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Home » Foggia solidale, inaugurata in Guinea Bissau la maternità realizzata con i fondi di Solidaunia

Foggia solidale, inaugurata in Guinea Bissau la maternità realizzata con i fondi di Solidaunia

Di Redazione
3 Maggio 2018
in Welfare
2
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È stata inaugurata lo scorso 23 marzo a Bigene, nel nord della Guinea Bissau, piccolo paese dell’Africa occidentale, il Punto Nascita costruito grazie ai fondi raccolti dalla ong foggiana Solidaunia. Un obiettivo raggiunto con il sostegno anche del Rotary Club Foggia “Umberto Giordano” che ha finanziato l’acquisto del materiale sanitario e la formazione delle ostetriche locali. Al taglio del nastro erano presenti le autorità sanitarie locali, la presidentessa di Solidaunia, Anna Tappi, e i medici foggiani Tonio Scopelliti e Rosario Magaldi che, con l’ostetrica Milena Picca, hanno accompagnato per tre mesi l’avvio delle attività. E saranno proprio i tre professionisti del territorio che, venerdì 4 maggio, , alle ore 18.30, a Masseria De Vargas, sede della Fondazione Siniscalco Ceci-Emmaus (Via Manfredonia km. 2,1), racconteranno la loro esperienza nell’ambito del progetto denominato Maternità Sicura. 

LA MATERNITÀ. La struttura, di circa 200mq, è una vera e propria piccola maternità, dotata di sala degenza con 4 posti letto, sala parto con area destinata alla rianimazione neonatale e sala operatoria. L’energia necessaria per il funzionamento sarà assicurata da un impianto solare, stesso sistema con cui sarà azionata la pompa del pozzo scavato accanto all’immobile. Farà parte della rete sanitaria della Guinea Bissau costituita da 4 ospedali, 25 centri nutrizionali e 13 punti nascita e servirà a coprire un’area isolata di circa 300 chilometri quadrati, senza strade asfaltate, dove vivono in villaggi sparsi nella foresta quasi 60mila persone, con i tassi di mortalità materno-infantile tra i più alti al mondo: 1 bimbo su 7 non raggiunge i 5 anni di vita.

IL PROGETTO. L’ambizioso progetto Maternità Sicura è partito cinque anni fa, forte del supporto del Rotary Club Foggia “Umberto Giordano” che si è impegnato nell’ambito della fornitura del materiale sanitario e della formazione del personale. L’importo dei fondi da raccogliere, oltre 100mila euro, non ha spaventato i soci di Solidaunia che, grazie ai fondi del 5 per mille e alle generose donazioni di parrocchie e singoli cittadini, sono riusciti nell’intento. Oltre alla costruzione, l’ente ha finanziato la formazione di circa 100 matronas (ostetriche locali) e agenti di salute. La volontà è infatti quella di fornire le adeguate conoscenze sanitarie a personale locale così che possano operare in autonomia.

UN SOGNO (E SEI NUOVE NASCITE). “Il taglio del nastro costituisce un sogno che si avvera – ha commentato la presidentessa di Solidaunia, Anna Tappi – ma rappresenta anche una promessa di impegno da parte nostra affinché la maternità riesca ad operare con continuità. Occorrerà anche conquistare la fiducia delle mamme del posto abituate per tradizione a partorire da sole senza alcuna assistenza”. Soddisfatto anche il ginecologo foggiano, Tonio Scopelliti, socio di Solidaunia, che insieme a Rosario Magaldi, direttore del reparto Neonatologia e Terapia Intensiva Neonata dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Foggia, e all’ostetrica Milena Picca, per tre mesi ha vissuto a Bigene per collaudare la strumentazione e dare avvio al punto nascita, periodo durante il quale sono stati sei i bimbi nati con assistenza: “Sarà importante ora sostenere questa struttura – ha ricordato Scopelliti -, il governo della Guinea Bissau non riesce a garantire gli stipendi agli operatori sanitari per cui dovremo occuparci di coprire le spese del personale locale (2 ostetriche e 2 infermiere, ndr) oltre a quelle per il materiale sanitario”. Si tratta di un importo di circa 20mila euro annuali per i quali il medico missionario si rivolge ai foggiani: “Faccio appello a tutti perché anche una piccola donazione diventa preziosa per garantire un presidio sanitario fondamentale in una zona così povera”.

IL RAPPORTO CON FOGGIA. Un ponte, quello tra Foggia e Bigene, che si rafforza ulteriormente da quando nel 2005 Solidaunia ha iniziato a sostenere la missione delle Suore Oblate del Sacro Cuore di Gesù. La scelta del luogo in cui è sorto il punto nascita non è infatti casuale. Lì ha operato per tanti anni la suora originaria di Deliceto, Rosa Bonuomo e la Diocesi di Foggia ha stabilito un gemellaggio con quella di Bissau. Attualmente nella missione di Bigene vive il sacerdote foggiano Marco Camiletti.

Questa notizia puoi leggerla direttamente sul tuo Messenger di Facebook. Ecco come

Tags: FoggiaGuinea BissauSolidaunia
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Comments 2

  1. Giustizia e legalità says:
    8 anni ago

    Per l’infaticabile medico Rosario Magaldi, è stato quindi come un ritorno agli inizi : da lì partì la sua attività medica, qualche decennio fa, lì conobbe la moglie e forse nacque anche il primo figlio, e lì è ora ritornato, da pensionato, per realizzare questo ” punto nascite ” e formare professionalmente le matronas…! Un bravo di cuore, quindi, a lui ed a tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione di questo intervento : il sostegno non vi mancherà mai, andate avanti.

    Rispondi
  2. Rincalzo says:
    8 anni ago

    Onore a voi tutti per l’opera meritoria che state portando avanti con tanta tenacia. Ma credo sarebbe stato giusto anche ricordare chi, con tutte le proprie forze, anche a rischio della propria vita (ammalandosi ben due volte di malaria), ha voluto fortemente portare all’attenzione di noi tutti questo luogo dove un bambino su cinque non arriva ai cinque anni di vita; ha lottato per la realizzazione di pozzi perché non venissero più adoperati i bambini stessi per il trasporto giornaliero di quella che definire fanghiglia è un eufemismo, ha voluto che venissero create scuole per le bambine che invece erano destinate a ben altre terribili sofferenze. Parlo di don Ivo Cavraro (per tutti don Ivone), meglio conosciuto come il ponte tra Puglia e Guinea: le sue foto-ricordo quando di tanto in tanto ritornava a Foggia, le ricordo ancora e, soprattutto, ricordo i brividi che mi salivano dietro la schiena nel vedere quei pargoli, molti dei quali portavano il suo stesso nome, che tutt’intorno rappresentavano in modo veritiero gli scritti del Vangelo secondo Matteo!

    Rispondi

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