Assente il sindaco di Foggia Franco Landella, rappresentato dalla sua assessora alla Cultura Anna Paola Giuliani, sanseverese, così come tutti i sindaci del resto della Pentapoli dauna, benché il Reparto Prevenzione Crimine Puglia Settentrionale sia a servizio di tutto il territorio e non soltanto della città dei campanili e delle comunità limitrofe.
Quella di oggi è apparsa plasticamente come una grande vittoria del primo cittadino di San Severo, l’avvocato Francesco Miglio (in alto col vicesindaco, Francesco Sderlenga), che in questi anni di attacchi mafiosi e criminali è stato capace di concentrare le attenzioni governative sulla fenomeno malavitoso che stava annientando la città da lui amministrata.
Correva l’anno 2015 quando i 4 consiglieri di opposizione, Dino Marino, Giuseppe Manzaro, Rosa Caposiena e Francesco Stefanetti, invitarono le forze politiche, i sindacati i movimenti e i cittadini ad un dibattito sulla sicurezza a San Severo nell’auditorium del Teatro Verdi.
Un tema diventato via via più pressante all’aumentare delle rapine e dei furti e che culminò con lo sciopero della fame del sindaco Miglio e la sua esposizione mediatica nel febbraio del 2017 e la successiva manifestazione di piazza pro legalità. Fino alla strage del 9 agosto, che ha accelerato la presa di posizione del Ministro Marco Minniti e di tutte le istituzioni.
Oggi dopo questi risultati, nonostante il flop del civismo pugliese il 4 marzo e la cocente sconfitta nel collegio uninominale camerale del candidato del centrosinistra Rosario Cusmai, Miglio è ancora l’uomo da battere per quanti ambiscono alla poltrona di Palazzo Celestini, tanto più ora che ha ritrovato anche il maggiorente Pd Dino Marino, che ha votato il bilancio in aula.

Miglio si rilancia?
All’ex consigliere regionale, in compagnia della segretaria provinciale del Pd Lia Azzarone e di Tommaso Pasqua, abbiamo rivolto qualche domanda. Il Reparto anticrimine rilancerà politicamente la figura di Francesco Miglio per le amministrative del 2019, sempre più avversato ufficiosamente dal suo grande mentore Cecchino Damone?
“Mi pare che sia ancora presto per poter dire se Miglio sarà il candidato giusto per il secondo mandato – la sua risposta -. Quella di oggi è una bella iniziativa, è un segnale forte che il Governo abbia riconosciuto in San Severo la sede di questa caserma speciale anticrimine ed è anche un successo per l’amministrazione. Dopodiché se si rilancia Miglio o non si rilancia non lo so, non è che deve andare in orbita, però diciamo che potrà essere uno degli attori. È ancora presto. La situazione qui è talmente difficile ma non perché abbia lavorato bene o male, anzi, tra le amministrazioni della Capitanata questa è quella che sta meglio di tutte. Però è chiaro che per le prossime elezioni non è facile prevedere lo scenario: la situazione politica cambia giorno dopo giorno. Oggi i Cinque Stelle sono la stragrande maggioranza dell’elettorato a San Severo e in provincia, tra un anno chissà”.
È ironica invece l’oppositrice numero uno di Francesco Miglio in consiglio, l’azzurra Rosa Caposiena, che tanti danno come candidata del centrodestra unito in lizza con Leo Lallo. “Io sono felice se lo ricandidano, perché chiunque contro di lui vincerebbe al ballottaggio. Un anno fa era disperato per le tante rapine e ha avuto coraggio con il gesto estremo dello sciopero della fame, su questo tema non ci sono mai stati schieramenti. Certo è che la battaglia per la legalità ha nascosto tutte le sue inadempienze di questi 4 anni”, rileva la rossa pasionaria di Forza Italia, candidata nel listino plurinominale camerale alle scorse Politiche.
Le battaglie ambientaliste contro il sindaco”vicino” ai grossi investitori energetici
Ad infiammare il dibattito politico sanseverese delle ultime settimane, dopo la grande polemica per l’impianto di biocompostaggio nel sito della ex Safab, è sopraggiunto il mega parco solare che la 3SP srl del gruppo Alpiq, la holding della En Plus, vuole realizzare nei terreni adiacenti alla centrale, che non produce più l’energia di un tempo e realizza scarsi profitti, a circa 8 km dal centro di San Severo. È sui temi ambientali ed energetici che Miglio potrebbe avere le più grosse grane.
Il Progetto agro-energetico “San Severo” della 3SP srl della Alpiq Italia (main sponsor tra le altre cose del concerto di Gigi D’Alessio a San Severo), con un suo studio di impatto ambientale, redatto da Paolo Picozzi, concerne 102 ettari di suolo agricolo, attualmente coltivati a seminativo, che dovrebbero essere ricoperti di pannelli solari, tecnicamente degli specchi che inseguono la radiazione solare e la concentrano sul ricevitore solare.
L’impianto solare termodinamico a concentrazione è pari ad 83 MWt con una energia elettrica di 10 MWe e il progetto di sviluppo agricolo prevede la coltivazione e la lavorazione in sito di erbe officinali, per la produzione di erbe essiccate ed olio essenziale attraverso un progetto agricolo coordinato col DA.Re. Puglia. Ovviamente la società promette di creare nuovi posti di lavoro nel settore della trasformazione e commercializzazione dei prodotti connessi con la produzione di erbe officinali, uniche a sopportare il calore che si irradierà dagli speciali pannelli.
3.817 specchi che riflettono la radiazione solare incidente su un ricevitore; una torre solare, alta circa 125 m, sulla cui sommità è collocato il ricevitore solare, chetrasferisce il calore della radiazione solare concentrata dagli eliostati al fluido termovettore e un sistema di accumulo termico, dove parte del potenza termica solare può essere- accumulata per essere utilizzata per la produzione elettrica nei momenti di bassa radiazione solare. Così si presenterà il sito, che nel Pug di San Severo è classificato come un terreno agricolo di alto pregio.

Il progetto sarà sottoposto a procedura di Autorizzazione Unica presso la regione Puglia. Contestualmente all’avvio della procedura di Autorizzazione Unica il progetto sarà sottoposto a procedura volontaria di VIA di competenza statale. Per sue caratteristiche la tipologia di progetto rientra nelle categorie “Progetti sottoposti alla verifica di assoggettabilità di competenza statale”.
Ebbene, come hanno rilevato Caposiena ed alcune associazioni ambientaliste, il Comune in queste settimane non ha manifestato il suo dissenso per un parco solare di dimensioni degne di quelli realizzati nel Nevada e in zone desertiche. I vari funzionari che si sono espressi sul progetto hanno sempre dato parere negativo, ma l’amministrazione è in bilico. “L’impatto è molto forte – spiega Caposiena a l’Immediato – e nessuno ne sapeva niente. Il parco svilupperebbe temperature così alte da compromettere le coltivazioni confinanti e finanche le rotte migratorie faunistiche degli uccelli. L’80% di quel che passa sopra quell’impianto si frigge letteralmente. Dobbiamo capire cosa vuol diventare questa provincia. Come si coniugano esperienze di filiera come quella tra la Zaccagnino e Casillo con queste esperienze? La Capitanata e l’Alto Tavoliere devono essere identificate con le discariche e gli impianti energetici o con i prodotti agricoli Made in Italy? Miglio sembra orientato solo sulla prima opzione”.
