Sequestrato a Cerignola l’arsenale ad uso della criminalità organizzata foggiana e barese. Migliaia di munizioni e pericolose armi da fuoco, sono state ritrovate nel box di un noto malavitoso cerignolano, Francesco Russo, classe 1975. L’uomo, ben noto alle forze dell’ordine, già ai domiciliari per detenzione illegale di munizioni e ricettazione, è stato beccato a seguito di un’operazione condotta in maniera sinergica dagli agenti del locale Commissariato di Polizia e dalla Squadra Mobile di Foggia, col supporto degli investigatori del Servizio centrale operativo (Sco). L’armeria clandestina di casa Russo fungeva da vero e proprio supermarket per i professionisti del crimine specializzati, in particolare, negli assalti ai blindati, a giudicare dalla dotazione, catalogata a puntino, come è emerso nel corso della conferenza stampa che si è tenuta qualche ora fa presso la sede del Commissariato ofantino. “Sono armi estremamente particolari e, soprattutto, che fungevano da supermercato, in quanto la persona che poi è stata arrestata le aveva fotografate e catalogate, con un prezzario da mostrare agli acquirenti migliori”, ha precisato il questore di Foggia Piernicola Silvis. Nel dettaglio, tra i pezzi della collezione, non ancora del tutto inventariata, come ha precisato il capo della Squadra mobile Giuseppe Annicchiarico, 12 armi lunghe, tra cui alcuni fucili mitragliatori, e tra questi due kalashnikov, privi del calcio ma perfettamente funzionati. Quattro pistole, otto silenziatori, due giubbetti antiproiettile e migliaia di munizioni di vario calibro; un mitragliatore militare con calibri elevati e treppiede, fucili di precisione, storditore elettrico e finanche una penna-pistola, ad uso dei killer, tra le pericolose armi sequestrate. Servivano non per effettuare rapine ai mezzi blindati, ma, probabilmente, anche per organizzare attentati. Armi destinate al mercato della criminalità organizzata non solo cerignolana, ma anche foggiana, più in generale, e barese, come è stato sottolineato. Tra i potenziali acquirenti, accanto ai clan malavitosi, si suppone un bacino di collezionisti, privati appassionati di armi da fuoco datate e cultori dei cocci antichi. Nel box del pregiudicato, noto in città col soprannome “Rimini-Rimini”, sono stati ritrovati, infatti, anche reperti archeologici. L’arsenale era nascosto all’interno di un’autovettura, una Skoda, risultata rubata nel 2010 a Pescara. Nel box sono state rinvenute anche due moto, di cui una sicuramente rubata e l’altra oggetto di ulteriori accertamenti per verificarne la provenienza. Nell’autovettura sono state rinvenute, inoltre, numerose targhe false, e “anche sulla stessa autovettura è stata applicata una targa falsa”, come precisato nel corso della conferenza stampa dal dirigente del Commissariato di Cerignola, Loreta Colasuonno. A seguito della perquisizione nell’abitazione dell’arrestato, sono state poi rinvenute anche sostanze stupefacenti (50 grammi di cocaina, 100 grammi di hashish) e due silenziatori, occultati in un vaso da fiori. All’appello manca un bazooka, presente nel catalogo e non rinvenuto nell’arsenale, quasi certamente venduto a esponenti delle organizzazioni criminali. Al momento gli uffici investigativi sono alla ricerca dei pezzi mancanti, passando al vaglio ogni tipo di comunicazione via telefono o computer del Russo con eventuali acquirenti. “Con questo rinvenimento di armi abbiamo sicuramente evitato grossi danni a cose e, soprattutto, a persone. Abbiamo evitato omicidi”, ha dichiarato Silvis, riferendo che dell’operazione è stato informato anche lo stesso Capo della Polizia. Un’operazione che ha permesso di testare una sorta di “modello Cerignola”, che il “Dipartimento ha avvallato, con la presenza del Servizio centrale operativo”, ha puntualizzato il dirigente Masino, e che “vede impegnate tutte le componenti della Polizia di Stato, sia territoriali, col valoroso contributo degli uomini e delle donne, degli investigatori del Commissariato di Cerignola, che della squadra mobile di Foggia”.


