Solo 8 giorni di cantiere per l’adeguamento della pista dell’aeroporto di Bari e 6 anni di attesa invece per il Gino Lisa a Foggia. In Capitanata la rabbia è enorme per una disparità di trattamento da parte di Aeroporti di Puglia ormai inaccettabile. “200 operai specializzati, al lavoro giorno e notte. In meno di dieci giorni, sotto la pioggia e sotto la neve, tutto finito. Pista rinnovata e illuminata. Senza imprevisti, senza ricorsi, senza ritardi”, scrivono gli animatori del Comitato Vola Gino Lisa.
Oggi lo scalo barese è stato riaperto, la pista allungata con i suoi 3 km può accogliere qualsiasi tipo di velivolo. Al momento sono 70 i voli previsti giornalieri, oggi la giornata terminerà con un arrivo da Milano alle 23.50.
Il direttore di AdP Franchini oggi a tutte le radio e ai media ha comunicato un dato, che è una ulteriore beffa per la Daunia: durante i giorni di chiusura la federazione albergatori baresi ha registrato un -70% di presenze. Quale sarebbe la ricettività della provincia di Foggia con uno scalo a norma?
In queste ore Franchini ha parlato degli adeguamenti di Grottaglie, ma non si è ben guardato di citare Foggia, su cui pesa la vicenda degli espropri e la strenua difesa dall’avvocato Celentano, che difende le due eredi per evitare l’esproprio dei terreni.
“Occorre che il presidente Emiliano assuma direttamente la responsabilità di dire al territorio parole chiare e tempi certi, individuare all’interno del management di AdP e della tecnostruttura regionale le responsabilità di tutti gli errori che sono stati commessi per sciatteria amministrativa”, ha rilevato il presidente della Camera di Commercio Fabio Porreca a l’Immediato che da anni si batte per l’aeroporto.
Il numero uno camerale ha scritto una lunga lettera al Governatore della Puglia.
“La vicenda del Gino Lisa è diventata semplicemente assurda. Una vicenda che, per il susseguirsi di gravi errori, ritardi, disattenzioni, omissioni, mortifica e umilia un’intera comunità.
Le ultime notizie relative al decreto di archiviazione del Provveditorato alle Opere Pubbliche e alle criticità relative gli espropri non fanno che aggravare un quadro già decisamente compromesso. Una sciatteria amministrativa e una inconcludenza politica gravi che rischiano di togliere ogni credibilità a tutte le rassicurazioni, i proclami e le promesse, purtroppo anche le sue, fatte fino ad oggi e che puntualmente e costantemente sono state disattese”, si legge nella missiva. E ancora scrive Porreca: “Una grave inefficienza della tecnostruttura regionale e del management di AdP frutto più di un colpevole disinteresse, se non di una deliberata volontà contraria, che di incapacità. Visto che Regione e AdP sono stati molto capaci per gli investimenti e i lavori sull’aeroporto di Bari che procedono con celerità e straordinaria efficienza. In queste ore, infatti, rimbalzano sui media le notizia circa i lavori di prolungamento della pista di volo, interventi finanziati al 100% con risorse pubbliche e non oggetto di notifiche alla DG Concorrenza della UE né di cofinanziamento privato. Un investimento, per giustificare il quale (e non assoggettarlo a notifica e a cofinanziamento) si è detto e scritto da parte del Dg di AdP, che “non riguarda affatto il prolungamento fisico della pista” e che “trattandosi di interventi connessi solo alla sicurezza operativa, il suddetto intervento è escluso da notifica”. Dichiarazioni di cui prendiamo atto, che però contrastano con quanto appare sulla stampa in queste ore: “portare la lunghezza disponibile a 3mila metri nelle due direzioni. Così lo scalo potrà essere utilizzato anche da aerei grandi quanto il B-747 Jumbo jet”.
E con quanto da ella stesso affermato in una entusiasta dichiarazione in diretta dalla pista dell’aeroporto, riporto testualmente: “…da oggi la pista di Bari non solo è più lunga ma consentirà a tutti i tipi di aereo esistenti e a quelli che saranno in esercizio per i prossimi cinquant’anni di decollare e atterrare qui all’aeroporto Karol Wojtyla di Bari…”. Difficile dire che non si tratti di un investimento nel potenziamento dell’infrastruttura attraverso il prolungamento della pista che diventa idonea ad ospitare velivoli di maggiori dimensioni, o no? Arduo derubricare l’investimento a un mero intervento di messa in sicurezza, con ciò superando gli obblighi di notifica e cofinanziamento, o no? Ma tant’è!
Intendiamoci siamo felici che l’aeroporto di Bari si rafforzi e si modernizzi. È l’aeroporto della Puglia, dei pugliesi, anche il nostro.
Non accettiamo però che a fronte di tanta efficienza e determinazione sull’aeroporto di Bari si perpetui per il Gino Lisa questo stillicidio di eventi negativi e ritardi tutti ascrivibili alla responsabilità politica, amministrativa e gestionale di Regione e Adp.
Una vicenda che non fa che alimentare quel senso di abbandono, di discriminazione e quindi di distanza e sfiducia, di cui questa comunità soffre, evidentemente non sempre senza ragione”. L’appello corale finale: “Presidente assuma direttamente la responsabilità di risolvere una volta per tutte questa annosa vertenza, dia alla comunità di Capitanata notizie certe, prenda impegni chiari e dettagliati nei tempi e nelle modalità. E lo faccia partendo dall’individuare nella tecnostruttura regionale e nel management di AdP le responsabilità di questa grave situazione che sta arrecando danni ingenti all’intera comunità dauna. Altrimenti Regione e AdP dicano con chiarezza che non possono, o non vogliono, potenziare e sviluppare l’aeroporto G. Lisa mettendo una volta per tutte la parola fine a questa vertenza e non lasciando un intera comunità con l’amara sensazione di essere presa in giro. Nel qual caso il territorio saprà fare le proprie valutazioni e assumere le decisioni del caso”.

Quindi, gli avvocati adesso sono due, a patrocinare gli ” interessi ” di queste proprietarie di un terreno ? Avevo già letto di Scillitani, adesso leggo di Celentano ! Andiamo bene !