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Home » Concorsone OSS? “Bloccato per le elezioni, si sblocca a marzo-aprile”. Romano a Foggia con LeU

Concorsone OSS? “Bloccato per le elezioni, si sblocca a marzo-aprile”. Romano a Foggia con LeU

Di Antonella Soccio
8 Marzo 2018
in Politica
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Mentre i sondaggi segreti danno in crescita Potere al Popolo, in LeU si ritorna a parlare di contenuti. “Gli opposti estremismi come negli anni Settanta sono utili solo al rafforzamento della Democrazia Cristiana, oggi Renzi“, è la battuta di un esperto politico in Via Duomo nel comitato LeU, di Articolo 1 MdP.
Questa mattina il presidente della Commissione Sanità della Regione Puglia Pino Romano in conferenza stampa con i candidati Gianluca Ruotolo e Arcangela De Vivo ha presentato l’idea di Liberi e Uguali sulla sanità pugliese e di Capitanata. Una battaglia politica, ha detto, da fare con Emiliano, per modificarne i paradigmi.
Costi standard dell’allora Ministra Rosy Bindi, equilibrio di bilancio, piano di riordino. Questi atti votati dal centrosinistra a più livelli si sono dimostrati un flop secondo Romano.
“La 833 che nacque per superare le mutue, è stata un punto cardine. La Basaglia celebrerà il  quarantennale, cosa vogliamo fare? Lucera dobbiamo riempirlo di presa in carico”.
Il suo ragionamento è sereno e scevro da battute. “Ho deciso di intervenire dopo una lettura concreta del sistema sanitario della Capitanata, con i macro dati. Nel Trentino si vive 3 anni in più che al Sud. Ci si cura di più al Nord, alcune patologie tumorali se diagnosticate in tempo consentono una vita buona in percentuale più al Nord, soprattutto ai due apparati sessuali maschile e femminile. Il terzo problema riguarda la popolazione che rinuncia alle cure.
Il 65 per cento di chi rinuncia alle cure risiede al Sud e 70 su 30 si colloca in aree che sono state private dei presidi e degli ospedali. Liberi e Uguali ritiene di dover riscrivere una storia di diritti. Oggi quelle persone non hanno voce. Abbiamo il dovere di guardare questi aspetti”, ha specificato.
Il piano di riordino è stato un fallimento. Lo dice chiaramente il presidente della Commissione. Ed Emiliano che tanto si oppone allo Stato su Tap e Ilva deve fare la voce grossa anche sulla sanità. È questo l’appello di Romano.

“Ho toccato con mano le vostre eccellenze, la patologia psichiatrica e geriatrica può avere una risposta tecnica o tecnico psicologica. Ho scoperto che ci sono progetti di inclusione per il fine vita qui da voi. Queste eccellenze devono diventare sistema. Ho toccato con mano gli OO.RR. e la Casa Divina Provvidenza, che è un ibrido, ma questa concorrenza non può andare avanti soprattutto a livello chirurgico. Non possiamo immaginare due cardiochirurgie. La mobilità passiva è un finanziamento della eccellenze del Nord, che si blocca con una prestazione di qualità”. Romano apprezza il dg Vitangelo Dattoli: la sua direzione, ne è convinto, può costruire relazioni senza concorrenza anomala.
“Parliamo dei Lea di primo livello. È stato un errore considerare Lucera plesso di San Severo, dopo 5 anni ha solo 40 posti. O si chiude o diventa un hub geriatrico. La cronicità e la presa in carico della cronicità che è il vero problema della Puglia è una priorità, gli ospedali di comunità vanno consegnati h24 ai medici di base Il suo paziente lo deve portare e lo deve visitare, è una possibilità in più per il medico.
Rivediamo come collocare i posti letto”. Parole chiare anche per . Manfredonia, un ospedale di base di terzo livello con 132 posti letto, di cui 15 di psichiatria e 20 di lungodegenza. “Può permettersi di non avere posti letto ospedalieri? Va rafforzato come Cerignola. Abbiamo tagliato eccellenze storiche in quel territorio. Non ha avuto eco questa notizia, ma c’è Sky che sta portando un focus. Perché si muore di più? Ha consegnato un punto critico che riguarda Cerignola: un anziano con una ernia inguinale aspetta un intervento da un anno. Chi può si muove, chi non può aspetta con una vita limitata”. C’è insomma una percezione sbagliata del sistema pugliese. Va ancora costruita una offerta alternativa all’ospedale. La Medicina territoriale è ancora un miraggio, dopo i tanti annunci. “Quando avremo questo cambiamento? Ci impegniamo al di là dei risultati di queste politiche”.

