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Home » Il gran business delle “paposc”, c’è chi fa (tanti) soldi con le lumache

Il gran business delle “paposc”, c’è chi fa (tanti) soldi con le lumache

Di Michele Iula
22 Febbraio 2018
in Economia
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Rubino nella sua azienda di Orta Nova

C’è un business insondato nel Basso Tavoliere. Un giro di affari da centinaia di migliaia di euro. Per il momento appaltato a commercianti locali. Affidato alle braccia per lo più straniere. Come per l’agricoltura. La raccolta delle “lumache” non solo permette di fare impresa, ma riesce a creare un giro di danaro davvero importante.

Questo è il momento più propizio per la raccolta della “helix aspersa”, da queste parti chiamata volgarmente “paposc”, una varietà che riesce ad essere piazzata sul mercato anche a 5-6 euro al chilo. Il boom di quest’anno, con oltre il 50 per cento di crescita della raccolta, stra creando molto interesse tra i possibili investitori nel settore. Se si pensa infatti che i raccoglitori vengono pagati 3 euro al chilo, ci si rende immediatamente conto di quale possa essere il business di una produzione che solo ad Orta Nova si attesta intorno al 6-700 quintali, con due soli competitor.

lumacheCosì, la tradizione della raccolta dei campi e del consumo a tavola diventa un’opportunità economica in tempo di crisi. Ne sa qualcosa Massimo Rubino, uno che ne ha fatta di strada da quando vendeva “in un garage di 15 metri quadrati”. Adesso esporta anche in Francia, patria delle note “escargot”. “Le possibilità in questo settore sono enormi – spiega a l’Immediato -, negli ultimi due anni stiamo avendo una crescita davvero importante. Il rischio dell’attività è alto, per via dell’instabilità della raccolta. Servono condizioni climatiche particolari per far si che i terreni si riempiano di questa ricchezza naturale: la giusta umidità e l’assenza di vento. Ecco perchè solitamente aprile e settembre sono i mesi ideali per questo tipo di invertebrato”. In contrada La Palata è nato così un capannone, dove vengono gestite centinaia di sacche di chiocciole con il marchio Made in Italy.

Prima della vendita, vengono selezionate e trattate (asciugate) in luoghi particolari, che garantiscono la giusta ventilazione e temperatura. “Mio padre già svolgeva questa attività – racconta Rubino -, ma non è mai riuscito a renderla economicamente sostenibile”. Per il figlio, adesso, si è aperto oltre al mercato nazionale (con alcune regioni particolarmente attive, come la Lombardia, il Lazio, la Calabria e la Campania), quello estero. Del resto, a Cuneo, dagli anni Settanta, Giovanni Avagnina ha puntato dritto sull’internazionalizzazione del prodotto italiano, attraverso l’Istituto di Elicicoltura di Cherasco. Hanno creato un vero e proprio marchio. Impresa che vorrebbero replicare a in provincia di Foggia.

Ma serve il salto di qualità. “Fino a qualche tempo fa riuscivamo ad esportare bene le ‘escargot’ nostrane, particolarmente presenti nelle zone collinari – continua Rubino -, adesso siamo costretti ad importarle”. Difatti, ciò che manca in Capitanata, al momento, è la chiusura della filiera con la realizzazione di impianti di allevamento. Qualcosa si sta muovendo a Stornarella, dove si sta mettendo a punto il “modello Tavoliere”. Alcuni ragazzi hanno già buttato giù un piano di investimento, con tanto di valutazione sui ricavi. Non può essere altrimenti, visto che, come per l’agricoltura, anche in questo settore comincia a farsi sentire il peso della concorrenza dei Paesi della costa settentrionale dell’Africa, dell’Albania e della Polonia. Mercati di riferimento storici, come il “Tronchetto” di Venezia, dove vengono smistati 100 quintali di prodotto a settimana, cominciano a ricevere sempre di più dall’estero.

“Si può puntare con decisione su questa attività – conclude l’imprenditore ortese -, anche perché si lavora tutto l’anno con le altre varietà, dalla cosiddetta ‘monacella’ fino alla ‘rigata’”. Da questi nomi volgari passa un’economia che non sente crisi. E che continua a crescere. Ancora una volta con il lavoro delle braccia perlopiù straniere.

 

 

Tags: AfricaAlbaniaCalabriaCampaniaCuneoEscargotGiovanni AvagninaLazioLumacheMassimo RubinoOrta NovaPoloniaPugliaStornarellaVenezia
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