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Home » Epopea Xylella, Di Gioia ripercorre tutte le tappe della “tragedia” degli ulivi del Sud della Puglia

Epopea Xylella, Di Gioia ripercorre tutte le tappe della “tragedia” degli ulivi del Sud della Puglia

Di Antonella Soccio
24 Maggio 2018
in Agricoltura
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La lunga giornata odierna dell’assessore regionale all’Agricoltura Leo Di Gioia sulla Xylella fastidiosa è cominciata con l’incontro della delegazione Anci Puglia sulle modalità attuative del decreto Martina relativo alle misure obbligatorie di contrasto alla batteriosi che ha colpito gli ulivi pugliesi. Dall’incontro è emersa una linea dura da parte della Regione che non transige sull’utilizzo di fitofarmaci. La lista di sostanze è lunga e ogni sindaco e ogni agricoltore potrà decidere quale utilizzare o negare. Nel corso del consiglio regionale monotematico al centro vi è stata soprattutto la sua corposa relazione, lunga ben 17 pagine. Di storia, memo e delucidazioni sui fatti e sui contrasti che hanno provocato l’avanzata della Xylella.

La sottovalutazione

Tutto ebbe inizio nel 2015, con l’Ordinanza di sequestro della Procura di Lecce e i diversi ricorsi pendenti ai Tribunali amministrativi regionali che bloccavano gli svellimenti delle piante rinvenute infette durante la gestione emergenziale. Come risposta alla mancata eradicazione fu attivata una convenzione con ARIF attribuendo all’Agenzia regionale il compito di reclutare personale tecnico al quale affidare il compito di ispezionare il territorio regionale per individuare la presenza di piante infette. In quel frangente furono coinvolti il Dipartimento di Scienze Agro-Ambientale, Chimica e Difesa Vegetale, Sezione Patologia Vegetale – Università degli studi di Foggia, per le analisi ELISA  con una capacità massima giornaliera di lavorazione di 500 campioni e il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche e Ambientali, Laboratorio di Fisiologia Vegetale dell’Università del Salento, che lavorò lo stesso numero di casi.

Un primo monitoraggio durò dal settembre 2016 al marzo 2017, nella zona cuscinetto e nella zona di contenimento. Un secondo monitoraggio con la stessa metodologia e nelle stesse aree è stato effettuato nel periodo da luglio 2017 ad aprile 2018. Si sono susseguiti vari incontri, a Bruxelles e in Puglia. Al termine della propria visita, gli ispettori della Commissione Europea rilevavano che tra Agosto e Novembre 2016 la Regione Puglia aveva effettivamente raggiunto i significativi progressi nell’implementazione della decisione 789/2015 informalmente comunicati il mese precedente. In particolare, veniva commentato molto positivamente l’attività di monitoraggio e il tempestivo abbattimento dell’unico focolaio rinvenuto nella zona cuscinetto (il famoso olivo della stazione di servizio di Ostuni). Nel verbale di chiusura, si proponevano, comunque, alcune raccomandazioni per prevenire l’ulteriore diffusione della malattia, ha riferito in aula l’assessore Di Gioia.

L’intervento di Leo Di Gioia

Il non paper

Ottenuta la conferma delle attività correttamente svolte, il 1 febbraio 2017 la Regione Puglia presentava alla Commissione Europea, attraverso la rappresentanza italiana, il proprio non paper, che condusse il consiglio regionale il 29 marzo 2017 ad approvare la legge 4 concernente “Gestione della batteriosi da Xylella fastidiosa nel territorio della regione Puglia” in cui si ribadivano le misure fitosanitarie per prevenire e contenere la diffusione dell’organismo nocivo e veniva sancita la strategia della Regione Puglia ai fini di tutelare il paesaggio, l’ambiente, la salute, l’identità e l’economia delle aree colpite.

