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Home » Ataf, chilometri persi e corse dimezzate. “Siamo al collasso e le istituzioni non rispondono”

Ataf, chilometri persi e corse dimezzate. “Siamo al collasso e le istituzioni non rispondono”

Di Antonella Soccio
12 Aprile 2018
in Amministrativa, Immediato TV
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Calo d’utenza e peggioramento dello stato del traffico sono solo due degli effetti, derivanti dalla cattiva gestione dell’Ataf, che nel 2017 ha avuto un decremento, per perdita di chilometri, di ben 300mila euro rispetto al contributo regionale assegnato alla percorrenza chilometrica nel 2016. Ogni anno l’azienda perde somme e chilometri. I sindacalisti e i dipendenti, dopo aver inviato nuove richieste di incontro sia all’amministrazione foggiana, con l’avvio della seconda fase della procedura di raffreddamento, sia al presidente Francesco Miglio sono molto amareggiati.

Questa mattina, l’Immediato ha incontrato Mariano Bruno della Confail e Antonio Saponaro della Cgil, nella sede sindacale Trasporti della Cgil al Viale della Stazione a Foggia. Le questioni su cui tardano ad arrivare risposte sono moltissime. Anzitutto c’è la gara d’ambito per la liberalizzazione dei trasporti su gomma. La data di scadenza avrebbe dovuto essere il 30 giugno 2018, ma è stata posticipata. Sulla gara c’è molta confusione, il primo ad occuparsene era stato a Palazzo Dogana, il dirigente Dattoli, che oggi è stato sostituito dall’ingegner Emanuele Bux. È compito dell’Ente provinciale di secondo livello redigere il bando, calibrato sui chilometri di ciascuna azienda di trasporto pubblico locale. Ma in Provincia nessuno ha ancora preparato nulla, osservano alla nostra testata i due sindacalisti. “Abbiamo chiesto un paio di incontri ufficiali, per conoscere e avere una idea sul nostro futuro”. Nei mesi scorsi tra i bus c’erano molte indiscrezioni sui possibili acquirenti dell’Ataf, entrata nel Cotrap. Le ipotesi non riguardavano solo le imprese associate al Contrap e tra queste in cima alla lista Ferrovie del Gargano, attuale gestore insieme al consorzio del servizio extraurbano, ma anche Bus Italia, controllata di Fs, e i francesi di Ratp, che hanno fatto man bassa di autobus e linee soprattutto in Toscana.

“I sindacati e i dipendenti si sono impegnati a sottoscrivere il piano industriale che ha decurtato delle somme, avanziamo ancora 300mila euro circa sulle nostre indennità, che erano state trattenute. Abbiamo accettato col contratto un abbassamento del costo del lavoro per la tenuta in vita dell’azienda, ma non vediamo risultati, le istituzioni non rispondono, i mezzi sono alla deriva, le risorse in azienda non arrivano”, è la sintesi di Bruno e Saponaro.

Anche le entrate della sosta, gestita per il personale da Apcoa, si sono ulteriormente ridotte. E non solo per i parcometri rotti. L’azienda ha da un lato perso posti al parcheggio Ginnetto cedendoli all’ipermercato dell’elettronica e dall’altro ha disinvestito sul parcheggio Zuretti, un tempo un gioiello dell’Ataf e oggi vuoto e improduttivo. “I problemi dell’Ataf iniziano da lontano, dalla decurtazione dei soldi al personale e da quello sciopero spontaneo che facemmo davanti alla sede. Da allora sono stati rivisti i contratti, ma al contempo stiamo perdendo tantissimi chilometri a causa dei mezzi obsoleti”, continuano i due sindacalisti.

Sono circa 10 le corse giornaliere che saltano per avaria o guasti alle circolari. La frequenza di ogni corsa, fatte salve quelle sempre garantite per gli studenti, per le linee suburbane e per gli Ospedali Riuniti, è dimezzata ogni giorno. “Siamo al collasso, anche il telerilevamento non riesce più a dare notizie certe all’utenza. Ovviamente in queste condizioni i viaggiatori sono scoraggiati, c’è un forte calo d’utenza, soprattutto tra i lavoratori. Abbiamo perso i professionisti, gli infermieri che prendevano l’autobus. Chi può attendere il mezzo sotto la pensilina? Solo gli anziani e le donne disoccupate. L’inaffidabilità del servizio è gravissima”.

La Regione è più attenta rispetto al passato e paga il contributo a seconda del vero dato chilometrico. In Ataf al momento vige lo stallo, dopo le dimissioni dell’ex presidente Raffaele Ferrantino e le ben note problematiche giudiziarie. Il vicepresidente Paolo Mongiello è quasi afono. “Abbiamo bisogno di una interlocuzione con la proprietà, i funzionari, l’ingegner Ciuffreda e la dottoressa Piarullo stanno mettendo tutto il loro impegno, ma manca l’indirizzo politico. Il sindacato si era impegnato a chiedere un incontro con l’amministrazione ben prima che si dimettesse il presidente”, la loro conclusione.

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Tags: AtafcgilConfailFoggia
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