Latella introducendo la conferenza stampa di stamattina nel palazzo di corso Garibaldi. Il Procuratore Distrettuale Antimafia di Bari, Pasquale Drago è tornato su quanto disse circa un anno fa. “Sono qui per mantenere una promessa ovvero quella che non avrei abbandonato Foggia. Di questi temi si era parlato già negli anni ’90. Qualcuno dava per certo che ci fossero legami tra Campania e Capitanata riguardo al business dei rifiuti, ora ne abbiamo le prove grazie al lavoro di carabinieri e Dia. Ma non finisce qui e continueremo a monitorare i siti in Puglia. Questa non è la terra dei fuochi, impediamo che lo diventi. Disporrò la bonifica dei siti colpiti. Ma voglio precisare che non si tratta di rifiuti radioattivi”. Il comandante dei carabinieri della provincia di Foggia, Antonio Basilicata, ha ringraziato il Noe per l’attività svolta e il costante monitoraggio ambientale garantito. Renato Nicchi del pool della Dia, esperto in reati ambientali, ha evidenziato la gravità dei fatti partendo da Herdonia, sito archeologico a pochi passi dal cratere. “Vicino a un luogo storico come Herdonia c’era un accumulo scientifico di rifiuti”.

SCARICA LO STRALCIO DELL’ORDINANZA CON NOMI E RELATIVI CAPI D’ACCUSA

CLICCA QUI: Black Land

ECCO IL VIDEO DELL’OPERAZIONE

Tags: capitanatacarabiniericarmine schiavoneFoggiaoperazione black landOrdona
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