I docenti della scuola Murialdo si sono autoconvocati per un collegio docenti e un consiglio d’istituto straordinario questa mattina, nonostante i giorni festivi carnevaleschi. L’aggressione al vicepreside ha tramortito la comunità scolastica. Essere in trend topic sui siti nazionali non è quello che cercavano. “Avremmo voluto essere alla ribalta nazionale per altri accadimenti”.
Questa mattina i docenti hanno discusso dell’estrema facilità di accesso che le famiglie hanno a scuola. C’è una tendenza a prendere e a portare i ragazzi e i bambini a qualsiasi ora. Il regolamento è rigido, dalle 8.40 alla Murialdo non si può più entrare accompagnati, si entra con giustificazione direttamente alla seconda ora. “Siamo una scuola aperta al territorio, ma ci sentiamo soli e indifesi”, spiega Roberta Procaccini, collaboratrice della dirigente, a l’Immediato. La normativa sulle telecamere va studiata attentamente. I docenti riuniti hanno chiesto la videosorveglianza nei luoghi comuni. Le norme vietano l’installazione di telecamere in classe durante l’attività didattica, ma è spesso proprio lì che nascono i possibili dissapori.
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“La nostra tutela non esiste, con le telecamere si sarebbe visto il gesto del genitore e quello del vicepreside il giorno prima, quando aveva semplicemente redarguito il ragazzo che faceva da effetto domino nella fila. Non c’è stato nessun tentativo di colloquio, il genitore non ha chiesto se era vero quello che gli aveva raccontato il figlio. È venuto a fracassare di botte il docente. Scuotendolo contro il muro”.
Ad essere sotto attacco è tutta l’istituzione scuola, non solo la Murialdo. “Il docente è stato fortunato, un po’ ci spaventa, non siamo pronti a stare sulle testate regionali per questa cosa. C’è una emergenza. Privarci di dare il voto in condotta è stato un primo segnale di debolezza. Prima era un numero che faceva media, era un segnale. Non abbiamo più quest’arma, ma con quale supporto? I ragazzi stanno a scuola 5 ore al giorno. Le altre ore sono a casa in famiglia. Non possiamo occuparci da soli della funzione formativa. Dopo un’aggressione del genere che messaggio si dà ai ragazzi? Il nostro lavoro è centuplicato, la nostra funzione è anzitutto educativa, non possiamo sostituire tutte le altre agenzie. Diventa impossibile delegare alla scuola tutto”.
Intanto il vicepreside aggredito, il 54enne Pasquale Diana, ha fatto sapere di voler tornare già da domani al suo posto di lavoro. Vuole mettersi al più presto alle spalle questo spiacevole episodio.
