“I ragazzi vogliono fare una loro lista per esprimere un candidato sindaco, visto che la politica non ci ha mai considerati”. Ne trova sempre una nuova Dario Montagano, patron della Bioecoagrim, azienda lucerina per la produzione di compost agricolo che in questi anni non ha mai trovato pace tra sequestri e dissequestri. Dopo la mobilitazione dei “500 lavoratori” per la “difesa dell’occupazione”, e la presentazione di un progetto di ampliamento della produzione arenatosi nell’ufficio del dirigente di Palazzo Dogana Giovanni Dattoli, ecco l’ultimo colpo di scena: “I ragazzi – afferma l’imprenditore sanseverese –, gli attuali dipendenti e gli aspiranti, sono seriamente motivati: metteranno in piedi una lista ed esprimeranno un candidato sindaco”. Le ragioni? Contrastare il leader del “partito della Pagnotta”, Antonio Tutolo. “Ha sempre avversato le nostre ragioni – afferma Montagano -, raccogliendo firme per farci chiudere. Anche per questo il comitato dei lavoratori vuole scendere in campo: possono arrivare a raccogliere 5mila voti e governare la città”. Ci sarebbe già una lista con 4-5 papabili. Ma il verdetto arriverà solo alla fine delle “primarie” che si terranno la prossima settimana. Il progetto politico, del resto, è partito a gennaio del 2012, dopo la conferenza stampa all’Hotel Palace durante la quale la famiglia Montagano spiegò il presunto sistema di ricatti, “richieste di tangenti” e pressioni per la chiusura dell’impianto. Qualche giorno prima, infatti, nacque il comitato “Lucera Sviluppo Lavoro” (allora capeggiato da Gianni Petrella).

È proprio l’attuale presidente, Antonio Petruzellis, a spiegare le ragioni dell’”azione politica”: “È arrivato il momento di fare il grande passo verso la politica e di ancorarlo alla crescita occupazionale di Lucera, perché non vogliamo più vedere volti facinorosi e urlatori che propinano comizi sterili e inconcludenti in piazze vuote, mostrate artatamente e falsamente gremite con la complicità del solito giornaletto locale”. Ripetono ossessivamente che l’unico problema a Lucera non è la puzza che ha cinto d’assedio la città per diversi anni, ma la “disoccupazione e l’indigenza”. “Noi lavoratori della Bioecoagrim – spiega – siamo in grado di dare un nuovo volto alla nostra Lucera, per fare veramente ‘piazza pulita’ di tutti quei politici che, presentandosi nuovamente alle elezioni con l’attenuante dei volti nuovi, continuano a mirare alla guida del paese solo per accaparrarsi la poltrona di Palazzo. Ci presenteremo alle elezioni con una nostra lista per fare i passi nella giusta direzione e sostenere il progetto di ampliamento della Bioecoagrim srl che è l’unica azienda che può garantire seriamente – e con i fatti – qualcosa in più alla città di Lucera, con oltre 20 milioni di euro di Pil e 500 nuovi posti di lavoro con l’indotto, grazie al nuovo impianto in ambiente anaerobico che eliminerà definitivamente gli odori di produzione”. Parte così la battaglia politica dei difensori della “monnezza” a Lucera. Ai quali, ancora una volta, risponderanno senza mezzi termini i “pagnottari” di Tutolo.