C’è una inconsueta calma a Passo Breccioso a Foggia, dove si attendono dalla prossima settimana i 5 tir giornalieri di rifiuti romani, accettati con una delibera di Giunta regionale dall’amministrazione di Michele Emiliano e smistati dall’Ager nei due impianti di biostabilizzazione dell’Amiu Puglia, quello di Foggia appunto e quello di Bari.
Nei prossimi giorni il commissario straordinario Gianfranco Grandaliano incontrerà i vertici di Amiu Puglia per decidere insieme la tariffa da applicare, che, anticipano da Bari, non sarà molto distante da quella già impartita nei due impianti prescelti. A tale prezzo a tonnellata per 150 tonnellate al giorno per 30 giorni dovrà poi aggiungersi il maggior valore del bonus Ispra di 20 euro a tonnellata.
La via che conduce all’impianto di multi selezione e biostabilizzazione, con le colture e le piantine di ortaggi appena piantate, già oggi è lastricata di monnezza triturata, che i camion perdono nel loro viaggio in uscita dal sito, dopo il trattamento meccanico. La strada che l’Amiu aveva realizzato come compensazione per i residenti al costo di 120mila euro circa è già piena di grosse buche.
A pochi metri in linea d’aria le tante discariche abbandonate o in via di ripristino, come quella sequestrata e ricoperta di teli. Nell’aprile scorso il reparto della Regione Puglia riguardante il Ciclo rifiuti e bonifiche ha stanziato un finanziamento per circa 1 milione 137mila 840 euro per la discarica di Passo Breccioso. Tre i tipi di interventi: la pogettazione ed esecuzione di interventi di messa in sicurezza con misure di prevenzione dalla presenza di sorgenti primarie di contaminazione o di sorgenti secondarie di contaminazione, l’esecuzione di piani di caratterizzazione ed elaborazione di analisi di rischio e la messa in sicurezza operativa.
Il sito di Passo Breccioso è fortemente compromesso e inquinato, nonostante siano moltissimi gli imprenditori agricoli che producono ortaggi di pregio. Raffaele De Vita questa mattina piantava il suo orto estivo. Melanzane, peperoni, fagiolini. I suoi terreni confinano con l’impianto: l’olezzo oggi era nauseabondo, rivoli di percolato fuoriuscivano dalle vasche. Per lui a Passo Breccioso tutto è possibile, anche la riapertura della discarica, che tutti chiamano semplicemente “il panettone”. “Il mio piccolo orto è l’ultimo baluardo contro lo strapotere dell’immondizia, come i campesinos sudamericani lottiamo contro le multinazionali, con l’unica cosa che sappiamo fare che è l’agricoltura”.
5 tir al giorno dall’amministrazione Raggi sono pochi o molti per voi? “Sono tantissimi, perché parliamo di uno stabilimento che è già oltre la sua capacità produttiva. 5 tir vogliono dire non poter processare pianamente tutti i rifiuti, infatti vengono soltanto tritati, messi nei camion e portati via. Di biostabilizzazione qui non c’è nulla”.