Il batterio vola e avanza

L’assessore ha ricostruito i fatti con estrema puntigliosità: “Nella primavera del 2017 il processo di svellimento degli alberi identificati infetti ha subito rallentamenti il che ha determinato il riavvio della procedura di messa in mora da parte della Commissione. Per far fronte a questa nuova criticità, il 24 maggio 2017 si è tenuta presso la presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Politiche Europee – Struttura di Missione per le Procedure di Infrazione una riunione tesa a verificare la natura dei problemi incontrati dalla Regione nella gestione degli svellimenti. La relazione presentata dalla Regione Puglia descriveva l’iter procedurale osservato con evidenza della tempistica prevista per le operazioni di abbattimento che vanno effettuate entro il termine di 20 giorni dalla notifica dell’atto di prescrizione. In particolare, i tempi trascorsi dall’individuazione dell’albero infetto al suo effettivo svellimento venivano ad essere dilatati di mesi per ulteriori ricorsi ai tribunali amministrativi, per i tempi necessari ad individuare i proprietari ed i relativi indirizzi, per i tempi necessari alla notifica degli atti e perché gli stessi dovevano tener conto di una procedura complessa tesa a garantirsi da potenziali opposizioni al procedimento in virtù della garanzie offerta al privato in materia di partecipazione al processo amministrativo. In quella sede, la Regione Puglia chiedeva al Governo nazionale di farsi portatore di un’istanza di modifica delle norme in essere per consentire la prevalenza delle norme fitosanitarie di quarantena rispetto ad altre leggi”.

La non osservanza

Si arriva drammaticamente all’oggi. “Nell’autunno del 2017 si definisce un nuovo profilo di criticità nell’esecuzione degli abbattimenti- ha ammesso Di Gioia- Da una parte con la sentenza del TAR Lazio del 30 novembre 2017, a seguito di ricorsi di privati destinatari di prescrizione di espianto, veniva riconosciuto il carattere imperativo dell’obbligo di procedere “immediatamente” alla rimozione, senza obbligo di avviso dell’avvio del procedimento e senza la necessità di un previo contraddittorio. Dall’altra, si individuano nuovi alberi infetti che insistono su aree soggette a vincoli di diversa natura di ordine nazionale e regionale. A tale proposito viene convocata una nuova riunione di tutti i soggetti coinvolti a vario titolo nella procedura di infrazione presso il Dipartimento per le politiche europee (DPE) per il giorno 6 dicembre 2017. Nella riunione si dà atto del fatto che la Regione sta adottando una legge regionale, che consentirà di superare il problema disponendo la “deroga” alle disposizioni normative e regolamentari regionali vigenti in materia di vincoli, dando la possibilità di eseguire le misure fitosanitarie obbligatorie. Restava tuttavia il “vulnus” nella normativa fitosanitaria che coglieva impreparata la Regione esponendola a potenziali contenziosi”.

Seguono altri passaggi normativi, fino ai dati choc: oltre 2.000 alberi infetti sono stai comunicati dai laboratori nel mese di febbraio 2018, con la terribile avanzata della zona cuscinetto. In aprile il Presidente Emiliano ha scritto al Presidente Gentiloni per chiedere con forza un provvedimento normativo che consenta di poter fronteggiare una situazione di emergenza nazionale grave come quella causata dalla Xylella f. agevolando l’applicazione immediata delle misure fitosanitarie in deroga a eventuali vincoli territoriali.

Le ultime vicende sono ormai cosa nota. Il 16 maggio 2018 viene annunciato il deferimento di fronte alla Corte di Giustizia europea della Repubblica italiana per non essere intervenuta in modo efficace per arrestare la diffusione della Xylella fastidiosa in Puglia.

L’assessore ha rivendicato con forza quanto messo in campo dal Governo Emiliano. “La Regione Puglia ha gestito la batteriosi programmando o realizzando un PIANO DI AZIONE con misure fitosanitarie, monitoraggio, estirpazioni ed Indennizzi per le estirpazioni e ALTRI INTERVENTI NELLE AREE INFETTE, come quelli del  PSR a supporto delle aziende colpite, interventi per la calamità, agevolazioni per l’annullamento dei mutui e per la ricerca”.

Ha elencato i numeri del monitoraggio. “Per rendere l’idea, sono stati ispezionati nel complessivo 313.719maglie di territorio delle dimensioni di un ettaro ovvero un territorio di 3.137 kmq più ulteriori 8.000 celle a maglia più larga nell’area indenne. Per avere un’idea, è stato monitorato in maniera certosina quasi un sesto del territorio regionale. In queste aree, battute palmo a palmo, abbiamo prelevato 357.541 campioni di piante e trovato 5.020 piante infette, di cui 20 in zona cuscinetto, 4.318 in zona contenimento, 682 in zona infette e nessuna in zona indenne”.

