Un contest di idee rivolto ai giovani creativi under 35. È questo “GiovaniMenti”, il concorso su rigenerazione urbana, design e partecipazione, che ha come sottotitolo, “avete un’idea, anzi, due per Parcocittà?”. I due migliori elaborati saranno premiati con due borse di studio da 1500 e 1000 euro, intitolate alla memoria dell’imprenditore foggiano Antonio Mongelli, padre dell’ex sindaco di Foggia, Gianni Mongelli, tra i fautori con la convenzione sottoscritta di Parcocittà all’interno di Parco San Felice a Foggia.
Questa mattina nei locali dello spazio urbano, lo stesso ingegner Mongelli, in compagnia del presidente del TPP Peppino D’Urso, Rita Amatore ed insieme all’esperto di progettazione Andrea Mori, all’operatrice Alice Amatore e il responsabile della comunicazione Nicola Saracino hanno presentato in conferenza stampa l’iniziativa. Le proposte devono prendere in esame una tematica specifica: promozione dei valori dell’inclusione sociale, dello scambio interculturale, della partecipazione sociale e dei diritti di cittadinanza e rispetto dei beni comuni, con particolare riferimento alla fascia 16-35 anni.
GiovaniMenti è alla sua seconda edizione. “I giovani sono il target di questo posto e la crescita è una delle missioni che ci siamo posti a Parcocittà”, ha detto in esordio Saracino. 16-35 anni per aprire le porte ad idee fresche ed innovative. Il contest parte oggi e durerà fino al 4 dicembre 2018. Le tematiche di inclusione sociale e accoglienza possono essere declinate in ogni ambito. Dalla musica al teatro, alla partecipazione diretta. L’unica avvertenza è che la creatività si possa esprimere sorretta da idee sostenibili, realizzabili e ben strutturate.
L’esperto di progettazione con origini baresi Andrea Mori ha spiegato il senso del contest e la sua praticabilità. “Lo scorso anno abbiamo raccolto una serie di interessanti idee. Non serve solo la descrizione, ma anche l’analisi economica con un budget credibile. Cerchiamo giovani con gruppi di competenze, perché GiovaniMenti vuole diventare il presupposto di un laboratorio urbano permanente qui a Parcocittà di generazione di idee e di azioni che diventano concrete. Parcocittà non è solo un posto della città, ma deve diventare un posto che racconta tutta la città. Un luogo dove sviluppare pensiero e sperimentare pratiche di cittadinanza. Ci rivolgiamo ai giovani, ma non a giovani come massa di indifferenziati ma a giovani competenti e appassionati, che abbiano interesse a crescere e far crescere la città”.
GiovaniMenti ambisce ad essere una esperienza di formazione, un cantiere ospitante. “Lo scorso anno il processo ha funzionato come un laboratorio di progetti verificabili. Il progetto che si autoincensa e si autocentra non ci interessa. Cerchiamo una utopia concreta che si concretizza in azione. Ci auguriamo di avere progetti imperfetti, sostenibili, con ricadute sociali, progetti che abbiano una genesi collettiva per creare reti sociali. Questo contest e tutte le attività che seguiranno sono un processo di enpowerment per dare potere soggettività, perché oggi i giovani rischiano di perdere il protagonismo, dietro a feticci idoli e simulacri, che si esibiscono in forme discutibili. I social media possono essere utilizzati come patologie sociali enfatizzate”, ha aggiunto Mori, citando le ultime teorie di Umberto Eco su internet e sui social. GiovaniMenti è dunque un percorso per creare a Parcocittà un incubatore. Lo scorso anno sono venute fuori idee diverse. Dallo spazio concepito come studio televisivo ad un luogo istituzionalizzato come un picnick sociale, sino ad una esperienza di carattere scientifico biologico. C’è chi ha proposto di realizzare trasformazioni artistiche nel lavoro del riuso, altri proponevano eventi ludici, recuperando i giochi di tradizione. “Parcocittà può andare su molte direzioni, anche se ci sono limiti di fisicità. L’intensissima attività estiva ci dà contezza di quanto sia complesso gestire un posto come questo. I progetti dovranno avere l’essenzialità, è importante che non siano presuntuosi, ma che sia accentuato l’aspetto di co produzione, generativo di altra partecipazione. Se un progetto rimane una bella scatola vuota non ci interessa, la sua sostenibilità è un discrimine per realizzare buone pratiche a confronto. Allo stesso modo, giovane non è qualità di competenza”.
Parole di entusiasmo e generosità da parte di Gianni Mongelli. “Firmare quella convenzione è stata una delle cose più belle della mia amministrazione”. A l’Immediato ha aggiunto quali sarebbero state le idee che sarebbero piaciute al suo compianto padre, molto amato in quel pezzo di città. “Penso che lui avrebbe preferito le idee che diventano realtà e che si concretizzano in qualcosa di materiale nel senso bello del termine, qualcosa che abbia un impatto diretto sulla città e su questa area di città che ogni volta che la vedo mi pare più bella, arricchita di partecipazione e di volontà di esserci. Tutto ciò che dalle idee diventa concretezza a mio padre sarebbe piaciuto”.