Operazione “Mercanti nel Tempio” della Guardia di Finanza di Foggia guidata dal Comandante Provinciale, Francesco Gazzani. 13 le misure cautelari: arresti domiciliari per tre ispettori dell’Ispettorato del lavoro di Foggia – Vincenzo Sabatino, classe ’55 di Foggia, Antonio Schiavone, classe ’58 di Carapelle e Fabio Capacchione, classe ’61 di San Ferdinando di Puglia, tutti in servizio presso “l’Area Vigilanza V Tecnica – Ordinaria”. Ai domiciliari anche i consulenti del lavoro Antonio Tartaglia, nato a San Giovanni Rotondo e residente a Torremaggiore, titolare della “Sicurezza ed impresa Antonio Tartaglia” con sede a Torremaggiore e Graziano Del Duca, classe ’71 di Vieste, geometra. Misura coercitiva personale dell’obbligo di dimora, invece, per il luogotenente dell’Arma dei Carabinieri, Luigi Tannoia, nato a Foggia nel ’64 e responsabile del Nucleo Investigativo Lavoro di Foggia.
Infine, misura interdittiva della sospensione dall’esercizio di un pubblico ufficio e di un pubblico servizio, per sei mesi, nei confronti di ulteriori 7 soggetti: N.R. 66 anni, M.F. 58 anni, M.C. 40 anni, A.C. 50 anni, M.D.I. 53 anni, A.M.P.S. 43 anni e V.M. 59 anni.
Il mercimonio e i favori
Perchè “Mercanti nel Tempio”? In quanto i finanzieri hanno svelato un vero e proprio mercimonio che ha condizionato un’istituzione pubblica come l’Ispettorato del Lavoro. Tra i reati c’è anche la corruzione, l’appropriazione indebita e più in generale reati contro pubblica amministrazione, patrimonio e fede pubblica. Uno dei consulenti del lavoro ha persino compulsato alti funzionari della Marina Militare (sui quali le posizioni sono al vaglio ma non risultano indagati) per far superare il concorso VFP-4 per l’ingresso in Marina del figlio di uno degli ispettori arrestati. In cambio l’ispettore avrebbe chiuso un occhio sulle irregolarità relative alla sicurezza sui posti di lavoro e sull’assunzione di lavoratori in nero. “L’ispettore si prestava al condizionamento e il consulente, forte dei suoi agganci in Marina, si interessava al superamento del concorso del figlio dell’ispettore”, hanno spiegato i finanzieri in conferenza stampa. In altri casi, i “favori” venivano ricambiati col cibo: vino e mozzarelle in particolare modo.
Focus su otto attività ispettive
L’operazione di oggi ha colpito imprese edili, agricole e altre specializzate nel commercio di alimenti e bevande. Territori interessati soprattutto Vieste, Torremaggiore, Serracapriola e San Ferdinando di Puglia con al centro sempre il ruolo degli ispettori dell’Ispettorato di Foggia che compulsati dai consulenti hanno “accomodato” in senso favorevole agli imprenditori ispezionati gli esiti di otto attività ispettive in materia di lavoro condotte dall’Ispettorato tra il 2016 e il 2017 nei confronti di altrettanti soggetti economici operanti nel Foggiano. Come emerso dalle attività tecniche, gli ispettori, traendone vantaggi personali o arrecandone indebitamente a terzi, hanno falsificato le risultanze ispettive e violato l’obbligo di comunicare all’Autorità Giudiziaria le notizie di reato accertate omettendo di irrogare le sanzioni pecuniarie previste o rifilandone di più blande.
I punti della patente “salvati” alla figlia dell’ispettore
In relazione al riscontrato “accomodamento” di attività ispettiva eseguita nei confronti di un’impresa edile di Serracapriola è stato inoltre accertato che due agenti della Polizia Locale di Torremaggiore hanno annullato la sanzione accessoria della “decurtazione dei punti dalla patente” irrogata nei confronti della figlia di uno degli ispettori posti ai domiciliari e responsabile di una delle attività ispettive “pilotate” così rendendosi responsabili del reato di abuso di ufficio.
Medici del lavoro furbetti
Coinvolti, durante le attività ispettive anche tre medici del lavoro in ordine al rilascio di certificazioni sanitarie false, tutti interdetti per sei mesi dall’esercizio.
“Viaggetti con l’auto di servizio”
Gli ispettori, inoltre, attraverso la produzione di documentazione risultata ideologicamente falsa, hanno indebitamente percepito dall’Amministrazione di appartenenza rimborsi per l’impiego in servizio del proprio mezzo di trasporto. È stato accertato che gli automezzi nella disponibilità degli ispettori, nelle giornate per cui era stata avanzata richiesta di rimborso, erano stati di fatto impiegati da persone diverse in attività di natura privata o avevano percorso itinerari del tutto incompatibili con quelli inerenti l’attività ispettiva.
Praticamente, vicende di ordinaria amministrazione, per il classico modus operandi di chi ricopre certi incarichi, ed è ben consapevole di avere in mano il potere di decidere se irrogare o meno sanzioni ! A quando tutto il resto del marciume, in settori simili ?
Singolare coincidenza, vuole che questa notte, anche in Sicilia credo, sia stata portata a termine analoga operazione, riguardante analoghi uffici, a conferma, ove ce ne fosse bisogno, della diffusione geografica del fenomeno, legato più alle funzioni che ai luoghi. Per fortuna, noi abbiamo però un copyright difficilmente mutuabile altrove, che prima o poi sarà anche esso scoperchiato : indennità di disoccupazione, premi parto ed allattamento, ” rimborsi a mezzo 730 “….., concessi a chi non ha mai lavorato, se non sulle ” carte “, abilmente predisposte da compiacenti consulenti, e spesso inviate da internet point….! Qualche decina di milioni di euro all’anno, elargiti solo nella nostra provincia, con questa forma di ” finanza creativa “, davvero originale, che a quanto sento in giro prosegue tranquilla !