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Home » ATAF, il caso dei mezzi obsoleti. “Autobus pericolosi per noi autisti e per l’utenza”

ATAF, il caso dei mezzi obsoleti. “Autobus pericolosi per noi autisti e per l’utenza”

Di Redazione
15 Maggio 2018
in Amministrativa
1
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Non solo parcometri e difficile gestione del circolante metallico da parte di Protect o preoccupazione sul possibile affidamento di 20 corse extraurbane ad una delle imprese private di Cotrap, impazza in Ataf, l’azienda di trasporto pubblico locale foggiano, la diatriba sul concorso interno per sostituire la dottoressa Felicetta Rubino, capo dell’ufficio contabilità della sede di Via Motta della Regina, in quiescenza dal primo aprile.

Come se non bastasse giunge a l’Immediato una lettera cartacea da parte di alcuni lavoratori dell’Ataf, che elencano una serie di disservizi e di reali difficoltà alla guida delle circolari e in azienda.

Eccone il contenuto.

“Siamo alcuni lavoratori dell’azienda di trasporto pubblico locale Ataf. L’azienda da anni verte in un degrado relativo al parco macchine che ha permesso la perdita di chilometri da effettuare. Gli autobus, ormai obsoleti, sono diventati pericolosi sia per noi autisti sia per l’utenza. Ci sono problemi meccanici che non si riescono ad arginare, legati ai freni non perfettamente funzionanti, agli impianti di riscaldamento e condizionamento che portano ad una vera e propria asfissia d’estate all’era glaciale in inverno, al malfunzionamento delle spie del quadro elettrico e del quadro motore, ad un insopportabile rumore dovuto sia al manto stradale dissestato ma soprattutto al mezzo di trasporto, che non essendo nuovo, ha cedimenti che comportano rumorosità elevata, cigolii etc andando a “deficere” l’udito del lavoratore”, scrivono con grande pathos.

E continuano, non senza acre ironia: “Inoltre non bisogna sottovalutare l’odore repellente di gasolio che pervade più della metà degli autobus e in molti casi, essendo i mezzi sprovvisti di finestrini apribili, non è possibile arieggiare, diventando così una trappola per topi (citando la stessa Agatha Christie). Stessa cosa dicasi della mancanza totale di sicurezza all’interno del tunnel di rimessaggio dove non c’è un adeguato impianto di aspirazione. Last but non least, le officine sono insicure: fredde d’inverno (tant’è che i lavoratori sono costretti ad accendere il fuoco nei secchi, con metodi rudimentali dell’era paleolitica) e caldissime in estate (fornaci quotidiane). Tutto questo è fonte d’insoddisfazione da parte del lavoratore ma soprattutto controproducente per la nostra salute e per l’incolumità degli utenti. Purtroppo come lavoratori non ci sentiamo tutelati e siamo costretti ad esternare le nostre rimostranze nell’anonimato per la paura di futuri provvedimenti disciplinari”.

Tags: AtafFoggia
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Comments 1

  1. Giustizia e legalità says:
    8 anni ago

    Certo, con 650 mila euro ( solo ? ) in più nelle casse dell’Ataf, forse si potevano dare un po di quegli arretrati dovuti ai dipendenti, e forse anche riparare qualche mezzo, evitando che con l’odore del gasolio ” diventi una trappola per topi “, come qui dicono gli autisti stessi. Se non erro, il contratto Ataf-Protect dovrebbe risalire al 2016 ( amministrazione attuale ? ) : come mai, allora, il caso è venuto a galla già da giorni, e perdura l’assordante silenzio dell’amministrazione comunale, del precedente Presidente Ataf, dei consiglieri di amministrazione e dello stesso sindaco, che tra l’altro ha tenuto per se la delega alle partecipate ? E, come mai, un appalto con cui si delegava il servizio di raccolta di oltre 2 milioni di euro all’anno, con una tempistica massima per riversarli, dallo svuotamento delle macchinette, di 3 giorni, aveva previsto una polizza fideiussoria a garanzia al di sotto dei 20 mila euro ? Da quanto tempo, i soldi non venivano girati all’Ataf, per accumulare un simile importo ? Credo che, dalle risposte, ove vi fossero, comprenderemmo molto di più, o no ?

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