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Home » Settimana Santa in Puglia, Gargano e Monti Dauni in fermento

Settimana Santa in Puglia, Gargano e Monti Dauni in fermento

Di Roberta Fiorenti
22 Febbraio 2018
in Ambiente&Turismo, Economia
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A destra, Armenio

L’invito a trascorrere la Pasqua in Puglia, con l’attrattiva dei riti della passione, cortei processionali e manifestazioni del sacro intrise di tradizione e folclore, è sotto gli occhi dei passeggeri in transito nelle principali stazioni ferroviarie italiane. Quest’anno, infatti, la Regione Puglia ha speso un ulteriore investimento in comunicazione per gli itinerari della “Settimana Santa in Puglia”, piazzando i totem dell’Assessorato al Mediterraneo, Cultura e Turismo, PugliaPromozione e PugliaEvents nelle stazioni più trafficate. “Si tratta di una campagna nazionale sulla Settimana Santa in Puglia, per promuovere i riti di Pasqua nelle stazioni più importanti, da Roma a Torino, da Firenze a Napoli, passando per Milano, Venezia e Bologna, e sui media nazionali”, spiega a l’Immediato Gaetano Armenio, presidente dell’associazione culturale “Opera” di Molfetta e coordinatore del progetto regionale “Settimana Santa in Puglia”, che in uno con “Patroni di Puglia”, ha l’obiettivo della destagionalizzazione dei flussi turistici, lungo i sentieri della tradizione popolare religiosa. Dal Gargano allo Ionio, il progetto di promozione turistico-religiosa e culturale aggancia in tutto una ventina di comuni, tra i più caratteristici sotto il profilo della rappresentazione delle tradizioni del sacro. Nel territorio provinciale di Foggia l’itinerario pasquale di fede e folclore parte dalla Montagna Sacra del Gargano, con i comuni di Vico del Gargano, Monte Sant’Angelo e San Marco in Lamis, e comprende i Monti Dauni, con il comune di Troia. La richiesta maggiore si concentra principalmente sui comuni della Puglia centrale e del Salento, come ha avuto modo di verificare lo stesso Armenio, reduce dall’Itb di Berlino e in procinto di partecipare alla Bmt di Napoli. Ha assistito ai colloqui tra tour operator e operatori commerciali e fotografato lo stupore negli occhi di quanti si sono trovati a sfogliare i cofanetti della “Settimana Santa in Puglia”, letteralmente andati a ruba. Ha avuto modo di verificare in prima persona come il Gargano tiri meno. “Ne ho avuto prova sia a Berlino che nelle fiere a Milano e a Zurigo. Tra i venti comuni gli eventi di Vico o San Marco rappresentano sempre l’eccellenza, ma è l’offerta turistica del sistema Gargano, in generale, che non tira più. È quello che notavamo con i tour operator che ci accompagnano”. Da apripista è valso l’accordo siglato un paio di anni fa tra l’associazione culturale “Opera” e “GTours” di Foggia, uno dei più importanti tour operator pugliesi che si occupano di incoming. Oggi non si contano le adesioni e “finalmente si è intesa l’importanza di questi eventi nell’ottica di destagionalizzazione dei flussi”, suggerisce Armenio. “Tipicità e tradizione -continua l’operatore culturale- creano la differenza in termini di offerta turistica tra noi e gli altri, ed è quello che affascina soprattutto l’estero”. A maggio, in occasione delle feste patronali due tour operator svizzeri giungeranno in Puglia per effettuare sopralluoghi, per verificare la possibilità di costruire pacchetti lusso per gruppi di anziani e baby boomers, con seguito di infermieri personali, inserendo questi itinerari nei loro cataloghi, con soggiorni da 5mila euro in masserie a 5 stelle. Il meccanismo si è messo in moto: sulla vetrina di un operatore bergamasco casuale e inaspettato è stato per Armenio scoprire che venivano pubblicizzati i riti della settimana santa in Puglia. “Sono magari tour operator che non agganciano noi ma si muovono per conto proprio. Vuol dire che l’operazione sta funzionando”. Dopo quattro anni può ritenersi un successo, unitamente alla manifestazione di interesse di una tivù tedesca che per una settimana farà riprese nei luoghi della passione in Puglia, e ai riscontri degli albergatori. Se a Botrugno (un comune di poco meno di 3mila abitanti, in provincia di Lecce, ndr) succede addirittura che 30 scozzesi si trovino ad assistere ai riti del venerdì santo, che non possono vantare la popolarità della settimana santa andalusa, in altri comuni pugliesi nella rete non si registrano grosse ricadute in termini di visibilità. “A Troia, i riti delle Catene e del Bacio, attirano per lo più fedeli e turisti di ritorno o di prossimità”, osserva Giuseppe Beccia, dell’associazione di promozione turistica “Act! Monti Dauni” (annualmente organizza degli itinerari-evento per l’occasione), senza nulla togliere al “positivo effetto di aver creato interesse anche per chi viene fuori dalla Puglia per le manifestazioni del sacro”. A Monte Sant’Angelo, “il ritorno c’è stato”, ammette, invece, Antonio Mazzamurro, assessore comunale al Turismo. “Lo scorso anno i due B&b erano pieni e sono 3-4 anni che il rito del grano, nella chiesa di San Benedetto, è diventato un appuntamento assai seguito. Per il venerdì santo c’è gente che viene a seguire il rito e poi visita il castello o il santuario, acquista prodotti locali. Già questo per noi è importante. Ormai i riti della settimana santa fanno parte del cartellone di eventi, come i falò di San Giuseppe e FestambienteSud”.

Tags: armenio settimana santa pasqua gargano monti dauni
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