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Home » Strage SS16, don Ciotti: “Occorre chiedersi in che genere di mondo vogliamo vivere”

Strage SS16, don Ciotti: “Occorre chiedersi in che genere di mondo vogliamo vivere”

Di Redazione
6 Agosto 2018
in Cronaca
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“Oggi, 12 persone morte, tre ferite. Sabato scorso, 4 persone morte, 4 ferite. Tutti migranti impegnati in Puglia nel lavoro dei campi. Non possiamo parlare di fatalità”. Lo dichiara don Luigi Ciotti, presidente di Libera. “Incidenti di questo genere – aggiunge – si ripetono da tempo, da anni, dall’epoca in cui a lavorare nei campi erano soprattutto nostri connazionali. Abbiamo oggi una buona legge sul caporalato, che però deve essere messa in condizione di funzionare. Ma c’è a monte una questione più generale che riguarda il lavoro. Questo sistema sembra aver dimenticato che il lavoro è la base della dignità della persona, e che questa dignità si garantisce con i diritti, con la sicurezza, con la giusta retribuzione. Altrimenti abbiamo lo sfruttamento se non la schiavitù. Di fronte a quelle morti bisogna stare in silenzio, ma poi occorre chiedersi in che genere di mondo vogliamo vivere. Se in quello dove il lavoro è un diritto e un libero contributo al bene comune, o in quello, che sempre più cupamente si annuncia, dove l’essere umano sfrutta il suo prossimo e c’è solo posto per gli egoisti, per gli indifferenti, per i potenti e per i corrotti. Perché se è il primo mondo quello che vogliamo – conclude -, non è più possibile assistere inerti a questo olocausto di vita e di speranza”.

M5S: “Una strage ogni estate”

“16 morti in due giorni, una strage”, così i parlamentari pugliesi del Movimento 5 Stelle commentano le morti dei braccianti agricoli nel foggiano: “Due incidenti stradali gravissimi che hanno coinvolto in entrambi i casi braccianti agricoli extracomunitari che rientravano da una giornata di lavoro sotto il sole passata a raccogliere pomodori nel foggiano. Magari per pochi euro e quasi sicuramente viaggiavano in entrambi i casi in condizioni pietose di sicurezza. Abbiamo fiducia – proseguono i cinquestelle – nel lavoro che svolgeranno la magistratura e le forze dell’ordine ma anche noi del MoVimento 5 Stelle lavoreremo in Parlamento ed in regione Puglia per evitare che possano ripetersi, come ogni estate, queste stragi sulle strade. Non si può morire in questo modo.”

“Il caporalato è un cancro che va estirpato mettendo in campo ogni iniziativa possibile, è una piaga che non può essere combattuta derogando esclusivamente ai controlli delle forze dell’ordine e della magistratura o all’attività legislativa: occorrono misure concrete che intervengano sulla quotidianità e sulla qualità del lavoro di tanti braccianti agricoli, in particolare immigrati, che oggi sono costretti ad accettare le condizioni abominevoli offerte da caporali spregiudicati, mettendo a rischio la propria vita per pochi spiccioli”.

UIL e UILA Puglia: “Intervenire su sistema trasporti”

Franco Busto, Segretario generale della UIL di Puglia e Pietro Buongiorno, Segretario generale UILA Puglia, commentano con una nota congiunta il secondo incidente stradale verifcatosi sulle strade pugliesi, sempre nel Foggiano, a poche ore da quello avvenuto al bivio tra Ascoli Satriano e Castelluccio dei Sauri, che è costato la vita ad altri undici braccianti stranieri.

“Sosteniamo, da tempo, che oltre a garantire ai lavoratori agricoli immigrati alloggi decenti e un sistema di assistenza socio-sanitaria efficiente, sarebbe opportuno, anzi urgente, intervenire sul sistema dei trasporti pubblici, la cui carenza, o addirittura assenza, diventa un punto di forza per le organizzazioni criminali dei caporali, le quali offrono a tanti lavoratori un trasporto alternativo a costo zero. Offrire a tanti lavoratori del settore un trasporto pubblico efficiente, che li metta nelle condizioni di raggiungere il proprio posto di lavoro in tempi certi e a costi ridotti, rappresenterebbe un duro colpo per il caporalato. In tal senso, sarebbe utilissimo mettere in campo una task force che coinvolga le amministrazioni provinciali e comunali, le aziende che gestiscono il trasporto pubblico e quello privato sul territorio regionale, con il fine di creare una rete efficace e funzionale, che sappia sostituirsi all’illegalità dilagante e fermare questa inaccettabile strage di vite umane innocenti”.

“Anziché pensare di trovare un salvacondotto per le aziende che continuano ad operare in nero, mediante il ripristino dei voucher, il Governo deve attuare tutti gli strumenti possibili per sostenere il pieno rispetto dei contratti di lavoro e delle leggi.  Bisogna intensificare i controlli sulle strade, non è pensabile che le foto dei furgoni rubati, carichi di braccianti irregolari, assoldati da caporali a disposizione di aziende compiacenti, facciano il giro del mondo sul web, ma gli stessi furgoni siano invece invisibili ai controlli degli organi preposti, sempre ammesso che i controlli sulle strade siano sufficienti. Mercoledì saremo tutti in piazza per manifestare la nostra vicinanza e il nostro cordoglio ai braccianti che hanno perso la vita e per tentare di scuotere il Governo al ripristino della legalità in questo territorio. Aspettiamo il Ministro Salvini in Puglia, venga a vedere con i suoi occhi la triste realtà. Dobbiamo tutti insieme intervenire urgentemente per salvaguardare la parte sana dell’agroalimentare pugliese e cercare di debellare la parte malata, perché le cronache pugliesi non si macchino di altro sangue innocente”.

Tags: Don Ciottiincidente mortalelesinaMigrantiSS16
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