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Home » Centri commerciali aperti a Ferragosto, si chiede una nuova regolamentazione al Governo

Centri commerciali aperti a Ferragosto, si chiede una nuova regolamentazione al Governo

Di Redazione
14 Agosto 2018
in Economia
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Come ogni festa comandata che si rispetti, anche per il Ferragosto 2018 non manca la polemica sui centri commerciali aperti nel giorno festivo. A Foggia e provincia l’apertura del GrandApulia in zona Asi il 15 agosto è pubblicizzata anche sui 6×3.
In attesa che il nuovo Governo gialloverde, come annunciato dal Ministro al Lavoro Luigi Di Maio, emani delle regole chiare, che mettano ordine nella deregulation commerciale le domande sono sempre le stesse: è giusto lavorare di domenica? I lavoratori dei centri commerciali possono essere assimilati a quelli della ristorazione o dei servizi che lavorano anche a Natale, Capodanno e Ferragosto? È etico promuovere spazi di socializzazione nei non-luoghi, dentro una cornice consumistica, ininterrottamente anche nei giorni tradizionalmente dedicati alla famiglia e alle gite fuori porta? Qual è il significato profondo di una apertura festiva? Il centro produce almeno degli utili nel costringere i suoi dipendenti a lavorare a Ferragosto?
Chiuse tutte le Ikea in Italia, a Napoli saranno aperti 2 negozi su 3, compresi bar e ristoranti. Aperti anche l’outlet La Reggia di Marcianise, il Vulcano Buono di Nola, i supermercati Carrefour che normalmente restano aperti 24 ore su 24. Chiusi invece il Centro Commerciale Campania di Marcianise, La Cartiera di Pompei e Jambo di Trentola.
In Puglia i segretari generali regionali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, Barbara Neglia, Antonio Arcadio e Giuseppe Zimmari, hanno ribadito la contrarietà alle aperture dei negozi, supermercati, Iper e Centri Commerciali in prossimità delle festività nazionali e chiedono il rispetto dei valori per le persone invitando tutti i lavoratori ad uno sciopero nel giorno di Ferragosto.
“Non è accettabile l’atteggiamento intrapreso dalle aziende della Grande Distribuzione Organizzata, dalla Confcommercio, dalla Confesercenti e Federdistribuzione – dicono in una nota – che hanno di fatto peggiorato le condizioni di lavoro e vita familiare dei lavoratori e delle lavoratrici. Il commercio nelle festività non è indispensabile”.
“Le lavoratrici, I lavoratori il 15 Agosto lo devono trascorrere con le loro famiglie. La nostra protesta continua per restituire diritti e dignità sottratti in nome di una crisi che ha determinato tanti abusi e soprattutto tanto precariato. Pertanto – proseguono – si proclama a livello regionale in tutti i centri commerciali, negozi, supermercati e ipermercati della Puglia lo sciopero per l’intero turno di lavoro per il giorno 15 agosto 2018 in concomitanza delle Festività Nazionale per l’Assunzione/Ferragosto”.
Dalla Cisl Foggia sono arrivati una protesta e un invito. “Le vendite non coprono le spese. La grande distribuzione chiuda a Ferragosto. Governo regolamenti le aperture festive”. La Fisascat e la CISL di Foggia ribadiscono il loro ‘no’ alle aperture festive della grande distribuzione e chiedono che il Governo intervenga per regolamentare le aperture dei centri commerciali.
In una nota congiunta, infatti, Fisascat e CISL sottolineano che «Le aperture festive e domenicali si sono dimostrate improduttive, tanto che le vendite non arrivano a coprire i costi. Sarebbe opportuno, se proprio si vuol rispettare la libertà negoziale, che sia la contrattazione tra sindacati, comuni ed aziende a disciplinare le aperture domenicali, fermo restando il no categorico a quelle nei giorni di festa. In più, come abbiamo avuto di ribadire più volte in passato, è oramai impensabile che durante i giorni festivi i centri commerciali debbano rimanere aperti sottraendo lavoratrici e lavoratori alle famiglie e sapendo, anche, che tali aperture non portano alcun vantaggio. Le aperture festive e domenicali hanno un costo che non viene compensato dai ricavi e dalla vendite. In pratica le chiusure non equivalgono alla sottrazione di un servizio sul territorio, ma significano evitare che le aziende si sobbarchino costi aggiuntivi inutili e ‘pericolosi’, andando in crisi e non potendo più garantire il posto ai lavoratori. La strada giusta – come già fu evidenziato da CISL e Fisascat di Foggia in un recente comunicato – è quella non solo di auspicare una decisa presa di posizione del Governo, ma anche quella di affidare la competenza sul calendario delle aperture commerciali alla contrattazione decentrata tra i Sindaci, i sindacati e le aziende, per garantire una equa flessibilità negli orari, una maggiore retribuzione e soprattutto la volontarietà delle prestazioni domenicali e festive.”
L’imprenditore di Svicom Fabio Porreca, da parte in causa nella vicenda, è molto cauto sull’argomento. “Se si parla di centri commerciali, ci si riferisce anche e soprattutto all’insieme di negozi, bar e ristoranti, servizi, attività di intrattenimento, come ad esempio il cinema. Se il centro beneficia dalle aperture festive? Dipende. Dipende dal tipo di centro commerciale. Certamente per un grande centro commerciale regionale, come per un outlet center, i festivi sono di vitale importanza. Per GrandApulia, ad esempio, la domenica è di gran lunga il primo giorno della settimana per traffico e vendite. Al momento le visite dei consumatori si concentrano proprio nei giorni festivi. La cosa credo abbia un certo rilievo”.

Tags: centri commercialiGranApulialavoro
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Comments 0

  1. Giustizia e legalità says:
    9 anni ago

    Qualcuno, vuole provare a spiegargli che le Province erano enti soppressi, e come tali, di quali risorse avrebbero dovuto più essere destinatarie ? Poi, siccome noi abbiamo Miglio come Presidente, il governo ha fatto marcia indietro, per evitare di privarlo della poltrona ! Adesso, addirittura, cerca di organizzare il ” movimento dei presidenti a dieta ” : così, ” tra un pasto saltato ed uno recuperato “, il tutto sotto l’insegna di un presunto sciopero della fame, vuole che tutti gli altri presidenti lo emulino, e vadano compatti nella Capitale, a battere cassa !

    Rispondi

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