Non solo Luigi Di Maio, anche Sinistra Italiana si è schierata contro le aperture dei centri commerciali nei dì di festa. Aveva cominciato a protestare la sezione provinciale, coordinata dal giovane Mario Nobile, lanciando il “Boicotta il GrandApulia” osservando che i “centri commerciali hanno guadagnato nel 2016 51 miliardi di euro (al netto dell’Iva), ma all’interno della grande distribuzione organizzata il lavoro viene sempre più svalutato: le paghe in media non superano i 7 euro ad ora e a ripagare gli straordinari c’è la promessa che il contratto sarà rinnovato”.
Lo ha seguito anche il consigliere regionale Mino Borracino, ormai all’opposizione e fuori dalla maggioranza Emiliano. “In vista delle imminenti festività di Pasqua e di Pasquetta trovo davvero inaccettabile che moltissimi centri commerciali della Puglia abbiamo deciso di rimanere aperti, di fatto costringendo i loro dipendenti a lavorare anche in queste ricorrenze e sottraendo loro del tempo da passare, legittimamente, in famiglia. E’ l’effetto, questo, di decenni di ultra-liberismo e di completa deregulation del commercio che ha portato, da un lato, a trasformare il lavoro in vero e proprio sfruttamento, e, dall’altro, a modificare anche le abitudini dei cittadini che oggi, in molti casi, alla rituale “gita fuori porta” di Pasquetta, preferiscono l’acquisto nei centri commerciali”, ha scritto in una nota. E ha aggiunto: “Necessario invertire la rotta dal momento che non è ammissibile che i lavoratori delle grandi strutture di vendita siano costretti a prestare la loro opera anche in queste giornate di festa, venendo loro impedito di trascorrerle in tutta serenità, dedicando tempo alla famiglia, allo svago o (per chi crede) alla partecipazione ai tanti e suggestivi riti della Settimana Santa che si svolgono in tutta la regione. Per queste ragioni, come Sinistra Italiana – Liberi e Uguali diciamo no al lavoro nelle grandi strutture di vendita durante i giorni di Pasqua e Pasquetta e ci opponiamo con forza a questo modello di ultraliberismo selvaggio che calpesta la dignità dei lavoratori per il perseguimento di giganteschi profitti privati. Le festività sono un diritto per tutti che non può essere mercificato!”
