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Home » Ricerca idrocarburi, accuse a Emiliano: “Scippati 23 milioni di euro alla provincia di Foggia”

Ricerca idrocarburi, accuse a Emiliano: “Scippati 23 milioni di euro alla provincia di Foggia”

Di Redazione
10 Aprile 2018
in Economia
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“Uno scippo vergognoso, intollerabile per il Subappennino dauno. Preparato nello scorso mese di novembre, con una variazione di Bilancio contenuta in una delibera (la n. 2084) che pure prevedeva la sbandierata attribuzione di 11 milioni di euro per sette comuni, per le royalties legate agli idrocarburi. Ma i fondi complessivi erano 23 milioni di euro, e la legge regionale n. 7 del 2002 prevede espressamente che debbano essere utilizzati per ‘il finanziamento di opere infrastrutturali al servizio di attività economiche, all’insediamento industriale e agli interventi di miglioramento ambientale previsti, nelle aree di estrazione e adiacenti’, e non altrove”.

A dichiararlo, il consigliere regionale Giannicola De Leonardis, che continua: “Invece quella legge è stata ignorata e aggirata, e una successiva delibera (la n. 444 del 20 marzo scorso) ha legato quei fondi, ricavati dalle attività in un territorio devastato e sfruttato da tempo immemorabile, a una sorta di compensazione per le aree di ospitalità messe a disposizione nella provincia di Foggia (7 milioni a San Severo, 6 ad Apricena) e in quella di Lecce (1 milione e 200mila euro a Nardò) per fare fronte alle problematiche legate all’immigrazione, e all’istituzione della Zona Economica Speciale a Taranto, con investimenti ritenuti prioritari al punto da destinare 2 milioni per l’adeguamento dell’aeroporto di Grottaglie e 6 milioni per migliorare la viabilità a Massafra, e per finanziare ulteriori progetti senza alcun riferimento a un qualsiasi bando pubblico, magari accessibile ad altri Comuni”.

“Iniziative certamente meritorie e che nessuno mette in discussione – prosegue -, ma per le quali si poteva e doveva attingere da altri capitoli del Bilancio regionale e operando in maniera più trasparente e rigorosa, senza stornarli  da un’area depressa come il Subappenino dauno – che già garantisce alla Regione gli ingenti fondi comunitari legati al suo inserimento nell’Obiettivo 1 -, privandolo di gran parte delle royalties prodotte, e più che mai necessarie per il miglioramento delle infrastrutture, per arginare il dissesto idrogeologico, per rilanciare sviluppo e occupazione. La scelta politica operata dall’esecutivo regionale attraverso la delibera n. 444 – peraltro non ancora pubblicata e alla quale hanno quindi avuto accesso in pochi – è sconcertante e gravissima, e aumenta uno squilibrio territoriale  intollerabile e inqualificabile. Per questo attraverso un’interrogazione urgente presentata questa mattina al presidente Emiliano – conclude – ne ho chiesto l’immediato ritiro, per decenza e per responsabilità. E sarà soltanto la prima delle iniziative che prenderò per denunciare quanto accaduto, e scongiurarne gli effetti”.

Tags: EmilianoFoggiaMonti DauniPuglia royaltiesRinnovabili
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Comments 1

  1. Maria Rosaria says:
    8 anni ago

    Se così fosse , Giannicola De Leonardis , sarebbe ora che qualcuno cominciasse a denunciare, a fare luce su milioni, “miliardi “di euro messi a disposizione dalla Regione Puglia : a volte non si comprende bene , in base a quali privilegi , sono stati erogati fondi e fatti favoritismi , vedi fondi europei per siti Archeologici: sarebbe opportuno indagare, coinvolgere i responsabili in qualche trasmissione televisiva, per far venire a galla la verità e scoprire, come mai , sono stati vergognosamente esclusi dal recupero i più importanti siti archeologici della Puglia-Preromana , come la necropoli di Arpi ,e l’Ipogeo della Medusa ad Arpi ( Foggia ), Herdonia .

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