Alla fine le dimissioni del sindaco Franco Landella sono arrivate, prima della riunione di domani mattina. Nel pomeriggio il primo cittadino le ha consegnate nelle mani del segretario generale, Maurizio Guadagno per non proseguire in un inutile stillicidio. Domani le forze politiche parleranno dei fatti, senza ulteriori balletti.
“Per il bene di Foggia, dico basta ai ricatti politici”. Così Franco Landella annuncia le sue dimissioni da Sindaco di Foggia in una stringata nota stampa. E spiega: “Dopo la continua pretesa di poltrone in giunta, ora il gruppo consiliare della Lega, Fratelli d’Italia, altri tre consiglieri dichiaratisi indipendenti dalla maggioranza, alzano il tiro con l’evidente minaccia di bocciare il piano economico finanziario di AMIU che consente ai cittadini foggiani di non pagare circa il 15% in più per la tassa sui rifiuti, cioè un milione e mezzo di euro.
E io, per il bene di Foggia, ora dico basta ai ricatti politici, basta con il gioco al massacro di un’Amministrazione comunale che, lavorando esclusivamente per il bene della città, ha appena ottenuto 5 milioni di euro per la rigenerazione urbana, a cui si sommano gli oltre 50 milioni assegnati e pronti per essere spesi per la riqualificazione della città, in particolar modo per le periferie disastrate. Ho già rassegnato nelle mani del Segretario comunale le mie dimissioni, nella convinzione che neppure la riunione dei capigruppo consiliari che, congiuntamente alle segreterie provinciali avevo ritenuto di convocare per ricomporre le fibrillazioni partitiche, possa essere utile a redimere gli appetiti politici resi sempre più manifesti dalle continue richieste di azzeramento della Giunta da parte dei consiglieri che dovrebbero sostenere l’Amministrazione, facendo parte della maggioranza consiliare.
Ora chi ha a cuore, come me, il bene di Foggia, lo dimostri: vada in aula consiliare domani pomeriggio e voti il piano Amiu che consente ai cittadini foggiani di risparmiare un milione e mezzo di euro di tassa sui rifiuti. Se non accadrà, avrò avuto ragione: avranno agito solo per un ulteriore ricatto politico e fame di poltrone. Io a queste pretese non ci sto”.
La palla passa ai dissidenti. A loro conviene perdere lo scranno? Il sindaco pare orientato anche alla luce della vicende che riguardano l’ex Amica con il giudice che ha rigettato la proposta di transazione fatta dall’amministrazione al gruppo di creditori ad andare avanti con le due dimissioni. È molto probabile che preferisca chiudere l’esperienza per ripresentarsi alle prossime elezioni come una “vittima” presa in ostaggio da eletti che considera “ingenerosi” e “sleali”. Prima che intervenga un eventuale dissesto.
Un commissario nominato in tempi rapidi anticipando le elezioni a novembre potrebbe anche favorire Landella, sempre ove si ipotizzi un M5S preso alla sprovvista dalla competizione. I tempi corti sono a suo favore, perché gli permetterebbero, spiega qualcuno, di costruire le liste a sua immagine, tenendo fuori i riottosi, che per lo più sono in aula solo grazie al premio di maggioranza.
Dall’altro lato un centrosinistra ancora in macerie avrebbe più di una difficoltà a riorganizzarsi. Leo Di Gioia? Colomba Mongiello? Massimo Russo? Un altro professionista aggregante? Oggi qualunque nome il quel campo appare debole sulla carta. “Credo che dovremmo andare compatti, se ci dividiamo permetteremo a Landella di presentarsi come una vittima”, osserva a l’Immediato Leo Iaccarino.
Ma sarebbe ancora Landella il candidato ideale del centrodestra? “Di nomi se ne fanno tanti, da Tonio Ciarambino a Luigi Miranda“, sono i rumors.
E proprio quella di Miranda col commissario sarebbe l’unica carica rimasta viva dopo le dimissioni.
Vitali: “Fatto di una gravità inaudita”

“Un fatto di gravità inaudita che avrà senza dubbio ripercussioni anche in futuro”. Il coordinatore regionale di Forza Italia, il senatore Luigi Vitali, commenta così la crisi al Comune di Foggia, provocata da consiglieri di Fratelli d’Italia e Lega, che ha determinato le dimissioni del sindaco Franco Landella. “Il centrodestra unito -aggiunge – ha portato a casa non la vittoria alle elezioni politiche, ma certamente un buon risultato. Un dato che qualcuno ha già dimenticato, presentando un ordine del giorno contro Landella che, per serietà, ha rassegnato le sue dimissioni. Quello che è accaduto – conclude Vitali – sarà attenzionato anche e soprattutto a livello nazionale”.

Inizio, con il dissentire sul fatto che Landella possa ripresentarsi, anche nel caso di votazioni a novembre : non credo che gli convenga, e non solo per la figura che rimedierebbe, ma anche per altre considerazioni, che riguardano questi anni….! Ciò premesso, prendo atto che, finalmente, si sia deciso a presentare le dimissioni nelle forme dovute, e non più con i preannunci : tra l’altro, vista l’aria che tira, con la Corte dei Conti oramai alle costole, non credo vi possano essere consiglieri disposti al sacrificio ” personale e patrimoniale ” ! A chi, poi, finalmente si è deciso a mettere i pollici in basso, voglio solo dire che, al fine di evitare di fargli dire che è solo per ambizione di poltrone, dovrebbe senza indugio ben motivare la fine di questa esperienza, sicuramente giunta anche ora, comunque troppo tardi ! Basterebbe, anche solo rappresentare ciò che è accaduto con la imposizione della cognata alle politiche, quando era ben prevedibile che, proprio in virtù della parentela, non ce la avrebbe fatta, facendo così perdere al centro destra anche quello che era sempre stato un tranquillo feudo ! Infine, non credo proprio che Landella, dopo avere gestito il potere derivante dal suo mandato, in forma ” unipersonale “, quasi gli derivasse da investitura divina, possa ora dare lezioni di ” stile e partecipazione “, o ancora peggio appellarsi al ” senso di responsabilità ” : non sarà certamente la votazione dell’accapo Amiu, a tirare fuori la città dal pantano in cui è stata affossata ! Sui nomi da candidare al suo posto, non credo davvero che la scelta possa essere molto difficile : quale che sia, sicuramente saprà fare meglio, anche perchè ci vuole davvero poco…!