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Sui presidi garganici estivi, a l’Immediato Romano ha parlato di diritti inalienabili. Per le ambulanze medicalizzate non si possono indicare parametri economici. “Se siamo scoperti, pareggeremo da qualche altra parte. È prevista nel DM 70”.
“Rassicuriamo sulla storia dei dipendenti”, ha indicato invece sulla cucina ospedaliera di San Severo, in cui sono a rischio 30 addetti. “Nessuno andrà a casa nei servizi, ci sarà la clausola sociale nell’appalto. Lo diciamo noi e va detto al presidente, in quella gara va messa la clausola di salvaguardia. Ma allo stesso tempo vediamo le economia di scala: se sono eccessive per un centro di cottura, centralizziamoli, c’è una fornitura del precotto, imitiamo la Toscana con i
centri di riscaldamento. Siamo disponibili a rivederle a condizione che non si tocchi una persona. Lo diciamo alla direzione dell’ASL”.
Sull’argomento è intervenuta anche la candidata De Vivo, componente del Comitato pro ospedale a San Severo e pediatra. “Stiamo seguendo passo passo le vicende dell’ospedale, che sta vivendo un momento particolare in ortopedia e al pronto soccorso, stiamo seguendo e vigilando. San Severo diverrà l’Ospedale dell’Alto Tavoliere con un bacino più vasto. C’è stata la riunione e una conferenza di servizi con Piazzolla che si è impegnato a seguire il problema della cucina e dei dipendenti, non avranno a temere sul loro futuro. Stiamo monitorando bene questa situazione, speriamo che non sia propaganda. Serve anche appropriatezza del cibo che arriva ai pazienti”.
Il primario di Neuroscienze Ciro Mundi ha anche introdotto il tema dei piccoli ospedali aziendalizzati in Basilicata e quello della creazione di un “ospedale di insegnamento”, che possa supplire alle molte scuole di specializzazione chiuse. Ma Romano è stato netto. “Sull’hub che assorbe l’ospedale piccolino abbiamo una esperienza negativa. Ci inventammo i plessi, ma il territorio è rimasto scoperto. La Basilicata può farlo, io credo che debba tornare l’offerta ospedaliera, i dati ci dicono che i 12 milioni di persone che rinunciano a curarsi stanno dove abbiamo chiuso gli ospedali. Chiudere e riconvertire, con contestualita’ questo avremmo dovuto fare, ma non è accaduto. Quello delle scuole è invece un focus, nel 2003 si introduceva il parametro economico. Quelle scelte hanno creato degli squilibri. Non abbiamo ortopedici per esempio: i buchi ci stanno e sono tanti. L’arrivo di Vitangelo può aiutare, fermo restando che c’è una priorità verso le corporazioni universitarie da smontare.
L’Unifg deve aprirsi, a breve mancheranno medici di base. In Puglia abbiamo difficoltà, quando ci fu la revisione dei dati sulle scuole di specializzazione avevano altri dati, oggi c’è bisogno di nuove figure. Si aprirà la scuola di Biologia solo ora, viviamo questo paradosso per la fertilità. Il fabbisogno all’esigenza di genitorialità non trova accoglienza nel pubblico”.

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Tags: FoggiaGianluca RuotoloLeuPino Romano
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