di ANTONELLA SOCCIO
Impazzano sui social e nelle messaggerie whatsapp le simulazioni sondaggistiche del quotidiano la Repubblica con tutti i collegi uninominali e camerali pugliesi. Un’indagine di Salvatore Vassallo, ordinario di Scienza politica all’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, pubblicata ieri dal giornale fondato da Scalfari, ha dato un primo quadro relativamente ai collegi uninominali della Camera e del Senato della Repubblica. Lo studio si basa solo sui sondaggi delle ultime due settimane, ma anche sui flussi da un partito all’altro applicati ai risultati delle politiche 2013 in ogni collegio del Rosatellum. Naturalmente si tratta di stime approssimative e, al netto del normale margine di errore statistico.
Arrancano i candidati del centrosinistra in Puglia alla Camera, situazione appaiata invece al camerale Foggia-Gargano per la giovane pentastellata Rosa Menga e la dirigente azzurra Michaela Di Donna così come per Massimo Cassano a Bari che si scontra con la grillina Anna Ruggiero. In testa e con un grande vantaggio Angelo Cera nel San Severo-Lucera e Monti Dauni, che lo vedrebbe al 37,46% contro il 32% circa di Carla Giuliani del Movimento 5 Stelle e il 21,78% di Rosario Cusmai.
I numeri
Il centrodestra parte da un vantaggio di 144 seggi sicuri nelle liste proporzionali e di 115 nell’uninominale. Totale: 259 deputati. Per arrivare a quota 316 gliene servono almeno 57. Dove può prenderli? Il terreno per fare nuove conquiste è soprattutto il Mezzogiorno, visto che al Nord la coalizione sembra già molto forte, spiegano i sondaggisti.
Le cose non cambiano nelle simulazioni senatoriali. Anche qui il centrodestra viene dato per assoluto vincente in tutti e due i maggioritari, anche contro Elena Gentile, data ad appena il 20,10% contro Ruggero Quarto al 31% e Sergio Silvestris al 39,92%. Debolissimo anche il presidente di Sanitaservice Massimo Russo per la rilevazione nazionale, il quale si fermerebbe al 21,77% contro Marco Pellegrini al 30,90% e Antonella Spezzati al 38,03%.
L’impegno a 5 stelle
I candidati dati per sicuri sconfitti, però, non ci stanno a questa rappresentazione. “Meno di un mese di campagna elettorale. Meno di un mese per spiegare agli elettori che le misure contenute nel nostro programma di governo saranno efficaci e che risolveranno i problemi di tanti cittadini. Meno di un mese per convincere gli elettori che, le nostre, sono proposte serie e concrete e che abbiamo la credibilità per attuarle. Una credibilità conquistata sul campo, tenendo sempre fede alle promesse fatte e alla parola data. Nelle prossime settimane utilizzeremo le parole per spiegare tutto questo. Saremo nei mercati, nelle piazze, tra la gente. Niente promesse di posti di lavoro, niente favori, niente ammiccamenti, niente buoni benzina, niente ricariche telefoniche, niente buste della spesa. Vogliamo conquistarci i voti, uno ad uno, per quello che siamo, per quello che siamo stati e per quello che faremo”, scrive Marco Pellegrini del M5S che sta facendo veicolare anche una vignetta del “voto utile” targata Movimento.
Il carro dei civici
Quanto ai civici Massimo Russo e Rosario Cusmai insieme ai candidati piddini all’uninominale potrebbero aver ottenuto l’ok di Socialismo Dauno, che dopo la delusione di LeU faranno convergere i loro voti sul civismo pugliese e sul Pd. “Vince chi supera il 35% dei votanti, io ritengo che al Senato Massimo Russo, un professore stimato, che ha fatto bene ovunque è andato, all’Amgas come adesso a Sanitaservice, possa farcela. Il voto è politico, ma se la persona è stimata e conosciuta, oltre che apprezzata a livello trasversale, porta un valore aggiunto”, è il commento dell’ex consigliere regionale Pino Lonigro.
Diversa la posizione di molti su Lia Azzarone, che a detta dei più “non emoziona e non dialoga se non dentro il partito”. Sebbene ci sia chi nel centrodestra ritenga che pezzi di Pd e anche la rete dell’assessore regionale Leo Di Gioia possano fare una campagna elettorale più blanda per lei focalizzandosi solo sui propri candidati, altri alleati sono certi della fedeltà dell’assessore all’Agricoltura alla causa della segretaria provinciale. “Di Gioia farà la campagna elettorale per Lia, non può pregiudicare l’esito delle amministrative del 2019 a Foggia, questo è l’abc della politica. Deve portare avanti anche Azzarone e non soltanto Cusmai e Russo, non può commettere questo errore”, è la certezza di un profondo conoscitore delle macchine elettorali.
Ieri c’è stata la convention Vazapp col Ministro Maurizio Martina, che per molti è stata l’espressione plastica dell’organizzazione elettorale del Pd e dei civici attorno alle leve assessorili di Leo Di Gioia e Raffaele Piemontese. Tutti schierati in modo fin troppo esplicito e grossolano “i mondi di Leo e Raffaele”, cosa che sta scatenando non poche polemiche. “Dare ad un ministro scaduto 10 proposte innovative significa una cosa sola, che anche il piano di sviluppo rurale dormiente: da oltre 1 anno gli agricoltori aspettano i famosi BANDI, improvvisamente si desterà dal sonno – rileva il dirigente dei Fratelli d’Italia Giuseppe Mainiero -. Volete vedere che i bandi pronti (Centinaia di milioni di euro) verranno pubblicati in questi giorni e vedremo poi “quali progetti innovativi” saranno premiati?”, la domanda esplicita e maliziosa. E aggiunge: “Così dopo aver “alimentato le speranze”, ergo aspettative, di migliaia di persone nella sanità,si mette in moto anche il cosiddetto “voto organizzato”, quello che più correttamente dovrebbe essere chiamato col suo nome e cognome, voto clientelare, anche nel mondo dell’agricoltura, l’unico voto che il Partito Democratico può sperare di intercettare”.
