Ambiente, cultura e collettività nel convegno sull’economia circolare organizzato ieri dalla deputata pentastellata manfredoniana Francesca Troiano alla sua uscita prima pubblica strutturata per il territorio. Nonostante la potente bomba d’acqua che ha colpito il Golfo e che ha inondato il Palazzo dei Celestini, i numerosi attivisti del M5S accorsi anche da Foggia e dal Basso Tavoliere dell’emergenza Sia, hanno trovato ricovero in sala consiliare per ascoltare le idee e le politiche del consigliere regionale Antonio Trevisi, della senatrice Patty L’Abbate, dei due eletti di Manfredonia Massimiliano Ritucci e Gianni Fiore, del naturalista Maurizio Marrese e del sindaco di Noicattaro Raimondo Innamorato.
Trevisi non le ha mandate a dire nei confronti del Governatore Michele Emiliano, la legge sull’economia circolare in Regione è stata depositata da 3 anni, ma non riesce ad essere discussa in aula.
“Quello dei rifiuti è un settore in cui non basta la buona politica, ci vuole molto coraggio, si rischia la pelle contro i signori della monnezza, più potenti ormai delle mafie”, ha ammesso.
Il consigliere, che da anni studia l’argomento, ha elencato i nei della Regione Puglia e dell’Ager di Gianfranco Grandaliano, che ancora non riesce a chiudere il ciclo dei rifiuti. 3 impianti mai utilizzati, dei biostabilizzatori che con l’aumento della differenziata si trovano senza più input da trattare. “Abbiamo una Puglia indecente, con le campagne piene di rifiuti”, il commento. Secondo Trevisi per trattare il 40% di frazione umida si deve superare la logica del grosso impianto. I privati siano essi Tersan o Bioecoagrim non possono essere un punto di riferimento per il Comuni pugliesi. Vanno sollecitate politiche per piccoli impianti di compostaggio aerobici da 20mila tonnellate, a cui affiancare le compostiere private, le compostiere di prossimità e quelle di quartiere per piccoli condomini. Con un unico obiettivo: produrre compost di qualità per ammendanti biologici per l’agricoltura.
“Non possiamo immaginare grossi impianti anaerobici per la produzione di biogas, il biodigestato è un rifiuto di bassa qualità che ha bisogno di un secondo trattamento. Il rischio è che siano realizzati impianti speculativi solo per gli incentivi sull’energia e che il rifiuto finisca in discarica. Noi preferiamo gli impianti aerobici”.
I rifiuti sono una risorsa: le lattine hanno un valore di 400 euro a tonnellata, la plastica di 280 euro, Copertino nel Salento incassa ogni anno dal recupero della frazione secca riciclabile 280mila euro all’anno. “La gestione è ancora in mano ai privati, ci sono i signori della monnezza che vogliono continuare a lucrare”, ha ribadito l’eletto regionale salentino.
Con l’Immediato, Trevisi ha affrontato anche il tema della monnezza romana: “C’è qualcuno in Puglia che vuole fare il business con altri rifiuti, gli impianti di biostabilizzazione non stanno più funzionando perché ormai i Comuni differenziano e quindi il rifiuto va nella filiera del riciclo, del riuso, del recupero della materia. I biostabilizzatori in Puglia non ricevono più niente e per questo stanno cercando di far vivere quegli impianti che non servono più e che andrebbero chiusi. Li fanno lavorare ancora con rifiuti di altre regioni: secondo me questo modo di fare è sbagliato, questi impianti non producono risorse, ma altri rifiuti. È un processo che va interrotto. È un doppio costo, i rifiuti dobbiamo cercare di smaltirli in maniera naturale ed ecosostenibile, non troppo lontano dai luoghi in cui vengono prodotti. Il trasporto dei rifiuti inquina, il trasporto deve avvenire nel giro di 20-30 km”. Se il tema dei rifiuti romani dovesse arrivare in Consiglio regionale in autunno il M5S voterebbe contro? “Noi sulla questione dei rifiuti di Roma, almeno personalmente io non sono d’accordo di prendere rifiuti da fuori regione da qualunque parte venga, preferisco che il rifiuto venga smaltito in loco. Per eccezionali motivi d’emergenza ci possono essere motivi d’ordine pubblico, può essere accettato per brevissimi tempi e piccole quantità, si può rompere un impianto e allora è giusta la solidarietà tra regione e regione, ma non può essere un flusso continuativo. Assolutamente no”.
Nel corso del convegno sono arrivate anche altre suggestioni sul rifiuto come risorsa. Ne ha parlato Maurizio Marrese che ha illustrato quale potrebbe essere l’utilizzo delle tante odiate alghe, la cimodocia, che si ammassa sulla battigia e sulle spiagge e di cui Siponto è stracolma quest’anno.
Gli ammassi di fibra indicano un ecosistema in salute. “Il Comune di Manfredonia raccoglie queste piante e le tratta come un rifiuto portandole in discarica, ma questo materiale, che certamente crea malumore tra i bagnanti, potrebbe essere utilizzato secondo le linee guida dell’Ispra. Dobbiamo far nascere il concetto di spiaggia ecologica, una volta ripulite queste piante possono diventare compost o potrebbero essere utilizzate come bio isolante nell’edilizia”, ha rimarcato Marrese.
Nel governo gialloverde, Patty L’Abbate insieme ai colleghi pentastellati sta studiando alcune misure per l’approdo ad una economia circolare. Si parte dalla campagna plastic free fino alla progettazione di beni di eco design a fiscalità premiante e allo stop imballaggi. Misure complesse e dai tempi lunghi, che necessitano di un cambio di mentalità e di consumi.
L’esperienza del sindaco di Noicattaro, un paese di 7mila abitanti, è positiva. Il suo Comune è passato dal 38% al 70% di raccolta differenziata con un bel risparmio sulla Tari. “Gli amministratori del M5S devono imparare ad essere impopolari, noi abbiamo triplicato le sanzioni per chi abbandona i rifiuti in strada e nelle campagne e abbiamo attuato un servizio di telecontrollo con microtelecamere h24”, il suo suggerimento a quanti si apprestano a “prendere” il governo delle città della Pentapoli alle prossime amministrative.