Sono stati erogati 188 euro/pianta estirpata in impianti con densità maggiore di 200 piante/Ha, 221,00 euro/pianta in impianti con densità compresa tra 101 e 200 piante/Ha; 261,00 euro/pianta in impianti con densità uguale o minore di 100 piante/Ha. La Regione Puglia ha dovuto compensare anche le piante estirpate nel periodo di commissariato. In totale sono state indennizzate piante per 350.739,00 Euro e impegnate risorse per 212.699,00 Euro.

Nel 2014 sono state sradicate 104 piante e poi a seguire 1597 nel 2015, 195 nel 2016, 879 nel 2017 e già 222 nel 2018 per un totale di 2575 ulivi divelti. “Nel 2018 sono stati notificati 81 provvedimenti ingiuntivi di abbattimento per i focolai della zona cuscinetto. Per la zona di contenimento, al 21 maggio 2018 sono stati notificati 144 provvedimenti ingiuntivi di abbattimento per 462 piante totali da abbattere. Sono in corso di notifica altri 102 provvedimenti ingiuntivi di abbattimento per 570 piante totali da abbattere. Sono, invece, in corso di definizione i decreti ingiuntivi per gli oliveti ricadenti nel comune di Oria”, ha concluso l’assessore. Che fare dunque?

L’opposizione

Nei giorni scorsi il M5S aveva stilato il suo decalogo anti Xylella. Oggi in consiglio non sono mancati i toni polemici. “Avremmo dovuto eradicare secondo il piano Silletti, all’epoca. Ora non è più possibile farlo perché sono ormai 3 milioni e mezzo gli ulivi uccisi dal batterio. Lo si potrà fare finanziando il reimpianto. Però dobbiamo cominciarlo a farlo ora nella zona che si approssima a Bari per evitare il la distruzione del parco degli ulivi secolari e le eccellenti produzioni olivicoltura al nord della Puglia”, è il commento di Nino Marmo capogruppo di Forza Italia a l’Immediato.  

Per i consiglieri di centrodestra la Regione continua ad essere “colpevolmente in ritardo sulla lotta alla Xylella”. In una mozione scrivono che soltanto nel marzo 2018 sono state disposte ispezioni e verifiche sulle sei specie vulnerabili al batterio nei vivai delle zone indenni. Entro il 2019 dovrà adottare misure attuative al regolamento Ue per armonizzare l’ordinamento. Con il loro atto Nino Marmo, Giandiego Gatta e gli altri consiglieri azzurri e fittiani impegnano l’esecutivo regionale a sopprimere la task force e a procedere all’istituzione di un tavolo tecnico-scientifico permanente sulla Xylella a cui partecipino componenti dell’Osservatorio Fotosanitario, dell’Arif, del Cnr, dell’istituto di Patologia Vegetale dell’Università di Bari, degli ordini professionali e delle associazioni di categoria.

Gli eletti chiedono alla Regione di sollecitare l’Unione Europea per maggiori risorse per l’espianto degli olivi colpiti e per indennizzare gli agricoltori danneggiati dalla fitopatologia. Si chiede di dare l’incarico al direttore del Dipartimento Agricoltura di approfondire tutti gli aspetti economici finanziari che riguardano le imprese agricole sugli investimenti di ristrutturazione aziendale. Marmo suggerisce anche di istituire delle stazioni di quarantena e delle strutture di confinamento sul territorio regionale.

“Che siano disposte tutte quelle misure funzionali (aratura falciatura, uso dei fitofarmaci, controlli e ispezioni) al contenimento della pandemia sia nelle zone infette sia in quelle cuscinetto al fine di salvaguardare l’agricoltura pugliese. La Giunta regionale deve chiedere la convocazione straordinaria, da parte del presidente del Consiglio, della sessione europea della Conferenza Stato-Regioni come previsto dall’articolo 22 della Legge 234/2012 per affrontare le questioni relative alla profilassi da fitopatogeni”.

Tags: Leo Di GioiaMichele EmilianoPugliaXylella
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