Alle 18.30 la riunione azzurra nella sede di Forza Italia in Via Nicola Parisi (foto in alto) col sindaco di Foggia dimissionario Franco Landella, tutti gli eletti forzisti, compreso il presidente del Consiglio Luigi Miranda e il coordinatore provinciale Raffaele Di Mauro, era già conclusa. Il vertice si era spostato a pochi metri di distanza, in Via Salomone, nel quartier generale del partito personale di Franco Di Giuseppe e del consigliere regionale Giannicola De Leonardis, che hanno radunato i diversi partiti della coalizione, segretari e consiglieri comunali, meno Lega e Fratelli d’Italia, che saranno coinvolti domattina.
Le due strade degli incontri nei Quartieri Settecenteschi, ridotte ad una mulattiera indicibile, sono il simbolo iperreale della situazione in cui si trova la città.
A incontro concluso col primo cittadino, molti si sono detti ottimisti. “Tutto a posto, va avanti, le ritira le dimissioni”, si è affrettato a dire in un impeto di entusiasmo il capogruppo Consalvo Di Pasqua a l’Immediato.
Nei prossimi giorni si stabiliranno le condizioni. Ci sarà l’azzeramento? È difficile che ciò avvenga realmente, se è vero che il centrista Franco Di Giuseppe continua a difendere con le unghie e con i denti la sua assessora eletta Erminia Roberto, sgradita un po’ a tutti. Tuttavia si sostiene che tutte le forze dovranno fare un passo indietro. Ergo, anche lui, che gestisce magistralmente i suoi tre consiglieri in aula, Perdonò, De Martino e il capogruppo Fusco, ma che alle ultime Politiche è quasi scomparso.
Ci sono state chiamate congiunte in serata. L’ex sindaco Paolo Agostinacchio avrebbe telefonato gli esponenti della Lega, mentre è quasi sicuro ormai un avvicinamento e un rientro in maggioranza di Raimondo Ursitti e del mondo tarquiniano, in gran fermento per la costruzione di un nuovo centrodestra cittadino. Il segretario generale della Fiera, come si sa, alle Politiche ha dato una mano ai civici di Leo Di Gioia, ma ormai il civismo è in caduta libera. Meglio ritornare nella casa madre.
Nonostante questi dati positivi, c’è chi pensa che davvero Landella possa essere accarezzato dall’idea di non ritirare le dimissioni. Nelle minoranze sono pronti a scommettere che l’esperienza sia ormai chiusa e che Landella mediti ormai un anno sabbatico, per rigenerarsi per le Europee. Il sindaco d’altronde non sente più la fiducia del Consiglio comunale. “È emotivamente scosso”, ripetono i vecchi volponi della politica.
In questi giorni si è fatto spesso ricorso alla cultura popolare dei proverbi e delle metafore dialettali. “Al Sud il sindaco è visto come un risolutore di tutti i problemi, dopo un primo viaggio di nozze nei primi due anni, Landella non immaginava di avere tante critiche, lui è il primo sindaco che vive con prepotenza l’era dei social. Non è facile assorbire tanti dileggi ogni giorno. Nei proverbi si dice: C’era la corte celeste, sindaco e prefetto. Ecco oggi è attaccato da tante persone, i disoccupati, gli alleati, alcuni politici eletti nella sua civica”, è l’analisi di Bruno Longo.
C’è chi non nasconde che la disaffezione maturata nei suoi confronti sia anche frutto di un certo “familismo”, che alla lunga ha creato rotture in Forza Italia e nel centrodestra. C’è chi lo accusa di aver permesso una “invasione” di sua moglie Daniela Di Donna nei fatti della politica. Altri più semplicemente gli fanno notare di essersi fidato troppo dei dirigenti. Gli stessi che hanno prodotto debiti e sentenze negative.
Mentre nel primo pomeriggio si erano diffuse altre news su una ipotetica presidenza dell’Ataf affidata al leghista Gianfranco Fariello, si stenta a capire quali siano le vere richieste dei diversi dissidenti. La crisi sta ormai scivolando nel ridicolo, secondo i più.
Quali sono le richieste dei vari esponenti che si oppongono all’amministrazione? “Tengono una fame da far paura”, li bolla un leader. Accanto a chi come Pasquale Cataneo avrebbe voluto un ruolo di responsabilità sulla vertenza trasporti e spingeva per la realizzazione di un progetto commerciale con un accordo di programma, altri politici si sono allontanati per meri motivi personali, secondo i fedelissimi del sindaco. La riduzione del gettoni di presenza e il tema dei pass disabili sono stati esiziali, ad esempio, per Nicola Russo.
Con tali problematiche e divisioni, secondo qualcuno, sarebbe preferibile fermarsi e far arrivare il commissario, per alleggerire il clima e ricostruire attorno a figure più aggreganti. In tal senso, arriva ad uopo un altro proverbio, destinato a Luigi Miranda: “gli è andato contrario per salute”, dice qualcuno, riferendosi alla fortuna capitatagli in sorte di non essere candidato alle Politiche, dove anche lui con ogni probabilità sarebbe stato sconfitto dal Movimento.
Nella Lega è il tempo dell’attesa. Andrea Caroppo è stato nominato segretario regionale, ma il tutto sarà definito con Matteo Salvini, che presto sarà nuovamente in Puglia. Fonti interne ai salviniani assicurano che Fariello non accetterà mai la presidenza dell’Ataf, perché fortemente sconsigliato. L’azienda dei trasporti è una patata più che bollente per chiunque, anche per una persona così esperta di numeri e conti come il commercialista leghista.
Intanto il capogruppo Alfonso Fiore si dedica al mercato del Venerdì, esempio di cattiva gestione e osserva in una nota: “A fronte del pagamento dell’occupazione annuale del suolo pubblico per il mercato del venerdì non ci sono servizi adeguati e controlli. Da 200 venditori “ufficiali”, in alcuni momenti della giornata se ne conterebbero il doppio. Non ci sono controlli adeguati e l’unico accesso ai bagni pubblici il più delle volte è coperto da bancarelle di ogni tipo. Ma la cosa più importante è la pulizia del mercato. C’è scarsa azione anche preventiva. Paghiamo un servizio a parte ad Amiu per pulire il mercato, quando invece i commercianti hanno dato massima disponibilità nel collaborare, essendo anche un loro dovere. Andrebbero distribuite buste e raccoglitori in grado di contenere tutti i rifiuti prodotti dall’attività giornaliera. Cosi potremmo evitare anche che il vento distribuisca carte e altro genere di rifiuti in tutto il quartiere. Per questo non escludo di proporre una interrogazione consiliare per sapere quali azioni il Comune intende promuovere per ridurre i costi di gestione della pulizia del mercato rendendolo anche più fruibile a cittadini e commercianti che versano centinaia di migliaia di euro ogni anno per un pezzo di asfalto senza alcun servizio”.

Ma, non mi dite : il sindaco, ritira le dimissioni, ancora prima di Sant’Abbondio ? E questo, lo ha deciso, prima o dopo che la riunione si è spostata da via Parisi al quartier generale del sempre presente Di Giuseppe ( i mille voti, saranno stati solo un incidente di percorso ? ). Certo, diamo per scontato, che i salviniani rifiutino la presidenza Ataf, dopo aver detto ai quattro venti, di preferire l’offerta di una pizza ! No comment, sul ticket di andata-ritorno dell’inossidabile Ursitti : a volte, si sa, è sempre meglio essere ago della bilancia, o no ?