“Cassano si è scassato”, è la battuta che circola nel centrodestra, dopo la notizia sconcertante dell’indagine marchigiana Ghost Tax della Guardia di Finanza, che vedeva ai vertici di una piramide fiscale l’avvocato Paolo Mongiello, ex Forza Italia e Pdl e attuale coordinatore cittadino di Puglia Popolare, il movimento che si ispira all’ex senatore Massimo Cassano, agli arresti domiciliari.
Mercoledì sera Puglia Popolare aveva lasciato il tavolo del centrodestra riunito. Ancora una volta i partiti non sono riusciti a trovare un accordo sul nome del sindaco da candidare alla presidenza della Provincia di Foggia.
Ieri invece era previsto un incontro tra tutti i consiglieri vicini a Rino De Martino e Paolo Mongiello per decidere se approdare nelle braccia del civismo pugliese.
Il candidato portato in dote da Puglia Popolare, ossia Lino Monteleone, sindaco di Torremaggiore, non trova il consenso né dei Fratelli d’Italia né della Lega né di Forza Italia, tutte forze all’opposizione nel paese dell’Alto Tavoliere. Monteleone è troppo civico, troppo vicino all’assessore Leo Di Gioia, che ieri ha riunito tutti i suoi numerosi amministratori nel quartier generale di via Gramsci, dove si è presentato anche il primo cittadino di Torremaggiore. Andare da soli, col centrodestra o con centrosinistra? I civici lo decideranno oggi, ma il preferito sembrerebbe essere il civico cerignolano Franco Metta, che ha dalla sua il sostegno di Franco Landella e che i civici vogliono riconquistare, dopo l’appoggio a Forza Italia alle politiche. Ma nulla è certo. Franco Metta appare ancora troppo divisivo e non piace a Lega e meloniani. Dall’altro lato salgono nel Pd le quotazioni del giovane sindaco di Monte Sant’Angelo, Pier Paolo d’Arienzo.
I nomi del centrodestra in bilico sono sempre gli stessi, ci si ri-aggiornerà il prossimo lunedì a 2 giorni dall’ultimatum: Pasquale Sarcone di Ascoli Satriano supportato da Franco Di Giuseppe e Giandonato La Salandra, Nicola Gatta di Candela e Costantino Ciavarella di San Nicandro, preferito dall’Udc di Angelo Cera. Si ha tempo fino all’11 ottobre alle ore 12 per depositare firme e candidature.
In questo magma di indecisione il coordinatore provinciale di Forza Italia Raffaele Di Mauro ha scelto di optare per un ruolo neutro. Ieri gli è stato chiesto per tre volte quale fosse il candidato azzurro. E per tre volte Di Mauro ha nicchiato. Si è scelta la linea attendista in Forza Italia, che potrebbe votare il candidato scelto dagli altri alleati, per non incappare in brutte figure. Il rischio è non avere il numero di firme necessarie. Fa capolino in qualche azzurro pure l’idea di proporre un sindaco di tutti i partiti, un primo cittadino che piaccia a tutti e sappia dialogare per il territorio. E non è escluso che possa essere proprio un amministratore dem il prescelto.
“Le chance di Lino Monteleone non sono affatto tramontate anzi sono più vive che mai in questo momento, Lino non è graditissimo a Forza Italia, a Lega e Fratelli d’Italia, perché lo si ritiene vicino a Leo Di Gioia, con cui ieri ha avuto un incontro. Il suo nome escluderebbe il Pd, ma è un nome più che valido per l’area civica e che potrebbe intercettare consenso dal centrodestra, se è vera la scelta dell’assessore Di Gioia di andare da solo”, spiega un anonimo amministratore dell’amministratore ex finiano.
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