È fitta l’agenda di incontri delle candidate all’uninominale camerale dei vari schieramenti del collegio Foggia-Gargano, Rosa Menga per il M5S, Lia Azzarone per il centrosinistra, Michaela Di Donna per il centrodestra, Marilena Di Padova per Liberi e Uguali, Margherita Matrella per Forza Nuova e Mary Marchesani di Potere al Popolo.
Gli appuntamenti sono fissati un po’ a tutte le ore. Questo pomeriggio il Movimento 5 Stelle, alle 15.30 illustrerà nella sede di Via Arpi, ex Singer, il pacchetto di proposte per le piccole e medie imprese. Lia Azzarone invece in Via Gramsci insieme a Massimo Russo incontrerà i Socialisti di Foggia alle 17, prima che il candidato senatoriale parta alla volta di San Severo e Lucera, dove questa sera è atteso il Governatore Michele Emiliano. La candidata del centrosinistra e segretaria del Pd sta tentando con comunicati stampa ed esplicazioni social di ricordare quanto di buono ha realizzato la Regione Puglia e il Governo a guida Pd nei 5 anni della legislatura.
Ha segnalato gli interventi programmati a Foggia dal Ministero di Dario Franceschini, per Palazzo Filiasi, la Chiesa di San Tommaso, la Chiesa di San Giovanni Battista, la Chiesa Matrice di Vico e la Chiesa del Purgatorio. La giovane medico Rosa Menga sta puntando molto a diramare i punti di novità del programma pentastellato. L’altra sera al Batik risto-pub Foggia ha parlato del grave problema che affligge anche la Capitanata, ossia la ludopatia. Il M5S è l’unico ad aver avanzato un plafond di idee contro l’azzardo.
La dirigente di Forza Italia Michaela Di Donna invece sta cercando di “umanizzare” la sua figura, per non essere sempre e soltanto la “cognata di” agli occhi degli elettori, così come la tratteggiano gli avversari. Nei suoi tanti incontri, non cita mai le politiche dell’amministrazione di Franco Landella.
Ieri pomeriggio ha toccato molti posti, dalle concessionarie alle scuole di ballo, fino alla chiacchierata informale in una sala dell’International con l’associazione “Rinascite e rose” coordinata dall’ingegner Ambrogio Giordano e da Giuseppe Lauda. Ad ascoltarla alcune decine di persone, molte delle quali legate all’Amiu Puglia, dove Giordano è direttore. Nell’azienda di nettezza urbana, secondo alcune fonti interne, nonostante la forte presenza passata del Pd, vi sarebbero parecchie simpatie leghiste.
“Mi sento parte della vostra squadra- ha detto la candidata- lavorare in squadra ci aiuta a superare i nostri limiti, avere una buona squadra è un valore aggiunto. Non voglio essere onorevole, ma rappresentante di qualcosa, la Capitanata, e di qualcuno, i cittadini. Il mio impegno in questi giorni è farmi conoscere nel mio quotidiano, anche perché il programma nazionale del centrodestra è abbastanza noto. Potrei parlarvi del programma, ma perché mi piacerebbe che votiate per me? Perché scegliere me? ”, ha domandato, senza retorica. Da qui il racconto della sua militanza, che dura ormai da 20 anni, le circa 8mila preferenze delle scorse regionali, in una Forza Italia divisa e percepita come di certo sconfitta, sul cui carro nessuno ambiva a salire. “Non ho mai cambiato partito, non ho mai cambiato bandiera. Dalla parte giusta, recita il mio slogan, la parte giusta è la coerenza. Quanti personaggi che non voglio nominare sono oggi assessori col centrosinistra? È troppo facile lasciare la barca in burrasca per approdare verso poltrone sicure. Sto dalla parte del mio territorio, voglio occuparmi della mia terra affinché non si balzi agli onori della cronaca sempre per gli omicidi, le bombe e la violenza. Voglio portare a Roma quel pezzo di Capitanata che sogna, ha idee, ha voglia di crescere. Il Governo a traino Pd ha investito in infrastrutture al Sud tre volte meno che al Nord – conclude -. La mia sfida è rappresentare il mio territorio”.
