Piena assoluzione per Simone Russo, pasticciere incensurato di 44 anni, che il 22 agosto scorso ha ucciso il vicino di casa Vincenzo Longo, 56 anni, in via Cerignola a Foggia. Per i giudici della Corte d’Assise si è trattato di legittima difesa. L’accusa chiedeva, invece, 19 anni di reclusione. La sentenza, giunta nelle scorse ore, ha anche scatenato non pochi nervosismi in tribunale tra i parenti delle persone coinvolte nel fatto di cronaca. La vittima venne freddata con due colpi di pistola calibro 7,65 al torace e al polpaccio, al termine di un litigio avuto proprio con l’indagato, nonché suo parente. Secondo la ricostruzione dell’accaduto pare che i due abbiano avuto un accanito diverbio, l’ennesimo in pochi giorni, a detta di molti, per l’accensione di alcune sterpaglie che circondavano il complesso di case in via Cerignola. Fiamme che avrebbero lambito l’abitazione della vittima e mandato su tutte le furie l’elettricista.
Dopo questa prima discussione, il pasticciere sarebbe rientrato in casa. La vittima lo avrebbe seguito insistentemente, tanto da cercare anche di forzare la porta di ingresso del suo pianterreno con una mazza da golf. A quel punto Simone Russo, terrorizzato dalla veemenza dell’elettricista, avrebbe estratto da un armadio blindato una pistola e fatto fuoco due volte, attraverso la porta di ingresso, infranta proprio dalla vittima. A sua insaputa – secondo la ricostruzione fornita dalla polizia – colpendo Longo al torace e al polpaccio. Due i bossoli calibro 7,65 recuperati sul luogo della tragedia. L’uomo morì sul colpo, inutili i tentativi di rianimarlo da parte dei medici del 118 accorsi sul posto perché allertati dalla moglie di Russo. Nell’occasione gli agenti sequestrarono due pistole: una calibro 6,35 ed una calibro 7,65 (quella utilizzata per uccidere Vincenzo Longo) entrambe legalmente detenute.
