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Home » Shock nel carcere di Foggia, agente aggredito a colpi di sgabello. Ora è in ospedale

Shock nel carcere di Foggia, agente aggredito a colpi di sgabello. Ora è in ospedale

Di Redazione
29 Giugno 2018
in Cronaca
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Ennesima aggressione ai danni di un agente di polizia penitenziaria all’interno del carcere di Foggia. Ne dà notizia il Coordinamento sindacale penitenziario. L’episodio si è verificato ieri pomeriggio poco dopo le 15.30, nell’orario riservato ai colloqui. Nel corso di un alterco con gli agenti di polizia penitenziaria, un recluso (un 40enne di Trani), al quale era stata evidenziata l’impossibilità di ricevere la visita di familiari presentatisi senza documento di identità, si è scagliato contro un assistente capo di polizia penitenziaria ferendolo duramente con uno sgabello.

Il poliziotto trasportato agli Ospedali Riuniti di Foggia che è stato giudicato guaribile in 15 giorni, ha riportato traumi contusivi alla mano, ad un ginocchio e alla gamba. Sull’episodio è intervenuto il segretario nazionale del Co.s.p. Domenico Mastrulli che nel dare notizia della manifestazione nazionale indetta dal sindacato autonomo in programma il 3 luglio prossimo a Livorno, in merito alla “cattiva gestione delle carceri e alla  incapacità organizzativa delle direzioni dei penitenziari  di tutelare l’incolumità degli operatori addetti alla sicurezza” chiederà al Ministro Bonafede che la direzione dei Provveditorati regionali venga affidata ai Prefetti”.

La nota del SAPPE (Sindacato autonomo polizia penitenziaria)

Non si arresta la catena delle aggressioni dei detenuti a poliziotti nelle carceri pugliesi, (ne abbiamo contati 13 dall’inizio del mese). Ormai  la prepotenza, l’arroganza, l’insofferenza dei detenuti al rispetto delle norme che regolano la vita all’interno delle carceri diventa sempre più evidente e preoccupante. Questi delinquenti peraltro non si limitano più a compiere i loro gesti all’interno delle sezioni detentive ma vanno oltre,  come accaduto l’altro giorno a Turi ed in data di ieri a Foggia nella sala colloqui, alla presenza di altri detenuti, familiari e bambini.

Infatti nella data di ieri 28 giugno verso le ore 15 un detenuto di circa 40 anni di Trani al richiamo dell’assistente di polizia penitenziaria al rispetto delle norme che regolano i colloqui dei detenuti con i familiari, reagiva aggredendolo e lanciandogli contro uno sgabello. Prontamente intervenivano altri agenti richiamati dalle grida che  soccorrevano il collega accompagnandolo al pronto soccorso con una prognosi di 15 giorni.

Il SAPPE ritiene inaccettabile che nella sala colloqui di un carcere dove ci sono familiari, persone adulte e bambini  possano accadere queste cose. Questo delinquente era da poco giunto a Foggia allontanato da un altre  carceri pugliesi proprio per episodi analoghi. Purtroppo i detenuti diventano sempre più violenti per motivi ben precisi tra cui la cronica carenza di personale di polizia penitenziaria che ha abbassato i livelli di sicurezza  in maniera paurosa, ma soprattutto per l’inerzia  e la superficialità dell’amministrazione penitenziaria che non applica verso questi violenti le prescrizioni previste dalla legge.

Infatti se tale detenuto  ha posto in essere analoghi episodi di violenza, perché non gli vengono sospesi i colloqui? Perché nei confronti di questi facinorosi non vengono poste in essere le misure tese ad annullare tali pericoli, utilizzando quando previsto dalla legge in tali occasioni? Perché questo detenuto nonostante  abbia commesso atti di violenza in altre carceri pugliesi,  lo si premia tenendolo in regione invece di spedirlo  da qualche altra parte?

Diciamo ciò poichè essendo la popolazione detenuta  ristretta nella regione  quasi tutta di origine pugliese è molto più facile ottenere aiuto, rispetto, omertà. In Sardegna o in Calabria per esempio, non crediamo che i detenuti del luogo  apprezzerebbero tali comportamenti che danneggiano il loro percorso, nonché creano difficoltà e paura alle loro famiglie.

Speriamo che l’ex ministro della giustizia Orlando e l’ex capo del DAP Santi Consolo che sono i primi responsabili dello sfascio delle carceri ridotte in una cloaca maleodorante, possano un giorno pagare non solo di fronte agli uomini (infatti li stiamo denunciando), ma anche alla giustizia divina dei gravi danni  fisici e psichici  provocati ai tanti lavoratori penitenziari con i loro provvedimenti  insensati, inaccettabili.

Nei giorni scorsi il SAPPE ha portato nuovamente all’attenzione del Capo del Personale Buffa a Roma la grave situazione organica che si vive in Puglia ove il sovraffollamento  dei detenuti ha superato il 60%, mentre la carenza organica, secondo i loro stessi dati, è di almeno 500 agenti.

Se a Roma non ci ascolteranno sarà un’estate molto calda nelle carceri pugliesi, e questa volta non solo a causa dei detenuti ma anche dei poliziotti penitenziari che porranno in essere iniziative eclatanti e  molto dure nei confronti di Dirigenti incapaci, e superficiali,  bravi solo a percepire decine di migliaia di euro al mese.

Il SAPPE  infine chiede nuovamente che anche ai poliziotti penitenziari, così come alle forze dell’ordine, vengano date in dotazioni gli spray urticanti o le pistole elettriche quale deterrente, e nel contempo difendersi dalle aggressioni che ogni giorno che passa diventano sempre più numerose e violente.

Tags: CarcereCospDomenico MastrulliFoggia
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