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Home » M5S-Lega, accordo al Pirellone. Reazioni a livello locale: a Foggia le parti restano distanti

M5S-Lega, accordo al Pirellone. Reazioni a livello locale: a Foggia le parti restano distanti

Di Antonella Soccio
13 Maggio 2018
in Politica
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Il contratto per il governo del cambiamento M5S-Lega dopo l’incontro al Pirellone di ieri sta prendendo forma, con Interni e Giustizia ai salviniani ed Esteri ed Economia ai pentastellati. Sui territori l’impressione è che la classe politica locale leghista e 5Stelle sia meno pronta dei propri elettori ad accogliere con entusiasmo il governo del fronte populista gialloverde, ove per populismo, secondo la definizione fornita da Marc Lazar in “Popolocrazia”, si intende l’antagonismo irriducibile del popolo contro le élite, la sovranità popolare con una costituzione forte dell’identità nazionale, l’estrinsecazione di una “thin ideology” e la centralità del leader.

Tra i gialli

Tanti meridionalisti, che sono stati grillini convinti, grazie alla loro mozione in Puglia per l’istituzione della Giornata della memoria per le vittime meridionali dell’Unità d’Italia, sono molto delusi. “Salvini vorrà portare al suo Nord l’abbattimento delle tasse o il reddito di cittadinanza (di cui già non si sente più parlare) per quei fannulloni sfaticati dei terroni (mentre francesi, tedeschi e tutti gli altri europei ce l’hanno)? La politica spogliata di ogni senso morale è l’autostrada del fascismo. E noi ne stiamo osservando la rinascita 2.0”, ha scritto l’intellettuale Pino Aprile.

“Come spiegare agli italiani del Sud, dove il M5s ha fatto il pieno di voti, che si va al governo con chi li ha attaccati per decenni, per poi cancellare la parola “Nord” dal simbolo?”, la domanda del viestano Michele Eugenio Di Carlo. I tanti che da sinistra, soprattutto nel mondo della scuola anche in Capitanata, hanno votato per il M5S si sono come annichiliti.

In provincia di Foggia il M5S appare ancora dilaniato da fazioni interne, come dimostra il caso di Bovino, benché tutti i parlamentari, fatta eccezione per Michele Bordo e Annaelsa Tartaglione, siano del Movimento. Cittadini, organizzazioni, amministrazioni a loro dovranno riferirsi per la interlocuzione col governo.

Gran parte dei portavoce, almeno quelli usciti vittoriosi dai collegi uninominali, sono stati selezionati da Di Maio nella società civile, in parte pescati da piccoli “potentati notabiliari locali”, come la giuslavorista sanseverese Carla Giuliano, legata da una parentela larga all’ex parlamentare azzurro Vittorio Mundi, o il professore universitario Nunzio Angiola.  

Ci sono argomenti spinosi come l’Ilva di Taranto che vedono Lega e M5S contrapposti. Altri però almeno nel popolo sono comuni: sicurezza, migranti, pensioni, Europa.

“Il popolo ha votato il M5S credendo che era il M5S di una volta, non avendo alternative ha votato per mandare a quel paese i vecchi partiti, il nostro era un voto contro la casta, ma ormai il Blog delle Stelle è inserito perfettamente nel sistema: è europeista, ha le clientele e le raccomandazioni, ha tutto il peggio dei partiti. La gente è stata truffata: il M5S è come la Dc. Con Rousseau non si vota più niente. Questo è il grande inganno di questa nuova ventata partitocratica, perciò molti di noi sono stati filtrati, perché servivano tutti yesman. Nei gruppi parlamentari fanno solo moine e folklore”, spiega a l’Immediato un attivista riottoso della prima ora come Luigi La Riccia, che ha subito il filtro di qualità dello staff alle Parlamentarie.

Tra i blu-verdi

Escludono ogni possibilità di accordo a livello locale i leghisti di Foggia, Silvano Contini, Gianfranco Fariello e il consigliere comunale e provinciale Joseph Splendido, che alle Politiche ha ottenuto 35mila consensi, come capolista della Lega, nonostante il vulnus foggiano della candidatura di Michaela Di Donna nel collegio Foggia-Gargano.

I pentastellati rispetto ai leghisti in provincia di Foggia, per la loro rappresentanza in Regione, sono già più accettati e inseriti nel sistema. Dalle organizzazioni agricole alle istituzioni con la commissione legalitaria regionale affidata a Rosa Barone. Tuttavia la Lega al momento dialoga col centrodestra per il futuro amministrativo foggiano. Quasi ovunque in Puglia alle elezioni del prossimo 10 giugno la Lega del neosegretario Andrea Caroppo va da sola, cosa che, secondo indiscrezioni, ha fatto incuriosire i civici di Leo Di Gioia, i quali hanno tentato di lanciare un primo amo per sondare le possibili alleanze per Foggia 2019, dove l’assessore regionale all’Agricoltura potrebbe giocare una carta da protagonista.

Intanto Silvano Contini replica alle accuse di Saverio Siorini, rilasciate al nostro giornale web. “Se avessi avuto le somme di cui parla Siorini, avrei fatto come il tesoriere Belsito e me ne sarei partito in vacanza. Siorini ha detto una serie di inesattezze. Dà i numeri, lui è stato il segretario cittadino di se stesso. Sono stato segretario di NcS dall’ottobre 2015 fino al 2018, non sono congelato, mentre Siorini è stato espulso per le sue dichiarazioni sessiste, anche se non ha mai riconosciuto il ruolo di Sasso”.

Le tessere in provincia di Foggia nel 2016 erano solo 80. “Eravamo pochi pionieri, nel 2017 sono diventate 257. Foggia ha prodotto più tesserati di tutta la Puglia. Non avevamo una sede, la mia sede erano i bar. Poi con l’arrivo di Splendido abbiamo avuto l’appartamento di Piazza del Lago. Gazebo, volantinaggio, in quegli anni ci ho rimesso. Feci un pullman per Napoli, nel quale per il timore degli attacchi dei centri sociali vennero solo 19 persone su 54, ci ho rimesso 300 euro”.

Tags: FoggiaLegaM5SPirellone
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