Sul colosso internet di prenotazioni Booking si legge che per 3.193 viaggiatori dall’Italia Vieste è una meta consigliatissima per il “mare”. La recente guerra di mafia viestana, che uccide in tutte le stagioni, non ha per ora intaccato l’immagine e il brand della città garganica. Tre omicidi e un agguato in meno di un anno. L’assassinio di Omar Trotta all’Antica Bruschetta dello scorso 27 luglio 2017, i colpi del 21 marzo 2018 contro Marco Raduano, 34 anni (arrestato oggi, ndr), sorpreso da due killer appostati in località “Scialara” appostati con fucile e mitra, che si salva rifugiandosi a casa di un parente; l’uccisione del 6 aprile 2018 a Palude Mezzane di Giambattista Notarangelo, 46 anni, cugino di Angelo e Onofrio uccisi negli anni passati e infine Antonio Fabbiano morto ieri, 25 anni ad agosto, viestano, ferito gravemente nella tarda serata di mercoledì in via Tripoli, vicino al porto nel quartiere ottocentesco.
La mafia che spara e ammazza trucidando non ha per ora creato esternalità negative al turismo. A confermarlo alcuni operatori del Consorzio Gargano Mare. Da Garden Hotel Ripa, un 4 stelle, sono schietti: “Feedback negativi non ne abbiamo avuti, la stagione deve ancora cominciare, per ora non stiamo risentendo degli accadimenti di cronaca. Fortunatamente non ho avuto notizie negative, attualmente non c’è stato prospettato nessun incontro con le forze dell’ordine. Ma spero possa esserci un summit tra tutti noi”.
Vieste gode per il 2018 anche del magico traino della ballata di Max Gazzè. “Le tue vacanze a Vieste sui luoghi della leggenda cantata al Festival di Sanremo”, recita più di un claim. “Offriamo un’escursione esperienziale sui luoghi cantati da Max Gazzè”, si legge in alcuni pacchetti turistici.
Anche dall’Hotel Falcone il clima è sereno. “Per fortuna gli omicidi non sono entrati nell’immaginario dei turisti, quegli episodi non si sono ripercossi nei feedback dei nostri clienti, nessuno ci ha fatto presente di queste vicende nelle proprie prenotazioni, per fortuna. È stata incrementata la misura di sicurezza, sono arrivate molte forze anticrimine. Per il primo maggio si prevede un bel weekend, ci sarà un bel po’ di gente, speriamo nel bel tempo”, dice la responsabile al nostro net journal contattata al telefono.
Riprova questa sensazione anche Nini delli Santi direttore di Ondaradio: “Per quel che ne so io, le prenotazioni sono incrementate rispetto al periodo e anche in previsioni dell’estate. L’anno scorso c’erano meno prenotazioni, questa primavera e i diversi ponti sono stati molto positivi, per ora non si avverte il pericolo della mafia, ma può essere che a lungo andare l’immagine possa essere scalfita. La cosa importante è che in questo periodo e anche nei mesi invernali brutti sotto il profilo meteo, tantissimi stranieri, molti inglesi, tantissimi francesi hanno scelto Vieste, un miracolo”. Delli Santi non nasconde che molti parlino di turismo a vanvera. Ha scritto libri sull’argomento.
“Il fenomeno dei B&B per destagionalizzare può essere un vero e proprio miracolo, quelli dichiarati sono una settantina, ma tanti altri ne sono sorti. Stanno attirando tantissimi ospiti fuori stagione che muovono piccole economie, sta nascendo una nuova categoria di operatori turistici. Il problema serio è che ci si rivolge ancora troppo alla politica, mentre c’è l’esigenza di razionalizzare il turismo e organizzarlo meglio”.
È fatalista sulle ammazzatine degli ultimi tempi. “Sono bande di ragazzoni, che si nutrono di film, sì è vero che c’è un discorso apicale, qualcuno vuol prendere il posto di Cintaridd, ma c’è qualcosa che non mi quadra, hanno attirato tutte le forze dell’ordine, come si fa a credere che la mafia voglia avere tutta questa sorveglianza? Credo che la situazione sia sfuggita di mano a questi giovanotti, non voglio fare discorsi sempliciotti, ma penso che il tutto stia scivolando”. La droga, i traffici, i soldi facili dei lidi, degli alberghi, dei ristoranti, dello sballo. Vieste è cresciuta troppo in fretta. Da contadini e pastori in un niente alcuni viestani sono diventati albergatori di successo.
“Esplode tutto e non ti inventi niente, ci sono dei gradini, un conto è se ti fai l’assicurazione, l’altra se ti metti il guardiano – continua il direttore – il discorso affonda le radici nel sociale, fermo restando che se hai tutta questa economia, tutto può sfuggire di mano: ci sono dei passaggi che ancora mancano, ci vuole un po’ di tempo per dirigere tutta questa ricchezza. Siamo passati da una economia della fatica all’economia della conoscenza, c’è stato sì un riscatto sociale, ma molti albergatori l’hanno fatta troppo semplice. Non basta avere un albergo per fare turismo, oggi i nodi stanno venendo al pettine. Occorre vendere il prodotto, per riempire l’albergo e non è semplice”.
Da viaggiatori a turisti, senza che i proventi siano spalmati nell’economia della città. “Molte nuove classi sociali non si incontrano e non si riconoscono. A Vieste l’economia vale sotto il miliardo di euro, tutto compreso, ma l’80% dei vari servizi sono acquistati fuori, pochissimi affidano ai figli di viestani i loro servizi. L’economia tarda ad affiorare e a venire a galla”. Manca ancora il brand “Costa garganica” o semplicemente Gargano. Ma forse è un bene se ancora al Nord chiedono “ma Vieste è già Puglia?”: le notizie di mafia giungono meno alle orecchie di chi sogna il suo Pizzomunno.
