Stanno rientrando da Roma gli amministratori locali azzurri che questa mattina hanno partecipato alla conferenza programmatica degli Enti Locali “Rivoluzione Comune, La Forza dell’Italia”, organizzata dal responsabile nazionale Marcello Fiori. L’incontro ha testimoniato l’impegno del partito ad annullare quel solco costruito tra il Governo e le realtà municipali. Più di 600 amministratori hanno aderito alla manifestazione odierna. Da Foggia sono giunti a Roma il sindaco Franco Landella con la dirigente Michaela Di Donna e i manager delle varie aziende di servizi, da Pierluca Fontana di Amgas a Sonia Ruscillo neo consigliera di amministrazione di Amiu Puglia.
Ha dato un forte contributo anche il sindaco di Apricena Antonio Potenza accompagnato dal dirigente Fernando Caposiena, ex assessore all’Ambiente sanseverese e padre nobile di Forza Italia nell’Alto Tavoliere.
“Abbiamo ascoltato le tematiche degli Enti locali, c’erano sindaci regionali, assessori comunali, c’erano anche dei parlamentari, i capogruppo di Camera e Senato, c’era parecchia gente del partito. Si è chiuso un cerchio sui dibattiti di RipartiAmo Italia. Uno si è tenuto anche a Foggia, per un anno il partito ha studiato le problematiche degli enti locali. Noi abbiamo condiviso delle proposte da inserire nel programma elettorale, sperando che il prossimo Governo sia di centrodestra, così come sembra dai sondaggi e dal vento che tira”, ha detto a l’Immediato il primo cittadino apricenese, in macchina per il rientro in Capitanata.
“Come enti locali abbiamo condiviso un pacchetto di misure – ha proseguito -. Si tratta di proposte dal basso. I tagli drastici sulle amministrazioni locali non hanno influito positivamente sulle nostre politiche”. Ma Apricena a livello di trasferimenti statali, pur avendo un grosso taglio ha saputo “reagire”, facendo i salti mortali per mantenere i servizi, tanto da essere considerata una delle amministrazioni più virtuose in termini di liquidità e pagamenti nei confronti delle aziende. “La vera sfida è stata quella di fare dei tagli alla spesa pubblica senza intaccare i servizi”. Come ci siete riusciti? “Abbiamo agito una spending review sulle bollette delle utenze, sull’utilizzo dei mezzi e degli immobili comunali, che venivano usati senza buon costume, non c’erano tariffe. Abbiamo tagliato sull’energia elettrica, sul riscaldamento, abbiamo rinnovato gli impianti, efficientandoli”. Un dato su tutti: prima Apricena non aveva uno ufficio legale, ma “si regalavano soldi con consulenze”, come rimarca il sindaco. Il capitolo del contenzioso è passato da 600mila euro all’anno a 100mila euro. Molto è stato realizzato sull’impiantistica sportiva, razionalizzando i costi. “Abbiamo fatto una sforbiciata pazzesca e nei prossimi giorni partiamo sul bando sulla pubblica illuminazione”. Come per il Comune di Foggia anche ad Apricena c’è un progetto di finanza, con la proponente Sitie SpA. Il Consiglio ha approvato un atto di indirizzo, un piano di razionalizzazione e l’ammodernamento degli impianti, grazie al decreto 50, che consente un dialogo diretto tra privato e pubblico. “Abbiamo approvato tutti gli atti, ci manca la gara di evidenza pubblica europea, che è aperta a tutti, chi fa la proposta ha un diritto di prelazione. Ho cercato di trasmettere una caparbietà agli assessori e alla tecnostruttura, sto cercando di candidare il Comune a tutti i bandi regionali, per opere pubbliche, stiamo infatti mettendo a norma tutte le scuole, le strade, le piazze, e questo grazie alla Regione Puglia, perché stiamo rispondendo a tutti i bandi. I nostri progetti sono fatti bene e vincono”.
Come deve essere la campagna elettorale del centrodestra per vincere le elezioni politiche? “Credo che il centrodestra si dovrebbe impegnare un po’ di più sulla sicurezza, come sindaci, siamo l’ultimo baluardo, lo Stato dovrebbe fornirci più risorse e più uomini. I cittadini si sentono poco sicuri per la criminalità atavica del territorio e per i flussi migratori. Si deve sentire di più la vicinanza dello Stato centrale agli enti locali, con più responsabilità e più strumenti. Penso che si potrebbe istituire un Ministero per gli Enti Locali, l’Anci fa tanto, ma avere un canale diretto con il Ministero ci aiuterebbe, serve più rapidità per sburocratizzare le competenze”.
Potenza non teme il civismo pugliese di Michele Emiliano, rappresentato in Capitanata dall’assessore Leo Di Gioia. “Sono stato un po’ uno dei pionieri del civismo, sono in Forza Italia da sempre, ma sin da subito ho dato vita ad una lista civica, nei comuni piccoli si va oltre le ideologie, il civismo l’ho vissuto dal primo giorno, tanto che ci sono varie anime nella mia amministrazione. Emiliano, Rosario Cusmai e Di Gioia l’hanno allargata a scala regionale. Lì ci sono soggetti della società civile, si mettono insieme per un progetto legato sul territorio, ma io credo tuttavia, considerato che quando si tratta di Politiche si guarda agli interessi nazionali, che dovremmo sperare che la Politica ritorni ad essere protagonista per sconfiggere il populismo. Non si parla più al cuore del cittadino, ma alla pancia. I cittadini dovrebbero ritornare al centro, partecipare. C’è tanta confusione e il centrodestra paradossalmente è meglio organizzato perché si è raggruppato. Da cittadino e da politico non credo che possa decollare a livello nazionale una lista civica come quella di Emiliano, non è una cosa semplice da mettere su. Le amministrazioni comunali hanno bisogno di linfa e di ossigeno per un futuro migliore per i nostri figli”.
