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Home » Energas, no del Caons al deposito di GPL di 60.000 metri cubi. “L’incidente di Borgo Panigale sia da monito”

Energas, no del Caons al deposito di GPL di 60.000 metri cubi. “L’incidente di Borgo Panigale sia da monito”

Di Redazione
11 Agosto 2018
in Ambiente&Turismo
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Il CAONS, presieduto dall’ingegner Matteo  Starace, prende a prestito il tremendo incidente del 6 agosto scorso, sul raccordo autostradale di Bologna che collega l’A1 a l’A14, quando un’autocisterna contenente GPL ha tamponato un TIR, prendendo fuoco ed esplodendo  con un boato spaventoso per ritornare sul caso Energas a Manfredonia.  Il bilancio aggiornato dell’incidente è di un morto, 145 feriti e notevoli danni alle abitazioni e alle attività commerciali. Per fortuna in quel momento non transitava alcun pullman.

“Vogliamo esprimere la nostra solidarietà a quanti ne sono stati coinvolti- spiega l’ingegnere in una nota- Non è nelle nostre intenzioni strumentalizzare quanto accaduto, ma fare una riflessione riguardo la richiesta di installazione di un megadeposito di GPL proposto dall’Energas  nel comune di Manfredonia in località S. Spiriticchio.

Nei nostri documenti “NO ENERGAS” abbiamo sostenuto che, in questa materia, la sicurezza non è garantita dalla buona tecnica delle costruzioni, ma molto dipende dall’imprevedibile e questo ulteriore avvenimento lo testimonia.

Nel progetto presentato dall’Energas S.p.a. si ipotizza un movimento annuo da 25 a 50navi gasiere con stazza che varia da 1000 a 20000 tonnellate con l’utilizzo del “Porto Alti Fondali” per le attività di carico/scarico del GPL. Sulle nostre strade dovrebbero circolare7300 autobotti/anno, con 18 tonnellate di GPL cadauna e 4000 autocarri/anno per il trasporto di bombole  con un totale di 5 tonnellate di GPL per autobotte. Inoltre, nel suddetto progetto si prevede una movimentazione di GPL attraverso 200 convogli ferroviari all’anno, ciascuno con un carico di 480 tonnellate, che partendo dalla stazione di Frattarolo dovrebbero transitare per la stazione di Foggia e di altri centri abitati. Abbiamo riportato questi dati perché ci sembrano significativi al fine di fornire un’idea chiara sul notevole numero di mezzi che circolerebbero sulle strade del nostro territorio e nel nostro mare.  Considerando che ogni mezzo, ogni attività di carico e scarico delle navi gasiere e le attività di carico di autocisterne e bombole portano una propriaprobabilità di incidente per cui il rischio globale a cui ci vogliono assoggettare è notevole e non è accettabile. Pertanto, invitiamo tutti i cittadini di Manfredonia a riflettere sui numeri sopra indicati. Con il referendum del 13 novembre 2016 la città si è espressa in maniera chiara e precisa, perciò auspichiamo vivamente che tutti i rappresentanti delle Istituzioni coinvolte nella decisione rispettino la “volontà del popolo”.

 

 

Tags: autobottiCaonsenergas
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Comments 0

  1. Maria Rosaria says:
    9 anni ago

    Peccato che in tanti ignorano la storia del luogo in cui vivono : Arpi, città dell’antica Apulia durante il periodo Ellenico 1184 a, C.è stata una delle città più grandi e fiorenti “italiote” . Tutto il territorio di Arpi con annesso il porto di Sipontum durante il periodo romano , via mare fu ponte fra “Occidente e Oriente ” per lo sviluppo economico e culturale: la sua importanza e grandezza era dimostrata al tempo di Strabone (geografo e storico greco antico) dall’ampiezza delle sue mura , per cui la “città ” appariva come Canosa, pensate un po’ : una delle maggiori degli ” italioti “.
    Tra le meraviglie della cultura Daunia recuperate si segnalano la casa del mosaico, dei grifi , delle pantere , la tomba della Medusa , l’ipogeo di Ganimede .D’altra parte che la Daunia durante l’Ellenismo sia divenuta una fucina di esperienze pittoriche è provato anche dalle straordinarie pitture che , con altre figurate decoravano il vestibolo e la cella centrale dell’ipogeo la Medusa di Arpi , con partizioni parietali in rosso e azzurro. Analisi chimiche del succitato Ipogeo hanno messo in luce l’importanza delle esperienze tecniche pittoriche; esperienze maturate nella pittura esclusivamente in loco. Era molto ricca la tavolozza dei colori nella quale dominavano il nero, il rosso, il rosa , il giallo , l’azzurro e il bianco naturali e artigianali . La capace composizione degli impasti , poi è la conferma di un’esperienza piuttosto progredita che negli stessi anni si diffonde con grande efficacia, anche nella decorazione dei vasi a tempera , agglutinando i pigmenti del colore con gomma arabica . Il patrimonio figurativo dei mosaici poi, è quanto di più prezioso, vario e suggestivo possiamo vantare di possedere fra i reperti archeologici della nostra città . Non mi dilungo in particolari di notevole importanza perché su questo argomento potrei straripare come un fiume in piena di ira !… Quanti scempi sono stati compiuti oltre 200.000 mila opere sono state trafugate : in nessuna città del mondo sarebbe mai accaduta una cosa simile !..

    Rispondi
  2. Maria Rosaria says:
    9 anni ago

    Per chi non lo sapesse , la lettura dell’iscrizione sul pinax della tomba della Medusa , come la firma del suo pittore “Artros Pinave ” è un documento straordinario per la nostra città . Fatta eccezione per i casi rari nella ceramografia figurata magnogreca , ove per altro ci si limita e in rari casi alla sola indicazione del nome dell’artigiano , quello arpano rimane l’unico esempio di firma su parete . ( basterebbe divulgare questo straordinario evento artistico culturale , per incrementare un notevole turismo nella nostra città ) Ad ulteriore conferma dell’importanza economica che la città dovette avere vi è il ritrovamento di numerose monete che venivano coniate in loco fino all’epoca bizantina . Inoltre presso il museo di Manfredonia è ben visibile un tesoretto di 418 antiche monete .

    Rispondi

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