“Faccio politica, non sono un mercenario”. Si giustifica così a l’Immediato, il campione di consensi e primo degli eletti del Comune di Foggia, Luigi Buonarota, per il suo voto positivo, insieme al civico Paolo Citro, all’emendamento sulla Fiera di Foggia oggi in aula. Nessun ammiccamento però alla maggioranza Landella. Buonarota resta saldo nel centrosinistra, da oltre un anno e mezzo ingrossa le fila del Partito democratico. E lo ribadisce con forza.
Perché il partito non ha votato come lei? “Il capogruppo Marasco era andato via, De Pellegrino ha preferito astenersi. È stato Raimondo Ursitti, cui mi lega una profonda amicizia, a chiedermi di votare. Non condivido nulla dell’attuale amministrazione, ma sarebbe stato tafazziano non approvare quell’emendamento, parliamo della Fiera, se amiamo la città non possiamo continuare a vederla mortificata così come si è stato per la recente Fiera Internazionale dell’Agricoltura. La mia forza è sempre stata la gente e non posso tradirla con trasformismi. Non entrerò mai nella maggioranza Landella”.
Ritiene di poter appoggiare nuovamente Leo Di Gioia se si ricandiderà al Comune di Foggia? Alcuni grandi elettori che ispirarono la lista Lavoro&Libertà nella quale fu eletto nel 2014 sono già al lavoro. “Vedremo, se ne discuterà. Ogni dibattito ora è prematuro, di fronte ai tanti problemi della politica nazionale”, la secca risposta di Buonarota.

Con l’occasione dei lavori di riammodernamento, cerchiamo anche di fare superare, con adeguata campagna pubblicitaria all’inaugurazione, il ” nome ” con cui la piazza è nota !
La storia si ripete : continuano ad apparire da soli, in calce, commenti datati, relativi a tutte altre vicende, cui credo il sito dovrebbe porre rimedio. Allora, con l’occasione, diciamo pur qualcosa di Buonarota : mi sarei davvero stupito, se l’indiscrezione fosse stata vera, avendolo incontrato per caso, qualche mattina fa, innanzi al bar Atzori, mentre dialogava con l’inconfondibile Elena Gentile ! Ciò, ovviamente, nulla toglie alla scelta del voto odierno, da me personalmente non condivisibile, pur se con l’apparente giustificazione della Fiera e della richiesta di Ursitti, e che io proprio non definirei ” tafazziana “, a voler essere consequenziali con le manifestazioni recenti di possibile ritorno della parola ai cittadini, o no ?
Hai ragione: questa cosa che i commenti si mescolano sotto gli articoli è davvero tediante. Anche se, ad onor del vero, c’è da dire che ritornare indietro a volte non è così male: magari oggi si assapora di più quelli che erano i momenti passati e che sembrava potessero essere così scontati. Ma si sa: anche un buon vino pluripremiato, se custodito male, può diventare aceto. Per tornare a Buonarota, condivido quanto da te espresso in merito alla scelta di voto “così poco tafazziana”.