Un anno e 8 mesi alla maestra di Manfredonia, M.F., 61 anni ritenuta colpevole di maltrattamenti su minori. Questa la decisione assunta nelle scorse ore dal Tribunale di Foggia. La donna, insegnante nella scuola d’infanzia Vanvitelli, scenario delle violenze, era già stata sospesa dallo svolgimento della professione dopo un’iniziale detenzione domiciliare. Lo scorso giugno, dopo l’interrogatorio durante il quale la 61enne replicò a ogni domanda degli inquirenti, il gip Ferrucci sostituì la misura degli arresti domiciliari con la “misura intedittiva all’insegnamento in scuole pubbliche e private per un periodo di 6 mesi”. Non è invece mai stata richiesta una perizia psichiatrica per M.F..
I fatti
Ci andò giù pesante il gip del Tribunale di Foggia, Marco Ferrucci che nell’ordinanza cautelare relativa al caso di M.F., parlò di “uso sistematico della violenza”. I maltrattamenti, stando alle indagini, si concretizzavano nella scuola d’infanzia Vanvitelli, attraverso una serie di ceffoni che la donna infliggeva agli alunni “dati con una certa forza e senza dubbio idonei a provocare dolore fisico vista l’età delle vittime”. Oltre alle violenze, anche gli insulti (“sei scemo”, “schifezza”) per alcuni disegni mal riusciti. “Nessuno scopo educativo può essere perseguito creando un clima di paura e sofferenza morale in bambini così piccoli”, evidenziò il gip. “L’uso della violenza può orientare in senso negativo lo sviluppo della personalità, soprattutto in bambini così piccoli, incapaci di reagire e persino di riferire ai genitori quanto accade a scuola”.
Inoltre, sempre nell’ordinanza, si rilevò che “l’esuberanza è un fatto normale dei bambini di scuola materna ed è comunque gestibile senza la violenza“. I domiciliari si ritennero necessari, inizialmente, “per evitare il rischio di altri comportamenti analoghi da parte della maestra”. Atteggiamenti caratterizzati da abitualità. “Condotte che esprimono la personalità prevaricatrice dell’indagata ed hanno avuto certamente l’effetto di portare i bambini in uno stato di timore e prostrazione psicologica”.
Tirate di orecchi, ceffoni e schiaffi sulla testa a scapito di bambini tra 3 e 5 anni. La donna fu ripresa dai video mentre si dirigeva verso una bambina che per proteggersi, dimostrando di essere abituata alle percosse, si portò le mani al volto. Nonostante ciò, l’insegnante le rifilò due schiaffi.