Stamani Rosario Cusmai con il ruolo di vicepresidente della Provincia ha incontrato i sindaci delle Bandiere arancioni, Alberona, Leonardo de Matthaeis, Bovino, Michele Dedda, Orsara, Tommaso Lecce, Rocchetta S. Antonio, Giulio Petruzzi e Sant’Agata di Puglia, Luigi Russo. Tutti Comuni nei quali corre come candidato alla Camera e nei quali potrebbe non avere rivali. Lo conferma a l’Immediato Massimiliano Di Fonso plenipotenziario di Civica Popolare della Ministra Beatrice Lorenzin.
Il ruolo di Civica Popolare
“Dissento completamente dai sondaggi che girano perché non sono veritieri, non fotografano le situazioni dei territori. Io sono convinto che i nostri candidati usciranno tutti quanti, sono messi molto molto meglio rispetto al centrodestra, Cera lo stanno boicottando tra San Severo e Lucera. Lo so perché molti ex amici dell’Udc che hanno deciso di farsi da parte e di non partecipare a questo ping pong Parlamento-Regione Puglia, che mette in imbarazzo molti militanti”. Secondo Di Fonso, nel plurinominale la lista Noi con l’Italia di Angelo Cera andrà “per fatti suoi”. “C’è molta confusione anche nel modo di spiegare come si vota, qui la gente è confusa, sono certo che tante schede saranno nulle. Molti non hanno compreso come comunicare il tandem, che traina reciprocamente maggioritario e proporzionale. Vivremo tante debacle, gli alleati non voteranno per Cera, così come per Michaela Di Donna a Foggia: preferiranno dare la loro preferenza al voto di protesta, al M5S. Mentre Michaela Di Donna si è già misurata, così come Cera, gli altri sono volti nuovi. Massimo Russo è il volto nuovo, anche per Lia è la prima volta, per Cusmai. Tutto sta a capire come riesci a muovere il territorio”.
Almeno 3mila i voti utili per i civici sui Monti Dauni, tra astensione e schede nulle. “Leo Di Gioia è fortissimo in quel territorio. La strategia è comune lì per Cusmai e Massimo Russo. Con un candidato puro del Pd avresti avuto il problema, ecco perché si cerca gente nuova, che potrebbe sfondare anche tra i moderati, anche se credo, e non ne siamo ancora perfettamente consapevoli, che il Movimento farà una strage, la gente non ne vuole più sentir parlare dei partiti. La partita vera si gioca a San Severo e a Lucera. E a Foggia naturalmente”.

Il collegio di Foggia e le “armi” di Michaela Di Donna
Secondo Di Fonso il Pd è ancora forte su Foggia, anche se a ben guardare l’azzurra Michaela Di Donna sta tessendo una campagna elettorale tutta improntata sui contenuti, per sfuggire ai luoghi comuni sul familismo e agli ultimi fatti giudiziari. Non vuole essere solo “la cognata di”, ma mira ad essere percepita come una politica autorevole e preparata sui temi, capace di incidere sui tavoli che contano. Primo esempio, la cultura, dove sfida la capolista di LeU Gianna Fratta e non certo Lia Azzarone o Rosa Menga.
“Credo nel valore imprescindibile della cultura come strumento necessario alla crescita di una collettività e del suo senso di appartenenza. È per questo che ho deciso di aderire al manifesto italiano del network Culture Action Europe, che chiede a noi candidati di incrementare la quota del bilancio pubblico nazionale in materia di cultura, che nel triennio 2018-20120 (se verrò eletta) porterò dall’attuale 0,3% al 0,6%”, ha comunicato. “Foggia e la Capitanata, da questo punto di vista, possono essere gli ‘incubatori’ di questo ventaglio di interventi per esaltare i suoi punti di forza culturali, a partire dal garantire nei comuni fino ai 10.000 abitanti almeno un presidio culturale aperto 5 giorni la settimana per un minimo di 25 ore settimanali. L’incremento delle risorse destinate alla cultura può permettere, ad esempio all’Accademia di Belle Arti e al Conservatorio Umberto Giordano, in una logica di collaborazione con gli Enti Locali, di immaginare e realizzare proposte e progetti di ricerca e produzione artistica, anche attraverso l’istituzione di specifiche borse di studio. Così si attiverebbe un circuito virtuoso economia-occupazione. Il riscatto del Mezzogiorno, la crescita della provincia di Foggia e l’investimento sui talenti, le intelligenze e le professionalità della nostra terra passano dalla cultura”.
Ce la farà Di Donna a superare il centrosinistra e la sinistra nella Foggia “bene”, al di là del fuoco amico dei tarquiniani? È possibile. Intanto Civica Popolare ha già il suo pallottoliere. “Noi siamo partiti da zero, stiamo facendo un lavoro immane su Foggia – spiega Di Fonso – se prendessimo 700 voti faremmo una brutta figura, 2500 sono il minimo sindacale, ma possiamo arrivare a 4mila per fare la nostra bella figura. Noi aiuteremo in maniera forte i candidati, ho molte pietre dalle scarpe da togliermi. I tarquiniani? Gianni De Rosa se vuole venire, è ben accetto, se vogliono far parte di un gruppo bello, noi ci siamo. Stiamo lavorando alla grande. Pippo Liscio su Cerignola farà l’exploit. Per Civica Popolare noi faremo il massimo, non c’è storia. Si lavora punto e basta per la lista”.
