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Home » Oggetti sacri e foto di defunti, il mondo (anche macabro) dei collezionisti fuorilegge di reperti

Oggetti sacri e foto di defunti, il mondo (anche macabro) dei collezionisti fuorilegge di reperti

Di Francesco Pesante
21 Febbraio 2018
in Inchieste
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di FRANCESCO PESANTE

Un mondo torbido, costituito da gente senza scrupoli, dietro i traffici di reperti archeologici in provincia di Foggia. La nostra gola profonda ci ha condotto alla scoperta di un business imponente che tiene dentro ladruncoli, disperati e cinici liberi professionisti. A scoperchiare una parte di questi traffici ci ha pensato la Guardia di Finanza nell’ambito dell’operazione “Sacra Reliquia”, grazie alla quale sono stati recuperati numerosi pezzi della storia della Capitanata e non solo. I finanzieri hanno infatti ritrovato persino una pantofola appartenente al papa beato Innocenzo XI. Mentre è tuttora avvolta nel mistero la sorte di una preziosa tela pittorica risalente al 1600, sottratta diversi anni fa da una chiesa rurale di Palazzo d’Ascoli in agro di Ascoli Satriano. La GdF ha recuperato solo la cornice.

Un avvocato civilista di Cerignola conserverebbe grossa parte dei reperti, ottenuti da un cliente – secondo le accuse – come “paga” per i suoi servigi (soprattutto lettere e ingiunzioni di pagamento). Un “collezionista fuorilegge” – come lo hanno definito i finanzieri – che avrebbe circuìto il proprio assistito pur di riempire la propria abitazione di pezzi pregiati e armi da guerra storiche. Durante l’operazione “Sacra Reliquia”, i berretti verdi hanno recuperato anche un antico registro dei primi del Novecento, contenente diversi documenti nonché una busta bianca con all’interno alcuni volumetti sacri e diverse foto in bianco e nero di provenienza illecita derivanti da un furto eseguito presso la masseria “Ammiraglio da Zara” in agro di Ordona, di proprietà di una famiglia di Foggia.

Appoggiata al muro, la cornice della tela scomparsa

Ladri su commissione

Tombaroli del Basso Tavoliere, in modo particolare, e piccoli malviventi, negli anni hanno saccheggiato masserie, palazzi storici ma anche appartamenti a caccia di reperti preziosi, alcuni del valore di migliaia di euro. Furti eseguiti anche da cittadini stranieri come il rumeno M.F. e l’albanese B.V., arrestati dai carabinieri tempo fa. Proprio B.V. fu ammanettato dai militari per un tentato furto presso la cappella di un antico confessionale. Sarebbe stato lo stesso albanese, stando alla gola profonda, ad aver portato via anche la tela raffigurante sui lati, un sole e una luna con al centro un crocifisso, mentre la cornice aveva sui bordi delle piccole lampadine, forse aggiunte successivamente.

La pantofola da 6mila euro

Un autentico mistero resta la provenienza della pantofola di Innocenzo XI sulla quale si attendono comunicazioni del Vaticano circa l’autenticità del reperto, anche se non ci sarebbero dubbi. Non si esclude possa essere giunta tre le mani delle persone arrestate nell’operazione “Sacra Reliquia”, dopo contrattazione con un antiquario di Foggia che avrebbe assegnato alla pantofola un valore attorno ai 6mila euro.

Le foto post-mortem

Nella disponibilità dei “collezionisti fuorilegge” ci sarebbero persino foto di persone defunte, rubate in vecchie abitazioni della provincia di Foggia. Era un’antica tradizione quella di fotografare i propri cari estinti seduti su letti, poltrone o divani per poi conservarne le immagini. Il defunto era rappresentato insieme ai suoi parenti, come in una normale foto di famiglia, seduto o in piedi, anche con gli occhi aperti. I bambini morti erano spesso sulle ginocchia dei loro genitori o circondati da altri bambini vivi. Nei primi del Novecento il tempo di posa per una fotografia durava fino a mezz’ora, periodo durante il quale la famiglia intera doveva rimanere immobile e sostenere il defunto, il che necessitava anche di un certo coraggio. Scatti che rappresentavano dei veri e propri affetti di famiglia che persone senza scrupoli hanno portato via per ragioni al momento oscure.

Tags: FoggiaGuardia di FinanzarepertiSacra Reliquia
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